Categoria: provincia

Rifondazione stronca la lista ambientalista: “C’è Grassi del centrodestra”

(17.10.16)

 

CREMONA Affonda la lista “Ambiente Solidarietà Territorio Cremona” che avrebbe contrastato il Pd e le due liste di centrodestra alle prossime elezioni provinciali, il 6 novembre. Da un iscritto a Rifondazione comunista è partito un attacco ad Antonio Grassi, sindaco di Casale, tra i fondatori della lista che avrebbe candidato il consigliere comunale di Crema Piergiuseppe Bettenzoli alla presidenza. Grassi sarebbe funzionale al centrodestra quindi non si può fare una lista con lui: è questo il motivo per cui la segreteria regionale di Rifondazione ha ritirato il proprio appoggio, anche se Grassi ha smentito l’appartenenza al centrodestra. Non si può presentare quindi, in assenza dei 5 stelle, la lista alternativa, che già aveva un simbolo e 40 firme di sindaci e consiglieri comunali, senza ancora però le 70 firme necessarie. Sarebbe stata comunque una lista civica, senza etichette politiche, rafforzata dai contributi delle associazioni ma abbattuta da una lite interna. Gli ecologisti intendevano non solo opporsi all’autostrada Cremona Mantova, alle trivellazioni e ai tradizionali programmi basati sul consumo di suolo e la spesa pubblica, ma innanzitutto riorganizzare l’amministrazione provinciale dislocandone le funzioni e gli uffici sul territorio e valorizzare le competenze delle associazioni e dei consiglieri comunali, per costruire un ente Provincia dinamico e flessibile, secondo il modello di Maria Grazia Bonfante.

Si rafforza invece la lista del Pd, che schiera anche Giovanni Gagliardi, ex segretario dell’ente durante la presidenza Torchio, e candida Davide Viola, oggi al vertice dell’ente. Il centrodestra si divide: in una lista ci saranno Alberto Sisti di Castelvisconti e Giuseppe Lanzanova di Soncino, nell’altra Giovanni Rossoni e Paolo Abruzzi. Malgrado la crisi di risorse e di identità di corso Vittorio Emanuele II, la Provincia mantiene poteri decisionali, di programmazione e di controllo rilevanti nei settori ambiente, pianificazione territoriale, edilizia scolastica, polizia locale, infrastrutture e politiche sociali. Per questo la competizione rimane elevata, in attesa che dopo il referendum costituzionale si chiarisca il futuro e l’assetto dell’ente.

 

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Provincia, la lista ambientalista si fa sentire

autostrade

“La dottoressa Nanni è un funzionario Pubblico e dovrebbe comportarsi come tale, senza scendere al livello di uno scaricatore di porto. (E non me ne vogliano i portuali).” Piergiuseppe Bettenzoli ribatte così al segretario dell’amministrazione provinciale Maria Rita Nanni, che ha respinto al mittente la sua protesta. Bettenzoli, come rappresentante della lista “Ambiente Solidarietà Territorio Cremona”, ha chiesto al segretario provinciale di autorizzare il dipendente della Provincia Luca Erfini come certificare delle firme. La lista vuole presentarsi alle elezioni del 6 novembre, in alternativa al Pd, che candiderà probabilmente il vicepresidente in carica Davide Viola, e al centrodestra di Gianni Rossoni. Voteranno solo sindaci e consiglieri comunali, non sono più elezioni popolari, tuttavia diverse forze ecologiste e civiche, senza colore politico, vogliono dire la propria, visto che le funzioni superstiti oggi della Provincia e un domani dell’Area vasta hanno grande rilievo: sono state proprio le decisioni prese in corso Vittorio Emanuele II, in molti casi, a cambiare i connotati del paesaggio, ad esempio autorizzando numerose attività produttive con impatto ambientale e non poche infrastrutture. Tra Bettenzoli e le riforme però c’è di mezzo Maria Rita Nanni. Il segretario della Provincia infatti ha definito il consigliere comunale cremasco (a suo tempo consigliere provinciale) “rappresentante di una lista che non c’è”, che protesta per un’autorizzazione che non compete alla segreteria. Bettenzoli, che è sostenuto dal sindaco di Casale Antonio Grassi, oltre che dal sindaco di Vescovato Maria Grazia Bonfante, oggi ha diramato un altro comunicato, per dire che mancano dieci giorni alla scadenza della presentazione delle liste e i consiglieri comunali dei piccoli Comuni hanno bisogno di chi autentichi la loro firma, perché il loro segretario comunale non è presente. Si rischia dunque non la lesa maestà, ma di ledere il diritto costituzionale dei consiglieri che vogliono sottoscrivere la lista, permettendo così un’alternativa al monopolio Pd-centrodestra, dato che i Cinque stelle in Provincia non vogliono entrare. Maria Rita Nanni sostiene che le accuse non possono rigua

