Categoria: trenord

Trenord, ancora guasti, ritardi e soppressioni

 

CREMONA Ancora ritardi e soppressioni per i viaggiatori di Trenord. Oggi il Cremona Brescia delle 16.24 è partito 17 minuti dopo, alle 16.41, a causa di un guasto a un passaggio a livello. Per lo stesso motivo, la corsa delle 16.41 per Treviglio ha subito un ritardo di dieci minuti. Le due linee passano entrambe, infatti, per lo scambio di Olmeneta. Giornata difficile anche ieri, lungo la Cremona-Brescia. Il treno delle 16.24 per Brescia infatti non è nemmeno partito, e di conseguenza è stata cancellata anche la corsa da Brescia delle 17.40, che doveva essere effettuata con lo stesso convoglio. Per martedì mattina alle 7.15 l’assessore comunale Alessia Manfredini e il consigliere regionale Agostino Alloni, entrambi del Pd, compiranno un sopralluogo alla stazione di Olmeneta, per constatarne lo stato di degrado.

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Crescono i consensi per il Tibre ferroviario

CREMONA Prosegue spedita la lotta dei comitati, delle associazioni e degli enti locali, malgrado la freddezza del Comune di Cremona, per realizzare il Tibre ferroviario e, di conseguenza, affossare definitivamente il progetto di autostrada Cremona Mantova. Il presidente della Provincia Davide Viola ha accettato il ruolo di coordinamento tra tutti i soggetti e i territori interessati dal Tibre ferroviario, richiesto da Cesare Vacchelli, del comitato No autostrade, per dare più incisività alle richieste rivolte alle istituzioni. Il consenso del ministro Graziano Delrio e del presidente della Regione Roberto Maroni sembra conquistato: è il momento, come ha sottolineato Cesare Vacchelli nella festa della Sinistra di Gussola, di raggiungere il risultato finché le circostanze sono favorevoli, prima che il quadro politico possa cambiare pesantemente a favore dei sostenitori delle nuove, costose autostrade. La “cura del ferro”, come la chiama Delrio, è tantopiù necessaria visto il cambiamento climatico, e anzi obbligata, dal momento che la Svizzera ha limitato il transito ai camion italiani, e così come farà l’Austria non appena avrà potenziato le ferrovie. L’Italia è arretrata e ancora fa viaggiare la stragrande maggioranza delle merci su strada, quando gli Stati europei privilegiano le ferrovie. Una scelta ecologica, visto il cambiamento climatico e la continua, grave siccità, ed economica, perché i Tir, con i loro pesi enormi, distruggono strade la cui manutenzione costa ormai troppo agli enti locali. La variante piadenese della Tibre, poi, costa circa 600 milioni di euro in meno e abbrevia il percorso tra Parma e Verona, evitando i costi enormi dell’alternativa di Suzzara, che Piadena ha superato già nella programmazione nazionale e regionale lombarda. Il territorio inoltre ha bisogno di mobilità leggera per essere valorizzato e conosciuto, favorendo turismo, enogastronomia e zone naturalistiche, oltre agli interscambi, come nell’area di Bozzolo. Lo hanno ribadito, con Cesare Vacchelli, cinque sindaci del territorio casalasco, mantovano e parmense. Sempre i sindaci sono pronti a battersi con per migliorare le condizioni dei trasporti ferroviari. Il governo ha stanziato 310 dei 900 milioni necessari alla riqualificazione della Milano Cremona Mantova, nel tratto Codogno-Mantova, tuttavia la serie di disservizi chiede interventi urgenti. La Brescia Parma, che attraversa il Casalasco, costringe studenti e lavoratori a condizioni da terzo mondo, e la Cremona Brescia non è da meno. Lunedì da Brescia alle 17.49 sono partite due carrozze diesel senza aria condizionata e una temperatura interna misurata a 34.3 gradi. Lunedì mezz’ora, martedì 20 minuti di ritardo per il treno delle 16.24 da Cremona. 

