Categoria: acciaieria

“Contributo acustico” dell’acciaieria Arvedi

L’acciaieria Arvedi, come ha spiegato efficacemente il quotidiano “La Repubblica”, produce musica ma la stessa acciaieria, con un’importante email inviata ai Comuni di Spinadesco e di Cremona, ha affermato con maggiore precisione di solo aver dato un “contributo all’indice acustico”, che spetterà poi a chi di dovere valutare sul piano estetico o fenomenologico.

arvedi-grafico

Il contributo è stato elaborato nella notte fra il 5 e il 6 gennaio, la notte dell’Epifania (ed epifania significa appunto manifestazione ovvero rivelazione), alla quale si riferisce la segnalazione del cittadino infastidito da un presunto rumore. I segnalatori, autori di improvvide email, parlano addirittura di “boati” o “scrosci” se non di “rumore di fondo”. Ignota la reazione, semmai fosse dovuta, del Comune di Spinadesco, l’assessore Alessia Manfredini ha dichiarato che il Comune di Cremona si è attivato per chiedere spiegazioni all’orchestra di Cavatigozzi e Spinadesco, o, se si vuole chiamarla così, alla presunta “acciaieria”, la quale l’11 gennaio ha contribuito ulteriormente, stavolta alla Conoscenza con il seguente messaggio:

“Dal grafico in allegato, relativo al punto di misura sito in località Spinadesco, non si rilevano picchi significativi nella notte tra il 5 ed il 6 gennaio 2017, fatto salvo un contributo all’indice acustico tra le ore 00:00 del 5 gennaio all’01:00 del 6 febbraio favorito anche dalle condizioni metereologiche particolari  ed eccezionali (temperatura sotto lo zero e forte vento con direzione verso il centro abitato)”.

L’acciaeria dunque contribuisce alla produzione di un fenomeno estetico (cioè una percezione, null’altro che percezione, che poi ideologicamente o strategicamente si può definire musica o rumore o suono o che altro) e il vento sposta il fenomeno nell’udito del cittadino. Allora la responsabilità del fastidio del cittadino è del meteo bizzarro ovvero della pubblica amministrazione che pur potendo a suo tempo procedere a Valutazione d’impatto ambientale non ha prevenuto il verificarsi tanto frequente di fenomeni acustici nell’udito (e poi nella coscienza, ambiente a rischio politicizzazione) del cittadino? Andava sommato l’elaborato industriale con gli altri contributi e la sensibilità dell’individuo oggetto del fastidio?

La risposta, come direbbe il premio Nobel, la sa il vento, che però l’affida all’elaborazione comunitaria intersoggettiva regolata democraticamente dal Parlamento. Resta in ogni caso l’allegato duplice che allego

arvedi-acustico-meteo-5-6-gennaio-20171

arvedi-grafico-spinadesco-misura-5-6-gennaio-20171.

perché la risposta sta nell’allegato, o meglio nella mente dell’Organo che lo interpreta correttamente (l’Arpa, altro strumento per giunta musicale), donde si evince chiunque abbia composto la musica, eziamdio compresa la tromba di Eustachio e i timpani dell’acciaieria, che il piano di zonizzazione acustica del Comune di Spinadesco è stato violato. C’erano troppi decibel. E di conseguenza? Il piano di risanemento acustico decretato dell’ente Provincia, per quanto eseguito, è stato inefficace? L’ente Provincia ha verificato che quel piano sia efficace? Dopo una proroga di sei mesi, la verifica – nessuno se ne scandalizzerebbe – potrebbe essere compiuta. E’ in corso? Per ora il premio Nobel per la letteratura può concludere la sua canzone in attesa che l’Osservatorio Arvedi di prossima convocazione dia l’interpretazione istituzionale e presumibilmente autentica del “contributo acustico” che è apparso tanto generoso a taluni.

