Beneficenza ostentata

Chi vuole fare beneficenza, non lo fa vedere. Il bene, nella sua pudica genuinità, non è esibizionista. Gino Bartali non si è mai vantato di quel che ha fatto. Caso forse unico, di immenso valore etico. Silenzio che vale molto più di un uragano di carta stampata.

Non ho mai sostenuto l’associazione “Uniti per la provincia di Cremona” perché iniziative simili di solito sono inutili. La Regione Lombardia aveva e ha i soldi necessari, tant’è vero che ha realizzato un ospedale in Fiera usato pochissimo. 

Non c’era alcun bisogno delle donazioni da parte di coloro che, dopo aver pagato le tasse, hanno aggiunto anche solo 10 euro per un ospedale in difficoltà. Non era questione di soldi, ma di scelte organizzative e tempestive. Una donazione, poi, ha l’effetto di tollerare gli effetti negativi dell’operato di Formigoni, Maroni e Fontana.

L’associazione ha raccolto 4 milioni inutili, tanto che ne ha adoperati solo 2, che la Regione aveva già a disposizione. Una donazione una tantum non fa crescere una struttura così complessa: ci vogliono scelte strategiche, non regali con foto in prima pagina.

Questa raccolta benefica è stata fatta in modo talmente ostentato, che inviare soldi mi ripugnava. Non darò mai un soldo a un editore che fa di tutto per apparire protagonista al posto dello Stato, quando lo Stato ha tutti i mezzi necessari per far funzionare e controllare il servizio sanitario pubblico, chiunque lo gestisca, anche un privato. 

Dopo l’inizio dell’inchiesta, ho continuato a pensare che Renato Crotti non è il demonio, ma solo la creatura di un sistema, che prevede che per legge le Fondazioni non pubblichino i bilanci. Una legge da cambiare. Non posso giudicarlo al posto della magistratura, ma se risultasse colpevole, non potrei comunque conoscere le sue motivazioni e il contesto che l’ha circondato. 

Non pare in ogni caso un mostro degno di prima pagina per diversi giorni, quando ci sono evasori fiscali di somme enormemente più alte, e quando ci sono giornalisti che parlano con orrore e disprezzo delle tasse e dello Stato, e politici che invocano continuamente l’Italia e il popolo italiano, per il quale non fanno proprio niente, se non sono dannosi. L’inchiesta ha disturbato l’immagine che il quotidiano ha costruito di se stesso, come salvatore dell’ospedale, dopo aver costruito l’altra immagine degli eroi del covid. 

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