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Illuminazione pubblica, con la consulenza Magnoli Bocchi si fa a meno di A2A

lampioni
Ma come si fa ad amministrare un Comune che non entra nelle grandi alleanze territoriali, a partire dall’unione delle ex municipalizzate che si chiama A2A? Sembrava un dogma, che immolava sull’altare delle economie di scala le piccole aziende locali. Quando però si tratta di bando di gara per l’efficientamento energetico dell’illuminazione pubblica, con consulenza già assegnata allo studio di architettura cremonese M&P di Giancarlo Magnoli Bocchi, anche A2A deve fare marcia indietro. Lo studio M&P, che per combinazione ha espresso una candidata non eletta nelle liste del Pd, Silvia Fara, moglie e collega di Magnoli Bocchi, riesce dove Lgh ha fallito, da quanto sembra. A2A infatti ha proposto al Comune in luglio un progetto gestire il servizio di efficientamento e adeguamento della pubblica illuminazione, e dal municipio stamattina è stato reso noto il “no grazie” definitivo, con una giustificazione: “Il progetto è ben fatto e ambizioso, ma senza la necessaria convenienza economica e progettuale”. Grandi affari in vista: per interventi dal valore complessivo stimato fra gli 8 e i 10 milioni di euro, verranno aggiornati ben 14mila punti luce, che saranno dotati di led e di moderni sistemi di risparmio dell’energia, guardando alla futura smart city, la cosiddetta città intelligente in cui i consumi calano, c’è più luce ma solo quando serve, e nemmeno una lampadina resta accesa senza motivo. Il progetto di A2A non si è allineato agli investimenti per la smart city e la giunta, sentiti dirigenti e consulenti, ha rifiutato la proposta, anche perché non conforme alla durata della concessione e ai parametri della centrale acquisti della pubblica amministrazione. Insomma il Comune aveva già indossato l’abito delle grandi occasioni, organizzandosi per partecipare al bando Cariplo “100 Comuni efficienti” e una volta ottenuto il contributo Cariplo di ben 343mila euro, da dividersi con l’Anci, e firmati due accordi con l’associazione dei Comuni, non torna indietro. Sulla consulenza allo studio Magnoli Bocchi era partita un’interrogazione della grillina Lucia Lanfredi, che ha messo in dubbio l’utilità di una consulenza onerosa per definire le fasi preparatorie al bando Cariplo, a vantaggio di un’ex candidata del centrosinistra. Gli uffici potevano fare da sé. L’assessore Alessia Manfredini ha risposto che l’offerta dello studio Magnoli Bocchi è stata la migliore su tre e che il Comune nulla ha speso, perché ha pagato Cariplo. Grande l’amarezza dei grillini per la continuità elettorale tra il consulente e l’amministrazione. Dei lampioni avveniristici del Comune, in ogni caso, si riparlerà nella prossima riunione della commissione Ambiente.

Raccolta firme a Crema: la piscina resti pubblica e sia gestita da un consiglio sociale

Liberi di tuffarsi e di nuotare nell’acqua pubblica di una piscina pubblica. Anche una mezza spanciata se non si sa far di meglio, ma in una vasca comunale. Sotto i colpi di maglio del solleone degli ultimi giorni, l’idea di Rifondazione comunista, l’altra Europa con Tsipras, Comitati unitari di base e Unione sindacale di base è ancora più fresca: fare in modo che il centro natatorio Nino Bellini resti municipale per rinfrescarsi in una piscina che sia un servizio pubblico gestito dai rappresentanti eletti da chi lo utilizza. Non c’è mai stata necessità di privatizzare per Rifondazione, che ha richiamato l’attenzione sui bilanci già da tempo. La prima gara d’asta è andata deserta, quindi il “liberismo comunale” della giunta non ha ancora vinto. Rifondazione raccoglie firme per una petizione da presentare alla sindachessa Stefania Bonaldi e al presidente della patrimoniale Scrp Pietro Moro, perché quel bando di gara non sia più riproposto. I banchetti saranno attivi giovedì 13 agosto al mercato di Crema dalle 9.30 alle 12 e venerdì 14 alla piscina comunale dalle 14 alle 16.30.

La piscina di Crema; la foto è tratta dal sito www.piscinacrema.it
La piscina di Crema; la foto è tratta dal sito http://www.piscinacrema.it

La proposta di Rifondazione, altra Europa, Cub e Usb, è di iniziare tutt’altro percorso, che porti il centro natatorio, così prezioso per la città e il circondario, verso una gestione sociale. Non ci dovrebbe essere quindi un proprietario privato, bensì un consiglio digestione composto dai rappresentanti eletti dai dipendenti e dai rappresentanti eletti dalle associazioni dei consumatori, sportive e no profit. In questo modo il centro natatorio, come spiega la lettera inviata dagli organizzatori della raccolta firme, il centro natatorio sarà un bene comune che non sarà mai messo a disposizione delle mire del mercato alla “vulgata di liberismo comunale ampiamente praticata dalla giunta di Crema e dai sindaci del territorio aderenti a Scrp”. Piscina pubblica, quindi, gestita da chi rappresenta chi la usa. Le società di nuoto attive nel “Nino Bellini” sono la Rari Nantes Crema, la Gam Team, il Nuoto master Crema, Asd Over Limits e la società Pallanuoto Crema.