Categoria: amianto

L’amianto non ha il senso dello Stato: all’ex Cavalli e Poli, malgrado l’ordinanza, in parte resta dov’era. Protesta l’Ona

 

CREMONA Il piano per la caratterizzazione e lo smaltimento dei rifiuti dell’ex Cavalli e Poli di via San Bernardo doveva essere pronto entro 15 giorni, come stabiliva l’ordinanza del sindaco Gianluca Galimberti nell’ottobre 2014, una volta ricevuto il verbale del Noe che aveva sequestrato l’area per presenza di amianto. Dopo più di due anni, però, la rimozione delle lastre in eternit è tutt’altro che completata. E’ risolto il problema più urgente, tolta la lastra di eternit a un metro dalla finestra di un asilo privato, ma i tetti in cemento amianto restano al sole, visibili dall’esterno della fabbrica chiusa da anni. Ivano Bonoldi, dell’Ona Onlus, è tornato in via San Bernardo a indicare le lastre di eternit rimaste al loro posto, in una provincia dopo il censimento dell’Ats, che comprende 12mila siti, appare ancora incompleto. E le segnalazioni fioccano.

L’ex fabbrica di cornici, che occupava circa 800 operai in varie attività artigianali, ed era nota nel mondo, è stata a lungo la principale attività della provincia di Cremona. E’ rimasto solo un complesso di capannoni dismessi su un’area di 3.500 metri quadrati nella zona fra il cimitero e Borgo Loreto, tra le più frequentate, per la presenza di imprese, una cooperativa, la sede delle Poste, una palestra e varie altre attività. L’Ona Onlus nota però verosimile presenza di amianto anche in un altro capannone di via San Bernardo, e soprattutto sul tetto di un deposito all’interno della stazione, a lato di via Vecchia Dogana. Dall’altra parte della strada sorge un complesso di garage, che appare solo in parte bonificato.

Amianto nelle scuole, la Regione non aiuta e retrocede il Comune

(articolo del 19 aprile, il video invece è sulle scuole Virgilio e Mida)

 

CREMONA I soldi per la bonifica dall’amianto la Regione Lombardia non li ha dati. Al tetto della palestra della scuola elementare Trento Trieste ci ha pensato il Comune, che l’anno scorso ha anticipato 10mila euro confidando nel contributo regionale chiesto due anni fa, per poi ritrovarsi quest’anno ancora più in basso nella graduatoria lombarda, come ha fatto sapere l’assessore Andrea Virgilio nell’ultimo incontro con Danilo Dilda e Ivano Bonoldi dell’Osservatorio nazionale amianto cittadino. La retrocessione dal 50° al 90° posto preoccupa e l’Osservatorio sta verificando i motivi, anche perché da Roma i fondi sono stati messi a disposizione. L’ultimo bando regionale poi, uscito in marzo, mette a disposizione dei Comuni solo 300mila euro per la rimozione della fibra killer dagli edifici pubblici, esattamente quanto spende il Comune di Cremona da solo per le bonifiche, pressato com’è da genitori e ambientalisti. Il massimo per i Comuni è 15mila euro, quando Vescovato, ad esempio, deve spenderne 200mila per bonificare la materna, oltre ai lavori di efficientamento energetico che spingono l’importo a 315mila, per il cappotto termico e i nuovi infissi.

Alla scuola cremonese Trento Trieste, dalla struttura storica, vincolata dalla Soprintendenza, è stato necessario fare un’ulteriore verifica sulla presenza di amianto nell’aria: risultato negativo. L’amministrazione in estate rifarà anche i bagni e l’ascensore, migliorando l’accessibilità per i disabili, con una spesa di 150mila euro. Via l’amianto anche dalla media Virgilio: aprirà a giugno, dopo l’ultima campanella, il cantiere che rifarà 850 metri quadrati di pavimento: un milione e 700mila euro il costo totale dei lavori. Gli oltre 6mila siti contaminati, censiti dall’autorità sanitaria in provincia di Cremona, per lo più restano come sono, quando non intervengono i Comuni. Le segnalazioni sono numerose. L’ultima è del comitato di quartiere di Cavatigozzi e risale alla vigilia di Pasqua: una parte del tetto di un edificio privato dismesso di via Stazione, dov’è stata censita la presenza di eternit, ha ceduto e la bonifica non è ancora stata compiuta. L’amministrazione comunale è stata subito messa al corrente.