 

Acciaieria Arvedi, ancora rumore: lettera da Spinadesco all’assessore Alessia Manfredini

att.ne assessore Alessia Manfredini – urgente
La presaente, per significare che dal giorno 05/01/2016 circa ore 22,30 e sino al
mattino del giorno seguente 06/01/2016 alle ore 07,30 un continuo rumore
fastidioso, insistente, tambureggiante come quasi trovardi accanto lo scalo
areoportuale di malpensa, sono proseguiti rombi incredibili di lavorazione
notturna dell’acciaieria.
Sono stato di servizio presso la cooperativa fuxia e quindi fuori paese in localita’
“caselli”, ma vi assicuro che era come trovarsi al lavoro in acciaieria !!
so che sono state intraprese diverse iniziative circa le numerorse inadempienza
di tale ditta, ma so anche che tutto prosegue tranquillamente senza accenni di
cambiamenti.
non chiedo, e non chiediamo molto, se non l’osservanza di quanto deve attenersi
l’acciaieria arvedi secondo disposizioni di arpa ed altri enti adibiti ai controlli ed
ai relativi sopraluoghi.
per cortesia che venga data una svolta definitiva perche’ le inosservanze sono
diverse, l’indifferenza totale, e i rumori notturni continuano imperterriti alla
faccia di enti preposti ed interessati !!!
grazie

Ivan Loris Davò

 

Segnalati odori irritanti nella zona dell’acciaieria Arvedi – e rumore del tubificio e del treno

“Odore acre e pungentee che irrita la gola, non si capisce bene se sia odore proveniente da un processo di fonderia o da esalazioni di prodotti chimici” è la segnalazione inviata da un cittadino di Spinadesco all’Osservatorio Arvedi organizzato dal Comune di Cremona, con la partecipazione della Provincia – che ha competenza decisionale – e degli organi di controllo. “Non è la prima volta che accade ma pggi è particolarmente persistente” ha aggiunto il cittadino, che nell’email si è rivolto all’assessore all’ambiente Alessia Manfredini, pregando di rivolgere attenzione con urgenza. Ieri sera un’altra segnalazione è partita dalla frazione di Cremona Cavatigozzi, indirizzata al comitato di quartiere, per avvisare ancora del rumore del tubificio e del treno, sia di primo mattino, attorno alle 7, che nel pomeriggio. Non mancano vibrazioni provocate dal treno anche all’ora di cena. L’area del tubificio è stata esclusa dal piano di risanamento acustico, che comprende la sola area Nord del complesso siderurgico, dunque fra Spinadesco e Cavatigozzi, mentre il tubificio e il quatiere Dossetto di Cavatigozzi si trovano lontano un chilometro. L’indirizzo email al quale vengono inviate le segnalazioni è accessibile a tutti gli organi di controllo, l’Arpa per i fenomeni acustici e gli odori, che varie volte hanno compiuto sopralluoghi assieme alla polizia locale di Cremona. Il piano di risanamento acustico, prescritto dall’ente Provincia, si concluso quest’anno: è prevista una verifica, rinviata di sei mesi, e quindi ormai incombente. Da parte sua il comitato di quartiere di Cavatigozzi sta raccogliendo altre segnalazioni, ciascuna delle quali viene verificata dalle istituzioni, che hanno istituito un filo diretto con il complesso siderurgico cremonese.

Il video si riferisce a più di due anni fa.

 

Cittadinanza sostenibile, il Comune ne discute con Arvedi

 Il Comune conferma che il suo interlocutore di riferimento è l’industriale Giovanni Arvedi, che interverrà in un dibattito sulla cittadinanza sostenibile che vedrà protagonisti nella sala del consiglio comunale Fiorenzo Galli, direttore del museo della scienza Leonardo da Vinci, e il filosofo Giulio Giorello.

 

Tra gli altri argomenti anche le questioni ambientali, che l’industriale cremonese può affrontare con piena cognizione di causa. L’acciaieria Arvedi è stata diffidata per il mancato rispetto dell’autorizzazione integrata ambientale ma senz’altro risulterà in regola, dopo l’Arpa eseguirà i nuovi dovuti controlli, peraltro posticipati di sei mesi per una serie di ragionevoli motivi. Bisogna proprio parlarne? Ma certo! Di Giorello e Galli, della cittadinanza sempre più sostenibile (ma dovremo proprio sostenerla?) e anche dei motivi del controllo dell’Arpa, rinviato dal settore Ambiente dell’ente Provincia sei mesi dopo.
Oltre all’industriale, vero protagonista della vita pubblica della città di Cremona, interverrà anche il sindaco Gianluca Galimberti.
Segue l’inappuntabile comunicato municipale.

