Il ritorno degli eroi

Non appena è esploso il caso dei carabinieri di Piacenza, il giornale La Provincia di Cremona si è premurato di nominare “eroe” il maggiore Rocco Papaleo. È un giornale-mamma, evidentemente, che sente in dovere di rassicurarci: qui sarebbe “tutto sotto controllo, non abbiate timore: siete in buone mani!” par che dicano. Tanta premura mi preoccupa. Ma vogliono dire “Siete” o “Siamo”?

Il giorno dopo la nomina ad eroe, del maggiore Papaleo il medesimo quotidiano ha scritto in termini diversi, registrando il fatto che risulterebbero delle ambiguità.

C’è da restare sbigottiti. Che idea posso farmi?

Mi è spiaciuto che nel 2000 i carabinieri siano entrati a far parte delle Forze armate: l’ho sempre considerata una svolta negativa, un irrigidimento e una chiusura. La mistica della fedeltà, sulla quale tanto insiste la propaganda, non mi piace: non è una gran virtù la fedeltà, perché genera un eccesso di forza minacciosa, che comprime la libertà.

Intanto la politica insiste sul solito slogan buonista delle mele marce. Sansonetti sul Riformista scriveva ieri che se sono carabinieri sono mele marce ed eccezioni, se sono immigrati invece bisogna capire gli italiani che hanno paura di tutti i migranti. Il cattivo, se ha la pelle nera, non è un’eccezione. E si lascia che il dubbio investa tutti gli immigrati.

Si torna indietro, al 700, quando c’erano ancora tribunali separati per i nobili. Si creano caste, si alzano steccati, si chiede da dove vieni e non che cosa sai fare. E noi in quale casta saremo messi? Ci retrocederanno in serie B, per rassicurarci che niente cambia? Che cosa mi fa pensare, peraltro, di essere in serie A?

Il Riformista ha pubblicato ieri un altro articolo interessante, sul conflitto fra Guardia di Finanza e Carabinieri.

E quei carabinieri sotto accusa (ricordando che prima della sentenza non ci sono colpevoli, neanche se con la pelle nera) sarebbero diventati così cattivi all’improvviso, senza che mai partisse una segnalazione negli anni precedenti?

Prima erano buoni o solamente utili? O che altro? Ce lo spiegheranno con chiarezza: è solo questione di pazienza.

Sentirsi sicuri secondo me, pero, è pericoloso. Non che si debba arrivare all’eccesso della talpa di Kafka, che una volta costruitasi la tana si guarda intorno e all’improvviso si accorge di comportarsi esattamente come la volpe, il suo predatore.

Sarebbe bello poter comprendere i dati di fatto, ammesso di poterli conoscere: delle rassicurazioni e degli eroi invece faccio a meno.

Caserma degli orrori, il retroscena della guerra per il potere tra finanza e carabinieri

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