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Il nuovo bosco dei nati si fa tagliando alberi

Ho scritto per la prima del Bosco dei nuovi nati una ventina d’anni fa, su Casalmorano: sulle prime l’idea di piantare un albero per ogni neonato, a Casalmorano, mi aveva fatto sorridere: i neonati erano otto all’anno. Sembrava propaganda, folclore, localismo, invece il sindaco di allora Guido Miglioli, un cattolico centrista, aveva ragione (“l’augurio è che ogni bambino cresca forte, sano e radicato nella nostra comunità come un albero” spiega il sindaco che poi ottenne dalla Provincia la tangenziale chiesta per tanti anni). Ad ogni fiocco rosa o azzurro ci vuole un albero in più. In più sul totale ad ogni 31 dicembre, però. A Cremona ci vorrà una foresta, con 500 alberi in più ogni anno. Sarebbe il caso, perché gli alberi sono pochi. Si comincia tra le proteste e i conti si fanno alla fine.

 

 

Addio ai vecchi pioppi di via Bredina, che per il Comune non hanno alcun valore e anzi sono stati prontamente tagliati, caricati sui furgoni, sotto la gestione del Consorzio forestale padano. “Alberi senza alcun valore e decisamente in cattivo stato, lo si può dimostrare con relazioni di esperti”, assicura l’assessore all’ambiente Alessia Manfredini. Via quaranta pioppi allora, alcuni residenti della via su cui si erge la fabbrica chimica Green Oleo sperano che le piante dell’avvenire non siano striminzite. Paradosso dei più curiosi, perché la proposta di piantumare era venuto proprio dal comitato di quartiere Sant’Ambrogio, guidato da Giancarlo Allegri, in seguito al previsto taglio di alcuni alberi da parte della Katoen nella zona del porto canale.

Il desiderio di Allegri è un quartiere più verde e più pulito, vista la gran quantità di immondizia sparsa in via Bredina. La ditta danese non ha disboscato per ampliarsi, ma il Comune sì. Nella stessa zona l’ex assessore Federico Fasani aveva accolto un progetto per un’area verde attrezzata e alberata: ora, dall’opposizione, Fasani sostiene che sarebbe stato meglio attuare quel progetto. La contraddizione del centrosinistra è annunciare numerose piantumazioni, bilanciate però dai tagli. L’obiettivo del bosco dei nuovi nati è piantumare 500 alberi ogni anno, uno per ogni neonato come previsto dalla legge e com’è stato fatto da anni in diversi piccoli Comuni della provincia: Casalmorano fu tra i battistrada vent’anni fa. Piantumare equivarrà dunque a disboscare e la somma sarà zero? Fasani chiede di aumentare il numero di alberi non di pareggiarlo tagliando, anche perché le motoseghe hanno abbattuto piante di altezza rilevante. L’area accanto al fossato di via Bredina è meno verde, resta il muro grigio, tranne che su terreno privato. I nuovi alberi saranno collocati anche nell’altro prato verde che si estende fra la cartografica e la Feraboli. La zona a lato dell’ex Armaguerra di via Castelleone assume comunque un nuovo volto, ma le sorprese sono diverse. Una parte dello stesso prato verde di via Bredina è stato disseminato di rifiuti e trasformato in una discarica selvaggia, fenomeno non così raro nella Cremona di questi ultimi anni, dove alcune zone sono state scelte per sbarazzarsi di quantità impressionanti di rifiuti. Un residente ha chiamato i vigili che non hanno potuto però risalire ai responsabili. Per ripulire è stato necessario l’intervento dei volontari del quartiere, che hanno trovato pneumatici, inerti, plastica, una montagna d’immondizia, buttata volontariamente sul verde pubblico. Altri rifiuti in quantità sono stati trovati nella boscaglia. I mucchi di immondizia sono diventati un inquietante vicino di casa in numerosi quartieri di Cremona, proprio negli anni in cui viene estesa la differenziata.

Offanengo, gli alberi sono stati tagliati: protesta il Wwf

Che cosa si può provare assistendo al taglio di un albero? Il rumore della motosega evoca un destino implacabile: la procedura non concede incertezze, le piante cadono uno per uno, malgrado il pregio e l’età di oltre mezzo secolo. Nella zona della cascina Portico, non molto più in là di una centralina elettrica a biogas, il Comune però ha avuto un motivo per autorizzare l’eliminazione del filare di alberti che si può vedere nel filmato, ed è la relazione tecnica di un agronomo cremasco. Il vicesindaco Emanuele Cabini lo spiega “senza entrare nel merito delle scelte dell’agricoltore: abbiamo constatato dalla relazione che le piante erano malate e l’amministrazione ha autorizzato”.

Come si fa a mettere in croce un Comune? Il contesto legale e amministrativo consente che una mano azioni la ghigliottina del frondoso filare, l’agronomo certifica e allora scatta la motosega. Ogni singolo taglio di alberi può ben essere giustificato, ma la protesta del Wwf guarda al dato negativo nell’insieme di un territorio in cui gli alberi dovrebbero e potrebbero essere ben più numerosi, eppure li si vede cadere, mentre negli ultimi anni le centraline elettriche a biogas hanno conquistato terreno. E il biogas di solito viene alimentato a mais, mentre l’agricoltore nella zona della cascina Persico ha installato, in un anno siccitoso, un nuovo impianto di irrigazione che richiede spazio… Dunque gli alberi – malati, quindi anche a rischio di crollo – non trovavano più posto nella geopolitica di Offanengo. Il Comune però ha piantumato altrove, nel parco pubblico del Dossello, inserendo alberi adulti.
E’ vero, non si può processare una singola amministrazione locale se queste sono le norme e queste le necessità di un imprenditore agricolo, che deve certo poter irrigare. Ci sono atti amministrativi e scelte possibili, e anche la piantumazione nel parco del Dossello è un dato di fatto. E’ un dolore vedere cadere degli alberi, anzi è un lutto, perché lo sguardo è rivolto alla pianuta padana, e al territorio provinciale, nel suo insieme. Si vorrebbero vedere più alberi, molti di più, boschi e riserve naturali, aree protette e tante imprese che possono fruttare reddito diffuso senza bisogno di tante centraline elettriche a biogas. Il Comune di Offanengo non è un imputato, come non lo è l’agricoltore: l’amministrazione si è dimostrata impeccabile così come il privato imprenditore agricolo. L’unico problema sono gli alberi, malati, e tagliati.