Gli Stati generali: “Politica cremonese troppo subalterna ad Arvedi”

CREMONA Gli Stati generali dell’ambiente in un comunicato alzano il tiro e affermano che “non è più possibile assistere a una politica cremonese troppo subalterna alle esigenze di una grande impresa quale è il gruppo Arvedi” e anzi, continua la nota: “Non è più accettabile che le istituzioni locali fuggano dalle loro responsabilità e non abbiano e non tengano la schiena diritta su questioni di tale rilevanza quali i rischi sul lavoro, l’inquinamento e la salute”.  Il riferimento al post del sindaco Gianluca Galimberti è implicito ma evidente, dato che il primo cittadino aveva appena postato su Facebook una nota in cui sostiene, a proposito dell’incendio scoppiato giovedì mattina, che la “situazione è stata risolta in poco tempo e senza feriti”, aggiungendo che il monitoraggio sarebbe continuato. Nulla più che un monitoraggio di routine, dunque, benché la stessa Arpa e il settore Ambiente dell’amministrazione provinciale abbiano emesso negli ultimi anni diverse relazioni e diffide. La pubblica amministrazione, però, non ha mai modificato il proprio atteggiamento verso l’acciaieria, tant’è vero che la prima Valutazione d’impatto ambientale è stata fatta nel solo nel 2016. E intanto il gruppo industriale continua a estendersi rapidamente. A Baracchino, su territorio di Spinadesco, sta sorgendo un nuovo centro siderurgico, senza che nessuna amministrazione del Cremonese abbia dato informazioni agli abitanti. E’ il sito della proprietà, csindustriale.it, a far sapere che “l’obiettivo principale è espandere il proprio raggio d’azione su tutto il territorio nazionale”, unendo le forze di diverse attività produttive in joint-venture, con una gamma di prodotti che comprende nastri, lamiere, tubi e profili aperti. Sul relativo incremento di traffico ed eventualmente di inquinamento atmosferico, nulla è stato detto dalla pubblica amministrazione, nemmeno dopo che il dottor Ricci dell’Ats si è opposto, a tutela della salute di abitanti e lavoratori, all’aumento di produzione dell’acciaieria legato all’installazione del nuovo forno e rimandato dall’acciaieria. Lo stesso studio epidemiologico dell’Ats è fermo da tempo, e non può comprendere per mancanza di fondi nemmeno i dati del covid-19. Intanto in via Acquaviva il nuovo deposito ha ripreso i lavori, con scrosci di rottami da un’altezza di 10 metri e ulteriori proteste da parte dei residenti di Cavatigozzi più esposti al rumore.

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