 

Casanova del Morbasco, 60 firme contro gli odori

SESTO ED UNITI CR Circa sessanta firme sono state raccolte a Casanova del morbasco e consegnate al protocollo del municipio, con la richiesta di rimediare agli odori, che buona parte dei residenti considera particolarmente sgradevoli. Non vengono indicate nella petizione le possibili fonti dell’impatto olfattivo tra le abitazioni di Casanova, frazione di Sesto ed Uniti.

In passato l’amministrazione provinciale ha emesso tre diffide a eliminare le irregolarità dell’autorizzazione ambientale nei confronti di una centralina elettrica a biogas e l’ex sindaco Carlo Vezzini un’ordinanza, sempre allo scopo di eliminare le molestie olfattive. L’associazione Salviamo il Paesaggio a sua volta, negli anni scorsi, ha presentato un esposto alla Procura firmato da Maria Grazia Bonfante, oggi sindaco di Vescovato, perché la proprietà ha realizzato un vascone, che contiene liquami, in un punto, accanto alla cascina Canova, dove il piano regolatore non lo consente. La documentazione presentata era consistente, compresa una relazione del Politecnico di Milano, che ha indicato un impatto olfattivo superiore alle soglie indicate dalla Regione Lombardia. Dure critiche anche da parte dell’associazione regionale Terre Nostre e del suo leader Michele Corti. Una lunga storia che comprende anche una valutazione dell’Asl di Cremona, del gennaio 2013. Il rimedio indicato dalle autorità era lo stesso: convogliare gli odori e trattarli con un biofiltro per eliminarli. Le dimensioni del vascone che contiene il digestato sono rilevanti, ed è quindi complicato coprirlo con un telo per contenere l’odore. Dopo l’autorizzazione da parte dell’amministrazione provinciale, le diffide e le proteste dei vicini non è ancora stata trovata alcuna soluzione. Le critiche riguardano soprattutto lo sversamento della grande vasca aperta e la movimentazione del digestato, che contiene i resti della lavorazione. Le centraline funzionano grazie a scarti della produzione agricola e liquami. A Casanova del Morbasco la centralina genera 999 kilowattora, ed era stata autorizzata durante l’amministrazione Salini, con assessore all’ambiente Gianluca Pinotti. Era stato proprio Pinotti a far notare l’importanza dei Comuni durante le conferenze dei servizi. Ora la patata bollente che rimbalza ancora in Comune, dove, dopo le elezioni dell’anno scorso, si è insediata la sindaca Francesca Maria Viccardi.

 

Discarica a cielo aperto, un mese di immobilismo

SERGNANO  CR Ancora un’esperienza negativa per l’ambiente di Sergnano: lungo il sentiero tra le cascine Valdroghe e Valdroghe vecchio sono stati abbandonati rifiuti edili, che potrebbero, dall’aspetto, contenere amianto. La segnalazione è stata fatta il 3 dicembre all’amministrazione comunale, che è intervenuta con i vigili, che hanno vietato il transito. E’ intervenuto un tecnico del municipio che ha prelevato un campione dei rifiuti e ha disposto l’analisi, per sapere se si tratta di amianto e procedere all’eventuale bonifica. Dopo più di un mese però i rifiuti sono ancora al loro posto, malgrado la preoccupazione degli abitanti che hanno notato la vicinanza tra i rifiuti e una roggia. Il materiale è frantumato, dopo essere stato travolto e schiacciato dalle ruote di un mezzo pesante. Il rischio di una diffusione delle fibre sulle coltivazioni è evidente, di qualunque sostanza si tratti, anche perché sul sentiero passano i trattori.

