Categoria: periferie

Disservizi in periferia, stipendi alla giunta

CREMONA Anno nuovo vita vecchia, con questioni che si trascinano da anni, come le lamentele dei quartieri periferici, a partire dalla frazione Cavatigozzi. Il cosiddetto semaforo intelligente è andato in tilt da alcuni giorni, mentre nella zona dell’oratorio l’illuminazione pubblica è impazzita: era sempre accesa a San Silvestro, per poi spegnersi del tutto in black-out la notte scorsa, come se si fossero scaricate le pile.

Il comitato di quartiere presieduto da Daniele Ardigò ha segnalato venerdì il problema e ancora attende una risposta. Di notte il semaforo non ha funzionato: la strada e fortunatamente illuminata dai lampioni. In centro storico invece la luce del sole ha illuminato impietosamente lo stato di degrado del centro storico, segnalato da tempo dai cittadini. Una macchina pulitrice infatti stamattina è stata messa in azione per ripulire i muri esterni della scuola Capra Plasio, sporca e imbrattata dalle scritte, che tuttavia ancora popolano i muri della via Plasio e di altre strade del centro. In altri casi, come in via Aselli, il Comune si è avvalso dell’aiuto degli alpini, mentre per togliere diversi quintali di mozziconi di sigarette dalle strade e dai marciapiedi l’aiuto è arrivato da alcune scolaresche. Un residente di via Platina, stanco delle cattive sorprese trovate sull’uscio di casa, stamattina ha esposto un cartello per invitare il proprietario di un cane incontinente a recarsi nelle aree per cani. Cattivi comportamenti a iosa, come di chi lascia bottiglie vuote sui davanzali delle finestre, ma c’è chi si preoccupa anche per le crepe dell’intonaco, ad esempio dell’ex genio civile, vicino al tribunale. Il decoro del centro storico e la manutenzione della città è diventata molto complicata, e sono argomento di proteste e segnalazioni. Ci sono persone senza tetto che di notte, in via Sacchi, dormono nel giardino della scuola o nel giardino posteriore alla chiesa, trasformato in una piccola discarica dai passanti, malgrado l’impegno del sacerdote nel tener pulito. Piccole e grandi questioni che tormentano i cremonesi, come la serie nera di negozi chiusi in corso Garibaldi, ancora non terminata. Il 2017 si apre anche con l’incarico professionale a Giada Bruschi presso l’Informagiovani, con nuove iniziative per fronteggiare l’emergenza della disoccupazione giovanile. Il servizio si sposterà all’interno di palazzo Affaitati, che verrà prossimamente restaurato con una spesa di 800mila euro. Un’altra certezza, comunque, riguarda le indennità di funzione, cioè gli stipendi, del sindaco e della giunta: confermate e messe al sicuro con il primo atto del nuovo anno, per 315mila lordi annui, invariati da due anni e mezzo. Già stanziati anche i soldi dei gettoni di presenza dei consiglieri e del presidente del consiglio comunale: 120mila euro l’anno, secondo il numero di riunioni.

Bagnara, visita pastorale del sindaco: riqualificato il Centro anziani, raddoppiano i seggi elettorali