 

rdare la segreteria. Di fatto Luca Erfini, che è anche rappresentante sindacale, non è ancora stato autorizzato e le liste, malgrado le proteste, restano ancora due, peraltro in questi due anni, durante la crisi dell’ente Provincia, costantemente conc

ordi nell’attuare il medesimo programma tanto criticato dalle associazioni.

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6 ottobre 2016

Provincia sempre in crisi con strategia salda e poco ecologica

 

 

Carlo Vezzini, che da oggi non è più sindaco di Sesto ed Uniti, lascia la presidenza della Provincia ma i problemi restano. La strategia ereditata da Massimiliano Salini, tanto criticata dagli ambientalisti, è proseguita in vario modo in questi due anni, e uno degli ultimi atti dell’ex sindaco di Sesto è l’approvazione della compatibilità tra il piano territoriale e la cementificazione di 330mila metri quadrati in via Mantova a Cremona, per costruire la area nuova commerciale e artigianale del Comune. E’ la lottizzazione privata più grande che sia mai stata accettata dal Comune di Cremona, oltretutto a scopo commerciale. I casi precedenti riguardavano la costruzione di quartieri popolari. Bella complicazione per la Provincia, che inizialmente si era opposta alla modifica della viabilità, considerando il previsto aumento di traffico e l’insufficienza della rotatoria di San Felice, tanto più in coincidenza con l’ampliamento del centro commerciale di Gadesco. Ed è proprio il sindaco di Gadesco Davide Viola a succedere a Vezzini.

Il contenzioso tra Provincia e Comune di Cremona, a proposito di via Mantova, è stato evitato così: la strada provinciale diventa comunale, e quindi sarà il municipio ad accollarsi pesanti spese di manutenzione. Via libera da Corso Vittorio Emanuele II, tuttavia con prescrizioni per quel che riguarda la viabilità: il traffico sarà monitorato, e se servirà i privati dovranno adeguare la strada ex provinciale e la rotatoria. Le critiche non sono mancate. Le osservazioni di Legambiente sul rischio idraulico e sismico, però, sono state rispedite dalla Provincia al Comune. Alle critiche si sono uniti anche Italia Nostra, con l’architetto Michele De Crecchio, Salviamo il Paesaggio, la sinistra e i cinque stelle. Legambiente contesta la mancanza di verde se non a scopo decorativo: in passato le lottizzazioni prevedevano anche parchi pubblici, ora solo cornici verdi al cemento. Per rimediare al rischio idraulico il Comune viene chiamato dalla Provincia a ulteriori verifiche: il principio è che il sistema idraulico non dovrebbe cambiare, dopo le nuove edificazioni, che però avranno una dimensione così ingombrante che rimane la preoccupazione per la circolazione delle acque, in una zona soggetta ad allagamenti. Per De Crecchio la Provincia, o comunque l’Area Vasta che potrà sostituirla, avrebbe dato maggiore attenzione alle questioni viabilistiche e ambientali: il Comune, invece, essendo autore della variante al piano regolatore, è esposto al rischio di fare sconti ai privati per favorire le imprese e il lavoro.

Tra le eredità di Vezzini anche l’irrisolta questione della riorganizzazione delle scuole, bloccata dai sindaci dell’area cremasca. La contesa principale ha riguardato l’istituto agrario provinciale Stanga. I cremaschi hanno rinunciato alla richiesta di dividere le sedi quando hanno accertato che palazzo Stanga era vincolato all’uso come sede di un istituto agrario provinciale. Il ridimensionamento avrebbe fatto accorpare l’agraria a un’altra scuola, con il rischio di un’altra destinazione e quindi la perdita della proprietà provinciale dell’immobile. La riforma Delrio lascia nella nebbia la Provincia, che sarà guidata ora da Davide Viola, sindaco di Gadesco: i consiglieri però non saranno più tredici ma dodici, con una maggioranza, e quindi una capacità decisionale, che non appare chiara.

 

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