Il Comune di Sergnano ha constatato che la competenza è del Comune di Campagnola Cremasca, il quale però non è ancora intervenuto, probabilmente in attesa dell’esito dell’analisi chimica. Enrico Duranti, consigliere comunale del movimento 3.0, ha segnalato la presenza degli inerti, comunque pericolosi anche se non si trattasse di amianto, ai carabinieri della stazione di Camisano. Altri abitanti si sono rivolti all’altro gruppo di opposizione “La casa di vetro”, guidata da Mauro Giroletti.

Il sindaco Gianluigi Bernardi è stato così informato per tempo. Dopo più di un mese settimane, però, per una serie di vicissitudini amministrative, non solo non è stato individuato il responsabile, ma nemmeno sono stati rimossi e smaltiti correttamente i rifiuti edili. Enrico Duranti ha poi protestato perché alcune protezioni messe dai vigili sono state tolte: sembra che la messa in sicurezza dell’area non ci sia proprio stata. Un danno in più, quindi, oltre all’inquinamento.

Bonifica dall’amianto, finestra socchiusa

Durante i lavori di bonifica dall’amianto della scuola elementare Trento Trieste è stata fotografata da un passante una finestra socchiusa. Lavori eseguiti a regola d’arte, sicuramente, vista l’esperienza della ditta intervenuta. Il passante curioso non ha potuto però non notare la particolarità. Alcuni genitori, pochi – 18 su 232 – hanno compiuto la scelta estrema dello sciopero scolastico contro il rischio amianto.

Di fatto, non c’è pericolo perché l’eternit del tetto della palestra non è in stato di degrado. Per ulteriore sicurezza, il Comune ha predisposto il campionamento e l’analisi della qualità dell’aria all’interno degli spogliatoi, del cortile e della scuola. Diversi genitori hanno chiesto dati certi per essere sicuri che i bambini che hanno frequentato la scuola non siano stati esposti al pericolo. L’eternit era rotto, tuttavia accidentalmente. Le analisi della qualità dell’aria dissiperanno, com’è probabile, l’estremo dubbio. Nel frattempo, durante la bonifica le operazioni sono state condotte nella massima sicurezza perché il pericolo c’era, rimuovendo l’eternit, a scuola chiusa. Sono state applicate tutte le precauzioni del caso. Come ha chiesto un passante, però: “Perché hanno lasciato quella finestra socchiusa? Non era meglio chiuderla?”

 

Sciopero di pochi audaci contro l’amianto

Solo un manipolo di audaci, 18 su 232, dai quali vanno sottratti alcuni assenti per malattia, ha deciso di scioperare contro l’amianto. Scelta aspra, lo sciopero scolastico, insolita, discutibile, fallita, visti i numeri, ma molto significativa. Mandare o non mandare i figli a scuola è comunque responsabilità dei genitori, anche per la legge. Quel manipolo di audaci ha scelto di far sentire alle autorità, con la maggior forza possibile, la propria protesta contro la presenza di amianto, dopo quarant’anni, in una scuola pubblica. Non interpreto lo sciopero scolastico come spregio della pubblica amministrazione o affronto al sindaco, al centrosinistra, all’Ats o al Prefetto o chi altri, bensì come un segnale d’allarme morale e di volontà di cambiamento rapido, e come una protesta contro l’inaccettabilità di tutto quel tempo passato accanto all’eternit, perché l’amianto è intollerabile, sempre, anche se non è pericoloso. Chi non ha scioperato è allora conformista o sottomesso? Molti hanno comunque protestato nei giorni scorsi o chiesto chiarimenti: il messaggio è stato espresso. Comune e Provincia stanno bonificando e ristrutturando tutte le scuole: le proteste daranno forza a questo programma. Quieto vivere con l’amianto è impossibile, inaccettabile con una sostanza che ha ucciso ben 75 persone nelle scuole italiane, secondo i dati dell’Ona onlus. Rispettare le norme non basta: occorre che sia dato un messaggio deciso. Questo sciopero silenzioso, senza manifestazioni né disordini, è una forma estrema e limitata d’impegno per la salute e la sicurezza, e quindi merita rispetto. La paura non genera il proprio oggetto, quand’è inesistente, ma corrisponde a un atto di volontà  – liberarsi dal pericolo – che non si può trascurare. (segue la cronaca)