Ha fatto anche dell’ironia, la relazione del 16 febbraio del presidente del comitato di quartiere 15 Luciano Losi, che definiva “visite pastorali” quelle degli assessori, che assieme ad alcuni funzionari del Comune si recano nei quartieri per illustrare progetti e ricevere proposte. Incontri ahimé “auroteferenziali”, “nel senso che alle parole non seguono i fatti”. C’è anche il rischio della protesta vistosa ma poco produttiva. Si leggono interessanti resoconti, cronache, considerazioni con effetti non sempre apprezzabili. Così il comitato di Bagnara-Gerre Borghi-Battaglione (vicino all’inceneritore, dove però come ha affermato il sindaco “si sta bene”) ha chiesto di modificare il modo di relazionarsi col Comune. Meglio inviare segnalazioni e richieste in un file, che indichi anche l’esito della richiesta e costruisca così uno storico. Occorre più rapidità, precisione, efficienza, chiarezza, da una parte e dall’altra. Il quartiere poi chiede sicurezza, non tanto “visite pastorali” e buone intenzioni. Ecco quindi l’idea di creare un gruppo Whatsapp per facilitare il controllo del vicinato, per prevenire quanto possibile, grazie alle segnalazioni degli abitanti, furti, rapine e reati di strada.
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Il Comune non è rimasto inerte: sta provvedendo a dotare tutti i comitati di quartiere di sede e compiendo vari interventi di manutenzione e diversi progetti settore per settore.
Il Centro Anziani AUP di Bagnara, intanto, è stato riaperto proprio oggi pomeriggio: la stessa sede ospiterà anche il comitato di quartiere e i due seggi elettorali. Due, non più uno solo, viste le difficoltà del passato. E’ stata un’opera di manutenzione straordinaria, con una spesa di circa 79mila euro, come spiega il comunicato municipale.
Il Centro è stato riaperto alla presenza del sindaco Gianluca Galimberti, dall’Assessore alla Trasparenza e vivibilità sociale Rosita Viola, del presidente Aup Cremona Franco Squerti, del presidente di quartiere 15 Luciano Losi, di Jones Savoldi referente del Centro, del vigile di quartiere Maurizio Girelli.
“Abbiamo desiderato tanto questo momento e abbiamo lavorato molto per ottenere questo risultato – il commento del Sindaco – C’è stato un impegno forte del Comune anche economico fatto perché crediamo tantissimo nel valore del centro di Bagnara e degli altri centri come questo sul territorio in cui persone si incontrano e stanno bene.  C’è stato un impegno molto forte dell’Aup: siete stati bravissimi. Senza l’amore da parte di tante persone per i luoghi comuni, gratuito e volontario, la società non va avanti. È un bel segno che qui si apra la sede del Comitato di quartiere e la seconda sezione elettorale che mancava: ora ci sono e allora, anche con la presenza del vigile di quartiere, questo centro diventa anche luogo di presidio e di democrazia”.
E’ vero che il sindaco non ha fatto alcun riferimento all’inceneritore, come risulta dalla nota municipale: ma accanto all’impianto che brucia rifiuti, collegato al teleriscaldamento e alle case popolari, “si sta bene” e c’è anche un presidio di democrazia. Non resta che congratularsi: il Comune lavora e riattiva sedi realmente importanti, detto senza ironia. A questo punto perché non parlare però anche di “omelia del sindaco”? L’ottimismo domina quindi ci si aspettano nuovi risultati positivi.
La riapertura del Centro di Bagnara – afferma il comunicato – si inserisce in un più ampio percorso, denominato “Comunità in Movimento”, promosso dall’Assessorato alla Trasparenza e Vivibilità Sociale, coordinato dal Servizio Centro per la Comunità, Beni Comuni, Quartieri e Periferie, in collaborazione con l’Assessorato al Welfare e Comunità. Alla base vi è la volontà di rendere visibili e valorizzare la comunità e i Comitati di Quartiere per accrescere la loro funzione di promuovere la partecipazione alla vita pubblica. “Comunità in Movimento” si articola in numerose iniziative diffuse nella città e differenti per modalità, tempi, spazi di realizzazione, ma tutte allo stesso modo finalizzate allo sviluppo della comunità attraverso il consolidamento delle relazioni e dei legami.

“Al termine dei lavori del Comune – ha dichiarato l’assessore Rosita Viola – i soci hanno dipinto e sistemato anche in una lotta contro il tempo. Questa è una vera e propria ripartenza. Speriamo di organizzare tante altre belle cose e di ritrovarci per altre iniziative da costruire insieme. Continuiamo in questa direzione anche in collaborazione con Bonemerse”.

 

Via Santa Croce come il Bronx

Sono passati dieci anni e il cantiere di via Santa Croce è ancora fermo e in condizioni sempre peggiori. Negli ultimi giorni un residente degli alloggi comunali ha notato un individuo che usciva dall’edificio portando via alcune mattonelle. E’ stato rubato tutto il possibile da uno stabile che stava per essere ristrutturato, e che col tempo è diventato invece dormitorio per persone senza fissa dimora e poi obiettivo dei ladri. La ditta napoletana Socim, di San Sebastiano al Vesuvio, ha lavorato per grandi industrie, aziende sanitarie ed enti pubblici di tutta Italia, incappando però nella disavventura che l’ha condotta a vincere una causa contro l’Aler, condannata a pagare un risarcimento di 134mila euro, ritenuti non sufficienti dai napoletani che hanno presentato ricorso in appello per ottenere ancora di più. Nel frattempo la situazione della via è stata segnalata sia al Comune che al comitato di quartiere di Sant’Ambrogio, oltre che alle forze dell’ordine: carabinieri e polizia locale hanno intensificato la sorveglianza.