Inquinati e appiedati

CREMONA Aria inquinata in modo insolito ed elevato a Cremona. Le polveri sottili pm10, solitamente alte d’inverno, sono arrivate a 47 microgrammi per metro cubo nella centralina Arpa di via Fatebenefratelli e a 40 in piazza Cadorna, poco sotto la soglia d’allerta che è invece stata superata dalla concentrazione d’ozono: 212 il dato massimo e 197 la media mobile allo Zaist, quando la soglia è 180. Le peggiori caratteristiche dell’inverno e dell’estate si sono congiunte a Cremona nell’infausta giornata di ieri, peggiorando le previsioni dell’Arpa per tutta la Lombardia, eccettuata la zona alpina.

ozono e pm10 23 giugno 2017
Centralina Arpa di via Fatebenefratelli

Chi ha viaggiato in treno, poi, deve sopportare disagi ulteriori. Quattro treni soppressi sulla Cremona Brescia ieri, e oggi si sono presentati i treni diesel a peggiorare la situazione. Un vero “supplizio” per i viaggiatori, considerate le temperature elevate oggi a 35,7: Cremona è la città più calda della Lombardia dopo Brescia, a 36,9 gradi. E non si parla di pioggia per il fine settimana. Ieri sulla linea Milano-Cremona-Mantova il convoglio delle 18.20 da Milano Centrale è stato soppresso per guasto all’impianto di condizionamento: i passeggeri sono dovuti scendere per il caldo insopportabile, oltre i 40 gradi, e aspettare la prossima corsa, perché il capotreno non ha voluto esporli al pericolo di malori, come già avvenuto in passato. Era un treno Vivalto di 15 anni, senza finestrini. Ritardi anche stamattina sulla tratta Codogno-Cremona, e anche soppressioni e bus sostitutivi. L’associazione Utp – Utenti del trasporto pubblico – ha informato Trenord, Prefetture e Questure dello stato di esasperazione dei pendolari. Si annunciano azioni mirate e non violente di protesta, cui aderisce anche l’associazione cremonese InOrario con Matteo Casoni. Per chi non viaggia, il clima in questi giorni crea altri problemi. Per l’alta concentrazione di ozono, alle persone fragili viene sconsigliato dall’Arpa e dall’Ats di uscire nelle ore più calde. Le richieste di assistenza domiciliare continuano a crescere. Il servizio Sad del Comune raggiunge 250 anziani, ma i numeri stanno aumentando e i servizi sociali constatano che la copertura è parziale. Il telesoccorso serve 150 anziani, in aumento ma pochi rispetto alle domande. Non resta che l’aiuto dei volontari dell’Auser su accordo con l’Ats e i Comuni, sempre che il volontariato possa bastare.

Continua la malaSorte di Trenord: ritardi fantozziani anche oggi sulla Cremona Brescia


CREMONA Ieri soppressioni e ritardi in serie sulla Cremona Brescia, l’altro ieri ancora locomotive con motore diesel in circolazione e tre carrozze, di cui due senza aria condizionata. Le proteste fioccano da Cremona come dagli altri territori lombardi, con mail in serie da studenti e lavoratori, che formano ormai una trentina di comitati di pendolari, eppure in consiglio regionale il continuo confronto fra l’opposizione del pd e l’assessore Alessandro Sorte sta prendendo un binario morto. Lo sostiene numeri alla mano Dario Balotta di Legambiente Lombardia: infatti l’assessore Sorte, pressato dalle proteste, ha annunciato in consiglio regionale l’altro ieri investimenti da 29 milioni di euro quest’anno e da 125 milioni per l’anno prossimo, tutti destinati all’acquisto di nuovi treni. In realtà però un treno nuovo tipo Vivalto, come quelli messi in circolazione da Trenord, costa circa otto milioni o più, dunque con i 154 milioni investiti dalla Regione si potranno acquistare forse 19 convogli su una rete di 1.900 chilometri, molto meno dei 109 treni nuovi promessi. Quel che serve, insiste Balotta, è un piano, un’organizzazione più efficiente. Occorre che Milano si paragoni alla zona di Monaco di Baviera, che è omogenea per numero di abitanti (due milioni e mezzo), non al Sud d’Italia come fa Sorte, quando vanta i numeri del trasporto ferroviario in Lombardia rispetto alle altre Regioni. Nella zona di Monaco ogni giorno viaggiano un milione e 800mila pendolari, nell’area milanese solo 750mila. Il Pd da parte propria, intervenuto nel question time con Jacopo Scandella, presenti Agostino Alloni e Alessia Manfredini, lamenta il fatto che il 17 febbraio di quest’anno Alessandro Sorte ha annunciato un piano straordinario di 109 treni di cui però non c’è alcuna traccia: al Pirellone Sorte ha risposto soltanto “Stiamo lavorando”. E non risulta alcun cronoprogramma né nulla di certo. Intanto sulla Cremona Brescia, una delle linee più disastrate, alle 16.45 è stato annunciato un ritardo fino a mezz’ora anche oggi a causa di un guasto sulla linea elettrica nella stazione di San Zeno Folzano. Ieri 39 minuti di ritardo sul Cremona Brescia delle 15.24, a causa dell’improvvisa sostituzione di un convoglio. E il Brescia Cremona delle 14.40 di ieri è stato invece cancellato a causa di un inconveniente tecnico. 