Cremona, 27 ottobre 2016Appunti per una cittadinanza sostenibile. E’ il titolo dell’incontro che si terrà sabato 5 novembre alle ore 16.30 nella Sala Quadri di Palazzo Comunale organizzato dal Comune di Cremona e dal Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano nell’ambito delle iniziative legate alla mostra Janello Torriani, Genio del Rinascimento, aperta fino al 29 gennaio 2017 al Museo del Violino. Un dialogo tra Fiorenzo Galli, Direttore Generale del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia L. Da Vinci e Giulio Giorello, matematico ed epistemologo tra i più autorevoli in Italia, ordinario di Filosofia della Scienza all’Università degli Studi di Milano. A partire dall’esperienza del capoluogo lombardo e dal libro Milano e le sue rotte obbligate. Le acque che ci tocca navigare  di Fiorenzo Galli, una riflessione sull’esigenza delle città di svilupparsi come aree dinamiche e attrattive a livello internazionale, tutelando al tempo stesso  le esigenze e i bisogni (dalla sicurezza, all’ambiente, al lavoro) oggi espressi dalle popolazioni urbane. Come garantire quei diritti che oggi assicurano una cittadinanza piena e sostenibile? Come farlo se non attraverso impostazioni sempre meno ideologiche e improntate a competenze responsabili, affidate alla capacità di sapere e di fare: di saper fare? L’appuntamento è ad ingresso gratuito ed è rivolto alla cittadinanza e alle scuole. Interverranno il Sindaco Gianluca Galimberti  e Giovanni Arvedi, Presidente del Gruppo Arvedi.

Ilva, Arvedi preme: “Non ho mai ricevuto aiuti dallo Stato”

Il senatore Massimo Mucchetti ha dichiarato stamattina a Cremona in sala Rodi che l’ex proprietà Riva “patteggia” con la magistratura milanese. sala-rodi

Ci sono ancora nove mesi di tempo perché si concluda l’acquisto dell’Ilva di Taranto, ancora commissariata, da parte di una delle due cordate italiane (l’una con Arvedi, assieme alla società finanziaria di Del Vecchio e Cassa Depositi e Prestiti, l’altra guidata da Marcegaglia), altrimenti i francesi di Arcelor-Mittal potranno diventare proprietari, garantendo subito il pareggio di bilancio e ponendo fine alle perdite di circa 12 milioni al mese, senza però poter salvare circa 4mila posti di lavoro in bilico. Stamattina in sala Rodi l’industriale Giovanni Arvedi ha giocato tutte le sue carte migliori  (“Aiuti di Stato non ne ho mai visti”, ma anche l’esposizione dei vantaggi dati dalla sua tecnologia), nel confronto pubblico col senatore Massimo Mucchetti, presidente della commissione industria commercio e turismo. Una trattativa aperta, ma perché in pubblico? La questione dell’Ilva è cruciale: venduta ai francesi l’Ilva, maggiore acciaieria d’Europa, capace di fare il prezzo dell’acciaio, l’Italia perde una posizione strategica. Del Vecchio però non ha ancora manifestato disponibilità a investire quanto necessario, mentre la Cdp non verserà più di 800 milioni di euro. Arvedi, che ci mette la tecnologia, in vista di una produzione ibrida, quindi in parte mediante forno elettrico, potrebbe essere socio di minoranza, ma comunque ha voluto mostrare pubblicamente di essere del tutto presente e disponibile a compiere il passo. I capitali però ancora non si vedono, forse in attesa che si chiarisca il dubbio sul futuro del governo italiano, in attesa dell’esito del referendum costituzionale del 4 dicembre.

Sin dall’inizio del confronto organizzato dal Pd provinciale, introdotto da Fabrizio Aroldi (commissione lavoro) e moderato da Vittoriano Zanolli, proseguo riportando una sitensi di quanto detto, Arvedi ha chiesto un impegno forte da parte dello Stato, considerati i caratteri della globalizzazione, che necessita di una competitività globale che tien conto delle dimensioni delle aziende, dei trasporti e delle comunicazioni. Fra Usa e Canada su 27 acciaierie ne sono rimaste 11. E’ una competizione dura, che dal 2008 vede il sopravvento della finanza, capace di muovere immensi capitali rapidamente, sull’industria; ingenti risorse pubbliche sono state date alle banche e non al settore produttivo (“contro i nostri valori” ha sottolineato Arvedi).

