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Quattro mesi di siccità record

CREMONA Le piogge della settimana scorsa, in provincia di Cremona,  sono state un’eccezione tale che il 2017 si presenta già come uno degli anni più secchi dell’ultimo decennio. E’ stata Arpa Lombardia, facendo ieri il punto sulle disponibilità idriche, a notare che i valori delle precipitazioni sono tra i più bassi degli ultimi dieci anni.

Negli ultimi quattro mesi la media delle piogge cadute sui bacini dei fiumi lombardi infatti è di 488 millimetri, contro i 287 degli ultimi quattro mesi, un dato che risulta sommando pioggia e neve, ma anche la neve è al minimo. Cremona in particolare, con il suo tradizionale primato delle giornate di sole e del massimo excursus termico, si trova così in una delle zona più secche della Lombardia, capovolgendo quindi completamente la situazione di novembre, quando la piena del Po, formatasi in pochi giorni, sembra annunciare una stagione umida e piovosa. E’ andata al contrario, come dimostra il record nazionale delle polveri sottili segnato ancora da Cremona. La Coldiretti ha già lanciato l’allarme a metà gennaio, la Regione Lombardia ha già convocato un vertice con il comparto agricolo, dove le preoccupazioni sono già elevate, dato che nei mesi di novembre e dicembre le temperature elevate hanno stimolato lo sviluppo delle piante, poi colpite dal gelo e da diversi bruschi sbalzi di temperatura in gennaio. Oggi a Cremona il Po è sotto il livello zero idrometrico di 5,83 metri e ha già toccato quest’anno un primato negativo: meno 7,09, dunque con un livello di undici metri in meno rispetto alla piena di novembre. Gli ecologisti da parte loro criticano la politica energetica idrovora, come lo stesso progetto regionale del biometano, mentre il Consorzio irrigazioni del Cremonese, nelle Osservazioni al Piano lombardo di tutela delle acque, ricorda che in dieci anni sarebbe stato molto opportuno che il Piano ottenesse maggiori risultati nella lotta agli sprechi d’acqua, anche con incentivi e disincentivi e un’opera di educazione al consumo. Per quanto sembri incredibile in una terra ricca di fiumi e di laghi, l’acqua è diventata una risorsa a rischio anche a causa di scelte strategiche discusse.

Al voto con le polveri sottili

CREMONA Le polveri sottili cancerogene pm10 sono salite ieri a Cremona in via Fatebenefratelli a 56 parti per milione, superando la soglia d’allerta, e così domenica, per una singolare coincidenza, si potrà andare a votare il giorno del 35° sforamento annuo, il massimo limite indicato dall’Unione europea: seguiranno i blocchi del traffico. A Spinadesco il dato è stato 52, a Crema 51, ma il dato più alto è stato registrato dall’Arpa un’altra volta a Soresina, con 60. Proprio ieri Arpa Lombardia ha pubblicato sul proprio sito i dati dei controlli e degli autocontrolli delle aziende sottoposte a monitoraggio ambientale Aia, che sono il 35% del totale nazionale: ben 1.811 installazioni, di cui 1.072 industriali e 739 agricole e zootecniche, che per l’impatto atmosferico si sommano al traffico e al riscaldamento.

Un vero e proprio assedio per i polmoni, al punto che diversi sindaci vogliono comprendere più precisamente il rischio che corrono i cittadini. Nel distretto di Cremona, che conta una sessantina di Comuni, il tasso di mortalità per malattie alle vie respiratorie è di 43,9 ogni 100mila abitanti, fra le donne, e di 100 fra gli uomini. E vicino a Cremona, a Vescovato, secondo i dati che il sindaco Maria Grazia Bonfante ha ricevuto dall’Ats, il dato è ancora più alto: i decessi infatti sono quasi il doppio, tra le donne, e il 10% in più tra gli uomini, e il dato dei malati ricoverati all’ospedale è poco più alto della media del distretto. Il sindaco Bonfante intende abbattere i gas di scarico monitorando il traffico: da martedì i vigili inizieranno le rilevazioni sulla strada provinciale 3 e sulla tangenziale, in collaborazione con la polizia municipale di Casalmaggiore: vengono rilevate la velocità e le deviazioni. L’obiettivo è spostare il traffico – tremila auto al giorno – dal centro abitato alla tangenziale, ancora poco usata, oltre a potenziare la mobilità sostenibile. A propria volta Cremona, già impegnata a realizzare una serie di piste ciclabili, intende partecipare al bando nazionale per la mobilità sostenibile sui tragitti casa-lavoro e casa-scuola, per il quale però occorrerebbe un investimento privato: la pubblica amministrazione infatti sembra stentare a reggere i costi necessari a uscire dalla morsa del traffico, anche se le polveri sottili pm10 vanno oltre le soglie europee da dodici anni.