Pendolari, mattinata nera sulla Cremona Brescia

 

 

CREMONA Un camion ha divelto le sbarre di un passaggio a livello tranciando i cavi elettrici che regolano gli scambi dei binari a San Zeno, e così il treno dei pendolari Cremona Brescia ha accumulato ben 50 minuti di ritardo, arrivando alle 9.05 anziché alle 8.20: il guasto è stato poi riparato per le 9.23. Il lunedì ferroviario, iniziato male, ha poi mantenuto la stessa caratteristica: il ritardo in serie, che si accumula di treno in treno sul binario unico della linea maglia nera della Lombardia, dove solo negli ultimi mesi, dopo grandi proteste, sono stati tolti i motori diesel degli anni Settanta. Così, se un convoglio tarda, costringe i successivi a rallentare. Infatti un treno si è fermato a Manerbio e non è più proseguito. Il Cremona Brescia delle 10.22 ha segnato 34 minuti di ritardo per una variazione del personale in servizio, ha terminato il viaggio a San Zeno. La corsa delle 11.22 da Cremona di minuti di ritardo ne ha fatti registrare 28. Il Brescia Cremona delle 11.38, invece, è partito da San Zeno. Il lunedì nero dei pendolari non è rimasta una prerogativa dei mesi invernali. Un disagio dopo l’altro, in seguito a un incidente, ma il numero dei passaggi a livello, come ricorda Dario Balotta di Legambiente Lombardia, è eccessivo: ben 24 tra le due città su un percorso di 51 chilometri, e sui 1.800 chilometri della rete ferroviaria lombarda il ginepraio degli enti che si occupano di manutenzione aiuta il ritardo a diventare penosa normalità quotidiana, fra Comuni, Province, aziende elettriche, Rfi e Trenord. Per la sicurezza, poi, i macchinisti sono tenuti a protocolli dettagliati. Occorrerebbe un piano nazionale, e anche regionale, per l’eliminazione dei passaggi a livello, secondo Legambiente, realizzando pratici sottopassi, evitando colate di cemento, come in via Indipendenza a Crema, e opere costose e problematiche come i sottopassi di via Persico, via Brescia e San Felice a Cremona, senza dare sistematicamente l’occasione di collegare i cavalcavia con raccordi e serie di rotatorie come a Soresina.

Treni diesel, gas nelle carrozze. Balotta: “Si facciano revisioni come per le auto”

Stamattina non si sentiva odore di gas nel monocarrozza Cremona-Brescia, ma in altri giorni sì e il rischio che entri nella carrozza il gas di scarico del motore diesel del treno è troppo alto, perché Dario Balotta (Legambiente) non chieda di procedere con revisioni disposte dalla motorizzazione civile.

Cremona Malore stamattina sul treno Cremona-Brescia delle 7.22: una persona all’arrivo a Brescia si è sentita male ed è stata fatta sedere accanto ai binari, poi si è ripresa senza chiamare il 118. La carrozza era stipata sin dalla partenza, come altre volte è successo.