Sono stati notati malviventi arrampicarsi lungo le grondaie ed entrare negli appartamenti, si sono presentati finti operai dell’azienda del gas, che hanno sottratto 300 euro a un’anziana signora, col pretesto di una manutenzione. E non sempre i residenti sporgono denuncia. Non sono tentativi di furti di biciclette sventati dai proprietari o dai vicini di casa. In fondo alla via, che confina con i binari, c’è uno spiazzo e un passaggio verso un piazzale, che in qualche occasione ha consentito la fuga, vista anche la vicinanza di via Ghinaglia e via Milano. Le Ferrovie hanno chiuso il pericoloso transito, dalla via ai binari. Il cantiere intanto è in sfacelo, colmo di resti e detriti, rifiuti, cadente e dall’aspetto inquietante. E dire che in passato il passaggio fra l’edificio e i binari era aperto, fino ad arrivare a una falegnameria. Il piano dei lavori dell’Aler continua a prevedere la conclusione del cantiere: l’ultima decisione dipende però dalla magistratura civile. Accanto, il Comune ha sistemato il tetto di un edificio destinato alle case popolari: le richieste di manutenzione, in altre palazzine comunali vicine, sono continue. Il guano dei piccioni in alcuni punti crea cumuli consistenti.

San Felice al culmine del degrado

 

CREMONA Il degrado della frazione San Felice è tale, che il Comune ha deciso stamattina di partecipare al Bando nazionale per la riqualificazione urbana, che mette a disposizione 500 milioni di euro per le periferie più degradate d’Italia sulla base di un decreto del governo del giugno scorso. L’istanza comunale è rivolta direttamente alla presidenza del consiglio dei ministri. Non ci sono attualmente alternative all’intervento del governo, secondo l’amministrazione, anche perché gli investimenti privati scarseggiano più che mai, il municipio non incassa più oneri di urbanizzazione come nel decennio scorso e, come ha ammesso l’assessore Andrea Virgilio, negli anni scorsi, quando c’erano risorse a disposizione, la manutenzione ordinaria non è stata fatta.

Il risultato è che a San Felice, come confessa il progetto di fattibilità approvato stamattina dalla giunta Galimberti, occorre demolire e ricostruire la scuola, riqualificare e manutenere la palestra, ma anche completare la piazza di fronte alla chiesa e sistemare le vie San Felice, Torchio, Caudana e Allende installando lampioni nuovi e telecamere di videosorveglianza. Un centro abitato tutto da rifare, comprese le aree esterne dei condomini popolari, ma anche le aree verdi a ovest del centro abitato. Il Comune parla addirittura di azioni di sostegno alla socialità e di contenimento all’emarginazione sociale. In questi ultimi anni le proteste rivolte dagli inquilini delle case popolari all’Aler non si sono contate, e sono poi continuate da quando è stato costruito il nuovo sovrappasso. Lamentele per gli allagamenti a ogni temporale, tanto che in febbraio il Comune ha speso 270mila euro per la manutenzione della roggia Quistra; proteste per i collegamenti difficoltosi con San Savino e con Cremona, lamentele per i rumori, tanto che Centropadane installerà una barriera fonoassorbente. Quindici alloggi di edilizia pubblica, ex Aler, su otto palazzine, saranno risistemati con finanziamento regionale, e anche un Piano integrativo, che ha consentito la demolizione della cascina Corte nel centro del paese dopo tanti trent’anni di discussioni su un recupero mai realizzato. Ancora una volta la mano del governo potrebbe farsi sentire direttamente sulla realtà locale, che fra enti pubblici e investitori privati a San Felice presenta un simbolo chiaro: le macerie della cascina Corte.