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Volti sorridenti, fotografie, anche selfie: la tradizione del primo giorno di scuola alle elementari ha battuto anche la paura dell’amianto. Su 232 alunni, alla scuola Trento Trieste, gli alunni assenti erano solo 18, alcuni dei quali per malattia, come hanno fatto sapere le famiglie.

All’apertura del portone all’angolo di via Palestro, poco dopo mezzogiorno, oggi c’è stata aria di festa. Lo sciopero scolastico non c’è stato e il preside Piergiorgio Poli gongola, dichiarando che l’anno scolastico “è iniziato in un clima sereno, senza alcuna forma di protesta”, e l’assessore Andrea Virgilio proclama sconfitto l’allarmismo e ribadisce che il Comune vuole bonificare tutte le scuole entro la fine del mandato del sindaco Galimberti. In Comune il dato delle presenze è stato seguito con trepidazione, fino al sollievo del dato finale, quasi fosse un referendum sull’amministrazione.

Ieri lo stesso dirigente ha emesso una circolare: nel parcheggio interno non può entrare nessuno, né per parcheggiare né per attività didattica,

da stamattina fino al termine della bonifica, che si svolgerà sabato mattina, in assenza di alunni. Le lezioni si sono tenute a finestre rigorosamente chiuse sul lato che dà verso la palestra, il cui tetto è d’eternit, bucato ma in modo accidentale. Il rappresentante dei genitori Vincenzo Tarallo ha apprezzato che le promesse siano state mantenute dalla scuola. L’Ona onlus non ha ottenuto di far chiudere la scuola fino a lunedì: si farà invece il campionamento e l’analisi della qualità dell’aria, per verificare se ci sono fibre d’amianto in circolazione nell’aria. L’Ats non ha prescritto la chiusura dell’edificio. I guai sembrano finiti alla Trento Trieste ma non in Provincia, dove lo scontro fra Crema e Cremona sul dimensionamento scolastico previsto dalla riforma della “Buona scuola” non è per niente risolto, dato che i sindaci cremaschi, come confermato nell’incontro di ieri presso l’amministrazione provinciale, chiedono di dividere l’istituto agrario provinciale Stanga in due, dando autonomia alle sedi cremasche. Per i  cremonesi, come conferma la vicesindaco Maura Ruggeri, la proposta cremasca è “inaccettabile: ci si può accordare sulle altre scuole, come il liceo artistico Munari, e sulla riorganizzazione dell’istituto professionale Marazzi, ma non sullo Stanga, che deve restare provinciale anche per le categorie economiche, i sindacati, il collegio docenti e l’ufficio scolastico regionale”. Ci sarà ancora tempo fino a fine mese per trovare una soluzione. Per la parte cremonese, la richiesta dei cremaschi ha motivazioni di identità territoriali da respingere completamente. L’anno scolastico comincia male per Rete Scuole Crema, che critica la riforma governativa. Il tetto di 600 alunni, sotto i quali non possono scendere le scuole, pena la perdita di autonomia, si dimostra causa di dissenso sull’accorpamento tra gli istituti.

 

Amianto, alla Trento Trieste lezioni prima della bonifica

Si farà lezione per due giorni, domani e venerdì, mentre l’amianto resterà ancora dov’è da quarant’anni, in quel tetto della palestra, sui quei 70 metri quadrati mai bonificati.