Per evitare ulteriori problemi, i viaggiatori – che da tempo si scambiano informazioni su un gruppo whatsapp – hanno avvisato chi stava per salire alle fermate successive che non ci sarebbe stato posto. Era infatti un treno monocarrozza diesel del 1977: il riscaldamento acceso e il sovraffollamento hanno creato disagio. Trenord, saputo dell’eccesso di viaggiatori, ha avvisato che sarebbe stato effettuato anche un servizio autobus sul percorso Cremona-Brescia. Chi però aveva bisogno di arrivare in tempo alle 8.20 a Brescia, per motivi di  studio o di lavoro, non è salito sul bus, che può impiegare anche più di un’ora e mezza mentre la corsa di stamattina è stata puntuale, e così in diversi hanno preferito il viaggio in automobile. Il monocarrozza ha motore diesel: la linea Cremona-Brescia è ancora penalizzata dall’uso di decine di vecchi treni con sistemi di alimentazione inquinanti, ancora in circolazione malgrado le lamentele, con scarsa efficacia su Trenord, sia dei passeggeri, che dei cittadini che degli enti locali. I vecchi treni diesel hanno un ottimo motore, ancora funzionante dopo quarant’anni, ma le carrozze sono risentono degli anni: paratie e guarnizioni trasudano il gas di scarico del diesel, che viene respirato anche dai viaggiatori. Per questo Dario Balotta di Legambiente Lombardia propone che si faccia la revisione dei treni come delle automobili, visto l’evidente impatto sull’inquinamento atmosferico dei fumi emessi dal diesel. Se ne dovrebbe occupare la motorizzazione civile. Sono difficoltà serie anche per i dipendenti di Trenord, costretti a respirare all’interno degli abitacoli attualmente non sottoposti a revisione. E’ vero che un treno non si compra dall’oggi al domani, come sostiene spesso Trenord, ma non si sta provvedendo né alle emergenze né alla programmazione e Dario Balotta conclude che la gente non va in treno perché succede anche di star male, quando non si arriva in ritardo.

Le proteste sulla Cremona Brescia datano da anni: nel 2014 una petizione aveva raccolto 558 firme, sostenuta da tutti i Comuni cremonesi e bresciani interessati oltre che dai consiglieri regionali. Il rischio di malori era stato segnalato, oltre all’eccessiva lentezza del viaggio: ben 58 minuti per 51 chilometri, e molti altri disagi. Nemmeno la petizione popolare però è stata ascoltata dal Pirellone e da Trenord.

Brescia, malore di un pendolare sul treno stipato

Malore stamattina sul treno Cremona-Brescia delle 7.22: una persona all’arrivo a Brescia si è sentita male ed è stata fatta sedere accanto ai binari, poi si è ripresa senza chiamare il 118. La carrozza era stipata, e sin dalla partenza, come altre volte è successo. Per evitare ulteriori disagi, i viaggiatori – che da tempo si scambiano avvisi e informazioni su un gruppo whatsapp – hanno avvisato i compagni di viaggio di non salire alle fermate successive, perché non ci sarebbe stato posto. Era infatti un treno monocarrozza del 1977: il riscaldamento e la compresenza di troppe persone all’interno del treno ha creato disagio. Trenord, saputo del disagio, ha avvisato che sarebbe stato effettuato anche un servizio autobus sul percorso Cremona-Brescia. Chi però aveva bisogno di arrivare in tempo alle 8.20 a Brescia, per motivi di  studio o di lavoro, non è salito sul bus e ha preferito il viaggio in automobile. Il monocarrozza era diesel: la linea Cremona-Brescia è ancora penalizzata dall’uso di vecchi treni con sistemi di alimentazione inquinanti, ancora in circolazione malgrado le lamentele, con scarsa efficacia su Trenord, sia dei passeggeri, che dei cittadini che degli enti locali.