Mucchetti ha ribattuto che la competizione dev’essere ad armi pari, nell’Unione europea fondata su principi liberali, dalla quale non c’è da aspettarsi un aiuto alla siderurgia italiana: è auspicabile che non ci siano ostacoli. Situazione complicata: “Ma tante volte ne abbiamo parlato con Arvedi: dalle difficoltà si generano opportunità”. A Taranto è possibile una produzione ibrida che usa anche il forno elettrico fondendo materiali ferrosi, non più rottami. Non va favorito chi fa dumping, vendendo acciaio sottocosto: la Cina ha ha previsto una produzione talmente elevata da trovarsi ora in sovracapacità. Fare il tifo per i cinesi, come ha fatto qualcuno, è stato un errore. L’intervento dello Stato è possibile ma sotto forma di intervento politico, in grado di strutturare l’iniziativa privata. L’esempio è francese: la Peugeot era in grave crisi e lo Stato francese l’ha accompagnata verso la quotazione in Borsa e la cessione di quote a un gruppo cinese. Velatamente così Mucchetti fa notare che Arvedi non è quotato in Borsa, come varie aziende italiane.

 

(fine prima parte)

 

 

 

 

 

 

Pezzoni: “Su Arvedi e l’Ilva si attende trasparenza”

Ci sarà un confronto vero, sabato alle 10 in sala Rodi tra il presidente della commissione Industria Massimo Mucchetti e l’industriale Giovanni Arvedi, oppure si farà solo promozione? Marco Pezzoni (Cremona Futura), ex deputato e organizzatore, è convinto che dopo tante indiscrezioni, dubbi, sospetti, si potrà far provvista di nuova conoscenza in materia: “Non credo che il senatore Massimo Mucchetti rinunci alla sua autonomia di pensiero e di analisi – spiega Pezzoni – Credo anche che ci farà conoscere le linee che propone la commissione che presiede al Senato per quanto riguarda lo sviluppo e riqualificazione della siderurgia italiana”. Allora non sarà uno show, non ci saranno solo promesse bensì “un’operazione di trasparenza – continua Pezzoni – che ci farà conoscere una situazione industriale nota solo agli addetti ai lavori. Anche sul futuro di Taranto avremo la possibilità di sapere qual è il quadro attuale” certamente almeno dal punto di vista di Mucchetti, che due anni fa aveva colpito l’opinione pubblica anche cremonese per la libertà di pensiero dimostrata in un’intervista sulla siderurgia italiana e il futuro dell’Ilva. Da parte sua l’industriale Giovanni Arvedi, avendo accettato il confronto, dovrebbe “sentirsi sicuro delle proprie carte e delle proprie alleanze”, innanzitutto quella con il patron di Luxottica Leonardo Del Vecchio, che assieme ad Arvedi e Cdp compete con la cordata Marcegaglia per acquisire la proprietà dell’Ilva. “Salvare l’Ilva senza svenderla” né produrre montagne di debito pubblico è la linea sostenuta da anni da Massimo Mucchetti. Da parte propria Arvedi può contare su tecnologie particolarmente avanzate, ma occorrono ingenti capitali da investire: di qui l’importanza di Del Vecchio (e Cdp).

 

 

Marcegaglia riapre la zincheria: presentata domanda di riattivazione degli impianti

L’over capacity, o meglio la sovra-produzione d’acciaio da parte della Cina è ormai un fatto riconosciuto dall’interno pianeta Terra, come dimostrato dal G20. L’Italia è rimasta fra i primi produttori d’acciaio (proprio in un Paese a pretta vocazione turistica e culturale), ha visto scendere la produzione a causa dei guai dell’Ilva di Taranto, ma pare che ora vada meglio. Da qualche giorno, sarà un caso o forse no, la Marcegaglia Carbon Steel vuole riattivare la zincheria di Gazoldo degli Ippoliti (Mantova), che era stata già autorizzata nel 2010 e poi dismessa nel luglio 2013 dalla Marcegaglia spa. E ora l’industria siderurgica mantovana ha proposto alla Regione Lombardia di riaprire quella zincheria, tuttora esistente ma non connessa alla rete elettrica. La valutazione d’impatto ambientale viene istruita con una procedura semplificata da parte dell’ente Provincia. Come si legge nella “Sintesi non tecnica”, Marcegaglia non vuole ampliare alcuna struttura edilizia, né modificare la volumetria della fabbrica esistente e neppura la linea produttiva, ma solo riattivare l’impianto. Per questo l’industria di Gazoldo degli Ippoliti ha presentato domanda di Autorizzazione integrata ambiantale per attivare la zincatura a caldo, con una capacità produttiva di 23 tonnellate l’ora, compreso il materiale decapato. Rispetto al passato, l’impianto godrà di un aumento di produttività del 35%, grazie anche a un nastro più ampio, da 600 a 750 millimetri. Ci sarà quindi una verifica della Valutazione d’impatto ambientale, non una nuova Via: il documento era già stato rilasciato nel 2010.
(la foto è tratta da www.marcegaglia.com/)