Già negli anni scorsi alcuni genitori hanno chiesto chiarimenti – qualcuno ha anche scritto al dirigente scolastico –  ricevendo rassicurazioni sulla mancanza di pericolo. “Ora però, dopo tanti anni, la bonifica appare urgente. Qual è allora il vero rischio corso dai bambini in passato?”. E’ solo una delle domande poste ieri in un’assemblea vivace. Invece da domani si andrà a scuola anche alla Trento Trieste, all’angolo di via Palestro: il dirigente scolastico Poli ha concesso l’interdizione del cortile e la chiusura delle finestre: queste le misure precauzionali. La bonifica si farà sabato mattina, in assenza di alunni. Non c’erano ieri sera esponenti dell’Ats, autorità sanitaria che non ha dato la prescrizione di chiudere la scuola prima della bonifica, e non c’era nemmeno il sindaco, rappresentato dagli assessori Maura Ruggeri (vice) e Andrea Virgilio (Patrimonio). Presente, senza intervenire, l’assessore all’ambiente Alessia Manfredini. L’Ona Onlus, ieri rappresentata da Danilo Dilda e Ivano Bonoldi, ha chiesto la chiusura della scuola fino al termine della bonifica, e anche un monitoraggio ambientale da compiere prima e dopo l’asportazione dell’amianto, per verificare l’eventuale presenza di fibre di amianto nell’aria che circola in palestra e nel cortile. Il dirigente comunale Ruggero Carletti ha dichiarato di poter richiedere già oggi alla ditta Micro-B campionamenti e analisi ambientali prima e dopo la bonifica. Proprio Carletti ha ribadito l’assunzione di responsabilità: ha dichiarato che il pericolo non c’è, che l’Ats non ha dato prescrizione di chiudere la scuola, che c’era pericolo semmai alla scuola Miglioli, già bonificata. Non è eternit in stato di degrado, non si sta disfacendo e disperdendo nell’aria, è strutturalmente separato dall’interno della palestra. C’è però un buco nell’eternit: è però un foro causato accidentalmente, una frattura, non un cedimento della lastra. All’interno della palestra penetra l’acqua piovana, ma senza contatto col tetto d’eternit. Dunque il pericolo non c’è: chi prima della bonifica passerà vicino alla palestra non sarà esposto alla fibra killer. L’Ats ha prescritto la chiusura delle finestre per chi abita nell’ala del condominio di via Bertesi che guarda verso la palestra: nessuna prescrizione che riguardi il corpo dell’edificio scolastico.

La preoccupazione di molti genitori però è grande, nonostante le spiegazioni. Il rischio quindi è che i primi due giorni di scuola si svolgano con un buon numero di banchi vuoti. Sarebbe un segnale della lacerazione tra istituzioni e cittadini.

 

 

 

Il sorriso ambiguo dell’amianto

La politica è diventata un algoritmo: innescate alcune parole chiave, è possibile ottenere consenso. Una di queste opportunità è l’allarme amianto. Sembra che ponendo la domanda se c’è amianto, la possibilità della presenza di amianto giustifichi la paura che causata dall’amianto. E così si confonde la paura per una sostanza esistenza con la paura di una possibilità, che nello stesso tempo è anche negativa. Infatti l’amianto non sempre c’è e non sempre uccide. Chi ha vissuto per molti anni vicino a un pollaio col tetto in eternit ma non in degrado, non ha respirato fibre fatali ed è sopravvissuto tranquillamente. L’amianto usato nelle strutture scolastiche ha causato oltre settanta morti in Italia, non centinaia di migliaia di vittime. Nella scuola media Virgilio, a Cremona, il pericolo non c’è. L’amministrazione comunale ha verificato tutti gli edifici scolastici, come ha ribadito oggi pomeriggio la vicesindaco Maura Ruggeri, e procede bonificando secondo le priorità, criticando l’amministrazione Perri che ha rinviato varie bonifiche. Nell’estate del 2016 si farà la bonifica alla Virgilio, in via San Lorenzo, dove l’amianto c’è ma non è pericoloso. Oggi è stata un’altra giornata all’eternit, ma senza interventi dell’Ona onlus. I cittadini si sono rivolti ai cinque stelle per ottenere chiarimenti. La preoccupazione di parte dei cittadini ha indotto il Comune ad accelerare i tempi dei lavori alla primaria Trento Trieste. La cronaca.