Tre ore di ritardo sul Brescia-Parma

CREMONA Anno difficile per i pendolari, tormentati anche ieri da un guasto a un treno a gasolio sulla Brescia Parma, che transita in provincia di Cremona nel Casalasco, con un’odissea durata tre ore, ma in diversi casi anche per chi vive in prossimità delle linee ferroviarie. Ieri la corsa delle 16.55, che doveva arrivare a Parma alle 18.50 a Parma, è invece giunta a Colorno alle 18.30, senza però ripartire per un guasto. Alle 19.15 i passeggeri sono stati fatti scendere, si tratta spesso di studenti universitari che si trasferiscono per una settimana a Parma. Il bus sostitutivo è arrivato a Colorno alle 20.20 e alla fine il ritardo è stato di ben tre ore. Dario Balotta, di Legambiente Lomabardia, ha commentato con scandalo il grave disservizio tra la seconda città lombarda e la seconda città emiliana, mentre a Brescia è stata portata l’alta velocità. Due pesi e due misure anche a Cremona, dove Italobus permette il collegamento con i treni ad alta velocità di Reggio Emilia per chi vuole visitare i musei cremonesi, e invece in via Barosi e via Sesto gli abitanti hanno subìto i fumi eruttati dai motori diesel e i rumori delle corse notturne, al punto che il Comune grazie a un accordo con Rfi ha dovuto costruire barriere antirumore, ma la vegetazione da usare come compensazione ancora non c’è. L’assessore Alessia Manfredini e la presidente del consiglio comunale Simona Pasquali stamattina hanno rassicurato i residenti, assieme al dirigente di Rfi Michele Di Marcione, che gli interventi saranno eseguiti nella prossima primavera. Le lamentele continuano però contro il sottopasso di Picenengo, realizzato da privati a loro stretto uso e consumo d’accordo con Reti ferroviarie italiane. Legittima scelta, che però la società Rfi ha compiuto senza informare il Comune: così non c’è stata nessuna intesa con i privati e l’uso pubblico del passaggio, nella zona tra Cavatigozzi e Cremona, resta un’utopia. La richiesta arrivata da Cavatigozzi era di collegare almeno la nuova ciclabile, il cui secondo e ultimo lotto sarà completato l’anno prossimo. Anche oggi un altro ritardo di un quarto d’ora sulla Brescia Parma, e inoltre venti minuti già alla partenza sulla corsa Milano Porta Garibaldi-Cremona. Stamattina altri 13 minuti fuori orario sulla Mantova Cremona Milano. E continuano sui gruppi creati dai viaggiatori sul Web le segnalazioni di gruppi di viaggiatori senza biglietto. Sulla Cremona Brescia è invece diminuita la frequenza dei treni diesel, che compaiono soprattutto per sostituire quelli elettrici in caso di guasto.

 

Guasto a Olmeneta, catena di ritardi nel giorno d’esordio delle guardie armate

 

CREMONA E’ stato forse il gelo della notte, attorno agli zero gradi, a ghiacciare il meccanismo del cambio a Olmeneta e così una catena di ritardi ha rallentato stamattina il viaggio dei pendolari verso Brescia e Milano. Chi è salito sul Cremona Brescia delle 8.22 ha atteso a lungo prima di conoscere la propria sorte: ben 42 minuti di ritardo alla partenza, mentre il Cremona Treviglio delle 7.43 aveva già fatto di peggio, risultando cancellato, mentre il Treviglio Cremona delle 9.07, alzata bandiera bianca, è stato sostituito da un bus. Chi arrivava fuori tempo massimo alla stazione ha twittato ironicamente “grazie Trenord che mi aspetti quando tardo io” ma nessun passeggero si è salvato. Oggi è stato il giorno dell’esordio delle guardie giurate sul Bergamo Milano: nel pomeriggio sono stati trovati 570 passeggeri senza biglietto, ma la società ferroviaria partecipata dal Pirellone è stata bersagliata di critiche per tutta la mattina e il pomeriggio. Il Mantova Piadena delle 8.26 è stato soppresso, come il Piadena Cremona delle 10.40. Uno studente, in un momento di rassegnazione, ha scritto su internet “quando tua mamma è più in ritardo di Trenord non rimane speranza alcuna”. Destino segnato stamattina per chi è salito sul Brescia Cremona delle 9.38, che ha iniziato a muoversi sui binari ben 45 minuti dopo il previsto, mentre altoparlanti e siti internet rilanciavano il triste avviso: “Mezz’ora di ritardo” sia verso Brescia che verso Milano, dove non è mancata, in più, la fermata fuori programma prima di Lambrate, anticamera imprevista segnalata da un passeggero. Oltre al disagio dei viaggi con i bagni chiusi, negli ultimi giorni, studenti e lavoratori si sono ritrovati in piedi su convogli strapieni, dove arrivati a Lodi, da Mantova e Cremona, non si trovava più posto. Alcuni viaggiatori hanno notato che l’ultima carrozza spesso si riempie di passeggeri senza biglietto. Attorno alle 9, attese di mezz’ora anche sulla Bergamo e Brescia e sulla Bergamo Porta Garibaldi. Dopo le 10, il guasto che ha bloccato il cambio tra Olmeneta e Cremona è stato riparato e gli orari hanno iniziato a normalizzarsi verso mezzogiorno, il Treviglio Cremona delle 10.07 è partito 18 minuti dopo e ha perso altri 7 minuti lungo il percorso. Dopo il guasto di Olmeneta gli orari sono andati in tilt per il guasto tra Malpensa e Fermo-Lonate. Tempi lunghi, infine, al termine di una mattinata da incubo, anche per il Cremona Brescia delle 11.22, con 20 minuti di attesa, e il Cremona Mantova delle 11.37, con 15 minuti più del previsto.

