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Piazza dei Patrioti, si teme il Natale al freddo

CREMONA In piazza dei Patrioti la paura è di passare il Natale al freddo, dato che la riparazione della rete del teleriscaldamento sembra solo parziale e il cantiere non è stato chiuso, dopo il guasto all’impianto che ha lasciato al freddo cinque condomini per più di un giorno. I caloriferi sono tornati a funzionare, ma non però fra le due e le quattro del pomeriggio. La temperatura, all’interno degli alloggi, scende a dieci gradi. Per chi abita qui non resta che comprarsi una stufetta, anche con l’aiuto dei parenti, nella speranza che il costo non sia eccessivo, dato che bisogna tirare avanti con i seicento euro della pensione minima.

 

Quanto alle bollette del teleriscaldamento che riceve l’acqua calda dall’inceneritore, le paga direttamente il Comune all’azienda, dello stesso gruppo che ha la proprietà dell’inceneritore.

Negli ultimi anni il freddo e i distacchi delle utenze hanno caratterizzato vicende drammatiche per chi non ha di che vivere senza i servizi sociali.Resta difficile la vita nel quartiere Borgo Loreto: i controlli della polizia e dei carabinieri sono frequenti, fra tentativi di furto e comportamenti ai limiti. Le porte rimangono chiuse, non ci si fida a volte neanche tra vicini di casa. Tra i residenti l’età media è elevata: diversi gli anziani single che hanno superato gli ottant’anni. Tra le contraddizioni ci sono poi i tre appartamenti vuoti in una sola palazzina al numero civico 8, quando le domande di case popolari sono centinaia. Si complica anche la raccolta dei rifiuti : sono stati visti alcuni passanti depositare sacchi di immondizia non differenziata nei bidoni dei condomini, segnalati al Comune. Il rischio è di subire bollini gialli, poi rossi e infine multe a tutto il condominio, se non sarà applicata per tempo la tariffa puntuale.

55 alloggi per 700 domande

Circa settecento domande presentate l’anno scorso e ritenute ammissibili, ma il nuovo bando comunale per l’assegnazione di alloggi popolari metterà a disposizione 55 alloggi a canone sociale, cinque più degli anni scorsi, e tre appartamenti a canone moderato. Le nuove richieste, o aggiornamenti di quelle già esistenti, potranno essere presentate dal 3 ottobre al 15 novembre. L’Aler e l’amministrazione comunale hanno effettuato delle verifiche sulla situazione degli alloggi e questo è il risultato: 55 è già considerato un numero “importante” dall’assessore Andrea Virgilio. Nel 2012 gli alloggi disponibili erano 65, nel 2013 una trentina ogni sei mesi, l’anno successivo 50. L’emergenza abitativa non si è conclusa: il 22 settembre il Comune ha assegnato d’urgenza un alloggio a un cittadino rumeno colpito da sfratto. Si tratta di una concessione temporanea, in uso precario e per protezione sociale. Sono in tutto cinque quest’anno i casi di questo tipo -una quindicina l’anno scorso – in cui è stata l’assistente sociale a chiedere l’assegnazione in via straordinaria e provvisoria. Le crisi vengono gestite in forma più riservata, ma continuano come negli anni scorsi. Vengono evitati gli sfratti con intervento delle forze dell’ordine: l’assistente sociale, grazie alla maggiore disponibilità di alloggi, chiede e ottiene più facilmente che in passato l’assegnazione. Ieri era comunque previsto l’accesso dell’ufficiale giudiziario in un appartamento di via Vittori, per un altro sfratto seguito dal comitato di via Mantova, che aveva ottenuto un rinvio con un picchetto di resistenza passiva già a fine luglio. L’accesso è poi stato rinviato al 3 novembre. Le famiglie a rischio sfratto, costrette in tanti a chiedere sostegno al Comune per evitare il distacco dell’energia elettrica o del gas, sono molte di più, fra italiani e stranieri. Le bollette sono insostenibili all’incirca per 400 famiglie: l’amministrazione infatti ha dovuto convenzionarsi con diverse società, non più con la sola Aem, per evitare distacchi di utenze. Il Comune ha ottenuto, grazie a un bando regionale, alcuni milioni di euro per lavori di manutenzione straordinaria e per l’efficientamento energetico, in modo da rendere disponibili più case per ora inagibili. La svolta data dall’assessore Andrea Virgilio e dal centrosinistra, che ha fatto dell’edilizia residenziale pubblica una questione centrale, gestita tutta dal Comune e non dall’Aler, prevede anche il recupero della morosità. Quest’anno è cresciuto ancora, fino al 16% del totale, il numero di famiglie che non riesce a pagare neanche il canone delle case popolari. Il Comune dovrebbe incassare oltre un milione e 300mila euro dagli affitti sociali dei 1.080 alloggi che possiede. L’aumento degli stessi canoni d’affitto sociali, negli ultimi anni, ha mandato in crisi quest’anno una ventina di famiglie già seguite dal Comune.

da http://www.telecolor.net

Via Santa Croce come il Bronx

Sono passati dieci anni e il cantiere di via Santa Croce è ancora fermo e in condizioni sempre peggiori. Negli ultimi giorni un residente degli alloggi comunali ha notato un individuo che usciva dall’edificio portando via alcune mattonelle. E’ stato rubato tutto il possibile da uno stabile che stava per essere ristrutturato, e che col tempo è diventato invece dormitorio per persone senza fissa dimora e poi obiettivo dei ladri. La ditta napoletana Socim, di San Sebastiano al Vesuvio, ha lavorato per grandi industrie, aziende sanitarie ed enti pubblici di tutta Italia, incappando però nella disavventura che l’ha condotta a vincere una causa contro l’Aler, condannata a pagare un risarcimento di 134mila euro, ritenuti non sufficienti dai napoletani che hanno presentato ricorso in appello per ottenere ancora di più. Nel frattempo la situazione della via è stata segnalata sia al Comune che al comitato di quartiere di Sant’Ambrogio, oltre che alle forze dell’ordine: carabinieri e polizia locale hanno intensificato la sorveglianza.

Sono stati notati malviventi arrampicarsi lungo le grondaie ed entrare negli appartamenti, si sono presentati finti operai dell’azienda del gas, che hanno sottratto 300 euro a un’anziana signora, col pretesto di una manutenzione. E non sempre i residenti sporgono denuncia. Non sono tentativi di furti di biciclette sventati dai proprietari o dai vicini di casa. In fondo alla via, che confina con i binari, c’è uno spiazzo e un passaggio verso un piazzale, che in qualche occasione ha consentito la fuga, vista anche la vicinanza di via Ghinaglia e via Milano. Le Ferrovie hanno chiuso il pericoloso transito, dalla via ai binari. Il cantiere intanto è in sfacelo, colmo di resti e detriti, rifiuti, cadente e dall’aspetto inquietante. E dire che in passato il passaggio fra l’edificio e i binari era aperto, fino ad arrivare a una falegnameria. Il piano dei lavori dell’Aler continua a prevedere la conclusione del cantiere: l’ultima decisione dipende però dalla magistratura civile. Accanto, il Comune ha sistemato il tetto di un edificio destinato alle case popolari: le richieste di manutenzione, in altre palazzine comunali vicine, sono continue. Il guano dei piccioni in alcuni punti crea cumuli consistenti.