 

CREMONA La vertice di stamattina in Comune a porte chiuse sugli spogliatoi della palestra della scuola Trento Trieste era finito da poche ore, quand’è scattato il colpo di scena: una nuova segnalazione sull’eventuale presenza d’amianto in una scuola, questa volta la media Virgilio in via San Lorenzo. Alcuni cittadini dell’istituto di via Trebbia hanno segnalato alla consigliera comunale dei cinque stelle Lucia Lanfredi la possibile presenza di vinilamianto nel pavimento della sede, che doveva essere rifatto grazie a un piano d’intervento della Regione Lombardia risalente al 2013. Dopo tre anni nessun intervento è stato compiuto e così Lucia Lanfredi ha depositato un’interrogazione alla presidente del consiglio Simona Pasquali per sapere se il Comune può confermare o no la reale presenza della fibra killer, che sta inquietando non poche famiglie a due settimane dall’inizio dell’anno scolastico. Questione che riguarda anche la sicurezza sul lavoro degli insegnanti e del personale non docente, oltre che dei genitori.

Sono stati i genitori e l’associazione Corona a tinteggiare i muri della stessa media Virgilio, il volontariato però non può sobbarcarsi i costi di una possibile bonifica. Di qui la segnalazione all’opposizione grillina. Pressing mozzafiato anche sulla primaria Trento Trieste, per la quale Lucia Lanfredi e il deputato Toninelli hanno chiesto al governo di concedere in tempi rapidi il contributo in ritardo di mesi. Il Comune e la dirigenza scolastica stamattina hanno deciso di invitare i genitori in un’assemblea in sala Zanoni la sera di martedì 6 settembre, per chiarire quale sarà il cronoprogramma dei lavori. Il dirigente comunale Carletti insiste: non ci sono rischi, ma per precauzione l’eternit, comunque non fatiscente, sarà tolto in una mattina di sabato, quando la scuola primaria sarà chiusa. Particolarmente severo l’intervento del sindaco Galimberti, che ha lanciato dure accuse contro l’allarmismo: nel mirino alcuni consiglieri della minoranza di centrodestra, nel corso di uno scambio vivace. Nel frattempo altri edifici scolastici sono sottoposti a lavori di manutenzione, come la scuola media Vida di via San Lorenzo, in un periodo cruciale per l’avvenire del settore e il rapporto di fiducia tra famiglie e istituzioni. Domani infine il Comune presenterà la guida delle scuole, rivolta agli insegnanti, per integrare l’offerta formativa con le proposte didattiche ed educative presenti sul territorio.

Scuola Trento Trieste, il pericolo non c’è

La mancanza di un progetto rappresentativo e radicato nella realtà socio-economica e nella vita delle persone fa sì che la lotta politica perda significato e si concretizzi in una semplice critica di una serie di singole scelte. Il caso della scuola Trento Trieste diventa emblematico: l’amianto c’è e si trova nella copertura di eternit dello spogliatoio, che però non è a contatto con l’ambiente frequentato dagli alunni. Lo sostiene il dirigente Carletti, descrivendo minuziosamente la struttura. La bonifica avverrà a scuola chiusa.