Trenord, stangata per pagare i vigilantes

“Per piacere vienimi a prendere perché il treno non passa più”. La frase simbolo di Trenord è questa: papà e mamme degli studenti hanno ricevuto telefonate di questo tipo e hanno dato servizio automobilistico sostitutivo. Poi la Regione va fiera sulla sua Trenord, perché in Lombardia ci sono molti più treni che in altre regioni, in particolare nel Sud. E in futuro  che cosa resterà? L’Unione europea giustamente dà all’Italia l’obiettivo di potenziare il trasporto ferroviario, ma che cosa sta facendo la Regione Lombardia, che di Trenord è il principale azionista, invece di esserne concessionario e controllore? Ecco che cosa fa…

 

CREMONA Una storia interminabile di aumenti del biglietto e ritardi. Ieri l’ultima corsa serale da Treviglio a Cremona ha segnato un ritardo di mezz’ora, mentre sulla Milano Cremona Mantova un guasto ad alcuni passaggi a livello ha allungato il viaggio di un’ora. L’altro ieri il Treviglio Cremona, che doveva arrivare alle 11.07, non è mai partito.

treno
Finiremo così?

I pendolari si sfogano su internet, notando la quantità dei portoghesi mentre l’assessore regionale Alessandro Sorte, invece di acquistare treni nuovi, veloci e puntuali come promesso da tempo, ha promesso che l’aumento del biglietto sarà contenuto, per pagare il servizio dei vigilantes, attivo dal 15 novembre sulla Milano Bergamo e poi diffuso al resto della Lombardia. Aumento contenuto però potrebbe significare più 7%. Solo una parte dei pendolari gradisce la presenza delle guardie armate a bordo, altri li considerano inutili sulle carrozze più frequentate. Sorprese a non finire, intanto, anche l’aria condizionata fredda accesa il 3 novembre, mentre una viaggiatrice twitta che sembra d’essere in Africa. Non circolano le informazioni: il treno fermo a Pizzighettone è ripartito? Qualcuno sa se il 2663 a Milano Centrale esiste? Si sono trovati questi messaggi sui social network negli ultimi giorni, nella speranza di ricevere risposte da altri pendolari tramite gruppi chiusi. E ci sono anche pendolari che postano le loro foto sotto la dicitura: sulle carrozze di Trenord si viaggia col cappotto. L’aumento per pagare i vigilantes armati però non sarà l’unico, come ha notato Dario Balotta di Legambiente Lombardia: dal 10 dicembre le Frecce bianche diventeranno rosse con un rincaro del 30%. Non mancano previsioni inquietanti, di convogli che provengono da Brescia, arrivano già pieni a Bergamo per poi ripartire chissà come per Milano. L’effetto della Tav Milano Venezia sarà una riduzione dei tempi di fermata nelle stazioni, con una conseguente minore possibile possibilità di recuperare i ritardi. Da parte propria il comitato Pendolari e Viaggiatori ha protestato per l’assenza politica della Regione, che lascia fare a Trenord e s’impegna a quanto pare solo per infrastrutture stradali faraoniche come Pedemontana, Brebemi e Tangenziale Est Esterna. La promessa di rendere più veloci i treni lumaca della Cremona Treviglio e sulla Cremona Brescia è stata disattesa dalla Regione mentre Trenord non sembra nemmeno interessata alle linee ferroviarie cremonesi, dove fra l’altro i treni diesel continuano a circolare e le richieste del Comune non sembrano molto considerate. E i nuovi orari invernali? Nessun risultato però è arrivato nemmeno nell’ultima riunione che ha coinvolto l’assessore cremonese Alessia Manfredini.

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