Sannazzaro, l’Arpa: stamattina un residuo d’incendio, il fumo è rimasto in quota

Il comunicato di stamattina di Arpa Lombardia: il fumo è rimasto in quota, gli effetti dell’inquinamento non sono ancora percepiti dalle centraline

Prosegue l’attività dei tecnici di ARPA Lombardia sul luogo dell’incendio, domani pomeriggio pronti anche i primi risultati dei campionamenti in corso nelle zone di direzione del vento

 

Sannazzaro de’ Burgundi, 2 dicembre 2016 –  I tecnici di ARPA Lombardia, presenti sul luogo dell’incendio nella raffineria ENI, segnalano che nello stabilimento alle ore 10 di questa mattina era ancora in atto un residuo di incendio nella torre nell’area EST con fuoriuscita di poco fumo grigio.

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Anche dall’ultimo aggiornamento dei dati registrati dalle centraline di monitoraggio Qualità dell’Aria presenti nell’intorno della Raffineria (Galliavola, Sannazzaro, Ferrera Erbognone, Cornale, Pavia Folperti) si conferma quanto già evidenziato già la scorsa notte: assenza di significativi incrementi degli inquinanti misurati, salvo quelli ordinariamente attesi nelle attuali condizioni metereologiche. L’evoluzione e le condizioni meteo nella giornata di ieri durante l’evento hanno fatto sì che il fumo, una volta in quota, rimanesse confinato  negli strati un po’ più elevati della bassa troposfera, senza ricadute locali. Le eventuali ricadute avverranno su una ampia distanza e, di conseguenza, con una rilevante diluizione degli inquinanti nella nube.

Secondo le previsioni del Servizio Meteorologico di ARPA, fino alle 13 circa di oggi si prevede vento moderato (2-4 m/s, con possibili temporanei raffiche fino a 6-7 m/s) dai quadranti occidentali, dalle 13 alle 16 debole (intorno a 2 m/s) occidentale o variabile, tendente a ruotare da est; dalle 16 sempre da est, moderato (fino a 4-6 m/s). Fino alle 16 circa il cielo sarà sereno o poco nuvoloso; poi nuvolosità in aumento fino a coperto, senza precipitazioni .

I primi risultati dei due campionatori ad alto volume installati nel tardo pomeriggio di ieri a Dorno (verso NE), il secondo verso Pieve Albignola (più spostato a EST), in linea con le previsioni meteo, saranno pronti nel pomeriggio di domani.

Autunno caldo, anche troppo per Arpa Lombardia

“Nella norma. Così il nostro Servizio Meteorologico definisce le temperature e le piogge registrate durante la stagione estiva 2016 che, dal 1 settembre, ha ceduto il passo all’autunno meteorologico. Inusuale, invece, l’andamento del tempo che dalla fine di agosto si è attestato su temperature superiori alla media, accompagnate da una umidità in graduale aumento che ha reso alcune giornate particolarmente afose”, spiega Bruno Simini, presidente di ARPA Lombardia.

“Anche per i prossimi giorni non ci attendiamo modifiche sostanziali nelle condizioni meteorologiche sulla nostra regione – prosegue Simini – e quest’inizio autunno continuerà a regalarci giornate ben soleggiate e calde, con temperature fino a 30°C, almeno fino a giovedì prossimo.”

L’analisi effettuata dal Servizio Meteorologico di ARPA Lombardia sui dati registrati nel corso dell’estate meteorologica, che va dal 1 giugno al 31 agosto, mostra che sono state l’alta pianura, le Prealpi e le Alpi le zone in cui ha piovuto di più, mentre nel resto della regione le piogge sono risultate in linea con i valori del periodo degli ultimi 25 anni. Anche se, in giugno e luglio, la circolazione atmosferica è stata caratterizzata da frequenti passaggi di aria più instabile dall’Atlantico, che hanno portato una certa variabilità e alcuni episodi meteorologicamente più significativi, quali la nevicata in fondovalle a Livigno la sera del 13 luglio.
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I dati raccolti dall’inizio dell’autunno meteorologico, messi a confronto con i report della recente climatologia (1990-2015), confermano invece temperature superiori alla media per il periodo: nella prima decade di settembre, sulla pianura lombarda, contro le usuali massime tra i 26° e 29°C, si sono raggiunti i 33°/34°C in almeno 3 giornate: il 2 settembre 33°C a Bargnano-BS e 34.1°C a Persico Dosimo-CR; il 3 settembre 33.6°C a S.Angelo Lodigiano-LO  e 33.7°C a Landriano-PV; il 5 settembre 33.7° a Rivolta d’Adda-CR.

Va detto, però, che anche nel recente passato, nel mese di settembre si sono avute temperature decisamente estive: nel 1997 i primi 10 giorni furono contraddistinti da massime anche superiori a 33°/35°C per diversi giorni (34.1°C a Milano il 10.09, 34°C a Palidano di Gonzaga-MN il 7.09, 33°C a Rivolta d’Adda-CR il 10.09 ); nel 2006  massime rilevanti il 5 e 6 settembre (34.8°C a Persico Dosimo-CR il 5, 34.5°C a Paratico-BS il 5, 33.7°C a Milano il 5 e il 6); e, infine, nel 2011 le temperature anomale si registrarono sia ad inizio mese sia nella seconda decade di settembre (33.5°C a Mantova il 3.09 e a Persico Dosimo-CR,11.09).