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Arvedi, dopo la tragedia i sindacati chiedono più sicurezza

CREMONA Marco Balzarini, magazziniere, aveva solo 28 anni quando ieri, poco dopo le 14, ha perso la vita in un terribile incidente sul lavoro, schiacciato da un enorme muletto adibito alla movimentazione dei coils, ovvero i nastri d’acciaio pesanti diverse tonnellate, che si trovano in deposito nell’area nord dell’acciaieria Arvedi, accanto alla zincheria. Il macchinario che l’ha ucciso è una gru, con ruote di grandi dimensioni, che arrivano ad altezza d’uomo e garantiscono una discreta velocità. L’operatore, seduto nell’abitacolo, non può vedere chi si muove nelle prossimità: gli spostamenti del macchinario sono segnalati soltanto da un sensore acustico. L’esame della dinamica è ancora sottoposto agli accertamenti del caso. Da quanto è stato ricostruito sinora, il giovane operaio era dietro il mezzo ed è stato travolto e schiacciato, tanto che il suo corpo è stato individuato dal casco. Forse non ha udito il sensore acustico o per altri motivi non si è spostato in tempo. Verso le 17 di ieri la dirigenza e la proprietà dell’acciaieria hanno incontrato i rappresentanti sindacali e della sicurezza, che hanno chiesto il fermo della produzione per l’intera acciaieria, in segno di lutto. La produzione ricomincerà alle 6 di lunedì 22. Il comunicato dei sindacati rende noto che i rappresentanti dei lavoratori, che pure hanno proclamato uno sciopero di otto ore all’inizio di novembre, avevano chiesto esplicitamente più sicurezza all’interno dell’acciaieria di via Acquaviva. “Per l’ennesima volta – afferma il comunicato diffuso ieri ed esposto in acciaieria – sono stati evidenziati i limiti in materia di sicurezza, ribadendoli anche davanti al presidente. Qualora le problematiche evidenziate non fossero risolte in breve tempo, s’individueranno le iniziative da intraprendere. Si esprime profondo cordoglio alla famiglia dell’amico e collega”. Torna a salire la tensione, dunque, con la minaccia di un nuovo stato d’agitazione. I sindacati avevano proposto anche l’uso di videocamere per la retrovisione degli operatori delle gru, se non la piena automazione del settore, dove gli operai vanno e vengono segnando con un codice i coils da portare in magazzino o in lavorazione. A Pieve Terzagni, frazione di Pescarolo, dove Marco Balzarini viveva con i genitori, è lutto. Amici e parenti stamattina hanno fatto le condoglianze alla famiglia in lacrime. Il funerale sarà celebrato martedì alle 10.30 nella chiesa di Pieve. La salma stamattina si trovava ancora nella camera mortuaria dell’ospedale Maggiore, attesa a casa nel pomeriggio. Il dolore è assai forte, per il carattere generoso, socievole e allegro del giovane Marco, che oggi intendeva festeggiare a Torino, con i familiari, il possibile scudetto della Juventus, e già possedeva i biglietti. Doveva essere, per la famiglia, una giornata di festa.

Arvedi, infortunio sul lavoro: muore un operaio di 28 anni

CREMONA Un operaio di 28 anni, Marco Balzarini di Pescarolo, è morto oggi all’interno dell’acciaieria Arvedi, attorno alle 14.15, a causa di un infortunio sul lavoro. Secondo le primissime informazioni l’uomo è deceduto sul colpo in seguito all’urto di un muletto, dal quale è stato schiacciato. Si trattava di uno dei macchinari utilizzati per spostare i coils, nastri d’acciaio del peso di diverse tonnellate. Sono accorsi i vigili del fuoco, la polizia di Stato, i vigili urbani, i carabinieri, i soccorritori del 118 e l’Ats. Ai primi di novembre i sindacati confederali avevano proclamato sciopero di otto ore all’acciaieria: tra le rivendicazioni, c’era la richiesta di una maggiore sicurezza sul lavoro, per rivedere alcuni protocolli. Altra richiesta quella di sopperire alla carenza di personale. Allo sciopero sono poi seguiti altri incontri con i rappresentanti dell’acciaieria. Nel 2014 presso il gruppo Arvedi era deceduto per un altro tragico infortunio un caporeparto. Ne era seguita una mobilitazione, nella speranza di garantire processi lavorativi che assicurassero maggiore protezione ai dipendenti.

Acciaieria Arvedi, ancora boati

 

CREMONA Botti e petardi vietati a Cremona dal 29 dicembre 2016 al 3 gennaio 2017, ma i boati dell’acciaieria Arvedi sono continuati. L’ordinanza del sindaco Gianluca Galimberti, che protegge tutti i luoghi pubblici o privati in cui si svolgono manifestazioni ed entro un raggio di 200 metri da ospedali, case di cura, comunità e ricoveri di animali, ha avuto subito un tono sarcastico per alcuni abitanti di Cavatigozzi, che hanno visto la notizia proprio mentre udivano i rumori e i boati del complesso siderurgico. Tutti sono protetti dai rumori sul territorio comunale tranne gli abitanti della frazione dove l’area industriale continua ad espandersi. Stamattina il Comune ha poi fatto sapere con una nota, nello stesso giorno in cui è stata annunciata l’inaugurazione della Salerno-Reggio Calabria, che la gara d’appalto per la realizzazione del secondo lotto della ciclabile per Cavatigozzi è già stata avviata, e che i lavori termineranno definitivamente l’anno prossimo, dopo decenni di richieste giustificate dall’intenso traffico, che negli ultimi anni ha causato diversi incidenti, anche mortali, a danno di ciclisti e motociclisti. Il primo lotto di 860 metri è concluso e sarà percorribile a giorni, il secondo lotto porterà la pista alla lunghezza definitiva di 1.600 metri, dalla ditta Corazzi a Cremona fino alla palestra di Cavatigozzi. Gli espropri dei terreni hanno seguito la via della cessione bonaria al Comune, che canta vittoria, come se la convivenza tra l’area industriale e il paese un tempo agricolo fosse semplice. L’email inviata da un abitante ieri all’ufficio ecologia del Comune segnala invece che dalle 18 alle 22 s’è sentito il “solito fastidioso rumore di fondo” intervallato da boati o scrosci, forse di rottami in caduta, che proveniva dalla direzione di Spinadesco, la stessa dell’acciaieria Arvedi. Stamattina alle 6 sveglia con i rumori dell’industria, e ieri sera anche dalla parte del tubificio, vicino al porto canale, il rumore ha scosso la serata di alcuni residenti del quartiere Dossetto. Sono partite telefonate al numero verde dell’Arpa. La preoccupazione degli abitanti più esposti è che le festività, come già a Ferragosto, siano segnate dal rumore.