 

 

L’amianto è sempre pericoloso, anche se compatto, in quanto c’è sempre aerodispersione e non c’è una soglia minima di rischio. Lo precisa l’Ona, Osservatorio nazionale amianto, chiarendo di battersi contro ogni forma di esposizione, in un intervento del presidente nazionale Ezio Bonanni, dedicato alla scuola primaria Trento Trieste, per contrastare l’affermazione dell’assessore Andrea Virgilio, che ha sostenuto invece che non c’è alcun rischio per gli alunni. Il Comune ha invece ribadito ieri sul sito del sindaco Gianluca Galimberti che non c’è alcun pericolo per gli alunni. La relazione del dirigente del settore Patrimonio Ruggero Carletti spiega che l’eternit si trova sul tetto dello spogliatoio, che è sì forato, però a causa di un urto accidentale, non per il degrado. Va quindi escluso che possano essersi diffuse fibre contenenti amianto nello spogliatoio, dato che ci sono due strutture fra l’eternit e l’ambiente frequentato dagli alunni. Le due strutture sono il solaio piano in latero-cemento intonacato, verso lo spogliatoio, e il sottomanto in tavellonato continuo di laterizio  che sostiene le lastre stesse all’esterno. Quindi non c’è amianto in circolazione, tuttavia per precauzione, come chiarisce Carletti, la bonifica sarà effettuata di sabato a scuola chiusa. Era questa la richiesta dell’Osservatorio nazionale amianto di Cremona, con un intervento di Ivano Bonoldi, oltre che della dirigente nazionale Antonella Franchi e del coordinatore cittadino Danilo Dilda. Il sindaco ha insistito nel sostegno all’assessore Virgilio e nel sottolineare che il Comune ha programmato ed eseguito le bonifiche, monitorando le scuole e facendo i lavori a proprie spese. Il contributo ministeriale per la primaria Trento Trieste arriverà probabilmente a dicembre, quando l’amministrazione avrà già provveduto entro ottobre. L’Ona ricorda che ci sono ben 2.400 scuole in Italia con amianto e che i casi censiti di mesotelioma tra personale docente e non docente sono 75.

L’Ona onlus insorge a difesa di Dilda

Come ho potuto credere che dare evidenza alle diverse sensibilità all’interno dell’Ona onlus (Osservatorio nazionale amianto) fosse lecito? Se una dirigente nazionale dell’Osservatorio, Antonella Franchi, incalza il coordinatore cittadino Danilo Dilda (“dovevi essere tu a dire che la bonifica va fatta a scuola chiusa” dice un commento su Facebook) non posso assolutamente scrivere che c’è differenza. In realtà la differenza c’è: Dilda tende a mettere in luce la collaborazione con le istituzioni, altri esponenti, come Ivano Bonoldi, collaborano ma polemizzano con vivacità, considerata la realtà del pericolo costituito dall’amianto. Sembra però che chi fa risaltare il dibattito vada immediatamente messo a tacere e indotto a chiedere scusa come se il confronto interno fosse un autentico pericolo. Così, appena visto il titolo “Ona onlus, stoccata a Dilda” ecco arrivare la richiesta di rettifica, pena il ricorso ad Autorità competente da parte del presidente nazionale dell’Ona onlus Ezio Bonanni!

Una stoccata è un gesto sportivo, non un disonore: chi la subisce non è sconfitto né umiliato, ed è anche una puntata polemica. Non sarà quindi Danilo Dilda il protagonista dell’aria della Calunnia del Barbiere di Siviglia. Non è stato calpestato né umiliato.

L’Ona onlus è convinta che l’assessore Andrea Virgilio abbia sbagliato nel dire che “non ci sono rischi”, perché ci sarebbe sempre pericolo di aerodispersione delle fibre. Quando l’Ona onlus entra in Comune con i suoi uomini – Dilda e Bonoldi visto che non ci sono quote rosa – ha a che vedere con il sindaco e il dirigente Carletti. I quali insistono: non ci sono rischi nella scuola Trento Trieste. E’ giusto quindi che l’Ona onlus discuta al proprio interno: il risultato va ottenuto, come in tanti altri casi, vista la grande lentezza delle istituzioni nel fare le bonifiche. Fortunatamente il Comune di Cremona, come la Provincia di Cremona, si è attivato, come riconosciuto da Dilda e anche da Bonoldi. L’amianto comunque uccide anche nel mondo della scuola: 75 deceduti censiti dall’Ona in Italia.