Arvedi ricorre al Tar, l’ente Provincia si contrappone

 
CREMONA L’acciaieria Arvedi ha presentato ricorso al Tar di Brescia per ottenere l’annullamento della diffida emessa il 22 marzo dall’amministrazione provinciale. Precisamente, il dirigente del settore ambiente, agricoltura, caccia e pesca Andrea Azzoni, dopo aver ricevuto una relazione dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, aveva diffidato con il decreto numero 572 l’industria siderurgica di via Acquaviva a rispettare le norme stabilite dall’autorizzazione per il funzionamento dell’attività. Le irregolarità rilevate dall’Arpa erano in tutto 49, fra le quali i fumi diffusi, non trattati dai sistemi di captazione, ed emessi attraverso i lucernari. Il vicepresidente della Provincia Davide Viola ha firmato la delibera con cui l’ente si costituisce in giudizio per tutelare pienamente ogni diritto e ragione dell’Ente, e vedere così confermata, in sede processuale, la piena legittimità dell’atto adottato.

Acquistate le lastre Arvedi, il sindaco ripulisce il Lungo Po

La spiegazione talvolta precede l’evento, così come la causa l’effetto. Ieri pomeriggio, a poche ore dalla pubblicazione del post sull’acquisto delle lastre di ferro Arvedi, per la messa in sicurezza della terrazza del Lungo Po Europa, ecco il sindaco Gianluca Galimberti con l’assessore Alessia Manfredini, i voloontari della lista civica Fare nuova la città, muniti di guanti e di sacchi, ripulire il lungo Po Europa.

Per l’immagine che proietta di sè l’istituzione municipale, l’acquisto delle lastre non figura, eppure è necessario, non solo per il decoro della città, ma soprattutto per il senso complessivo dell’inevitabile congiunzione tra l’incasso privato e il volontariato politico. Più che l’incasso, vale la presenza, la funzione di senso offerta dall’acciaieria-mondo. L’acciaieria produce la città, che viene ripulita dagli gli organi eletti dagli stessi dipendenti della medesima fabbrica, minoranza cospicua e fattore economico-sociale assolutamente imprescindibile. Il mondo arvediano abbraccia anche la cultura, le attività sociosanitarie, sportive, i lavori di interesse pubblico.
Non è la prima volta che gli amministratori fanno i volontari in una città che però appartiene al mondo arvediano, che certo non è interessata a rivendicare un ruolo diverso da quello di fondamento onni-abbracciante.
Dopo i parchi Tognazzi e Sartori (quartiere Po) e parco Asia (quartiere Zaist), l’oggetto della cura degli amministratori è stata la passeggiata lungo la riva del fiume. “Perché Cremona è prima di tutto di noi cittadini, prendiamocene cura” sarebbe il senso dell’iniziativa organizzata in sinergia con Pd e Sinistra per Cremona, ma il senso è offerto dall’industria siderurgica, effettiva prima cittadina.

Due botti, poi scorie d’acciaieria in riva al canale navigabile

Cremona – Momenti di preoccupazione stamattina per alcuni abitanti di Cavatigozzi e Spinadesco, che hanno udito rumori simili a esplosioni nella zona dell’acciaieria Arvedi. Sul retro dell’industria siderurgica di via Acquaviva, nel lato nord, verso Cremona, sono state visti anche oggi pomeriggio alcuni pezzi di scorie delle dimensioni del pugno di una mano, finiti oltre la barriera di recinzione, che protegge il canale dalle attività dell’acciaieria. La distanza fra le scorie e le acque del canale è di un paio di metri. Il terreno è controllato dall’Aipo. Dietro l’industria corre una stradina asfaltata, frequentata da ciclisti e pescatori, mentre lungo il canale passano frequentemente dei canoisti impegnati negli allenamenti. Alcuni cittadini hanno avvisato questa redazione dell’accaduto. L’eventualità più temuta è che le scorie finiscano nel canale colpendo proprio i canoisti.

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