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Operazione dei carabinieri, spacciatori nella rete a Soresina, Annicco e Azzanello

CREMONA Sette persone arrestate e due ai domiciliari e una serie di sequestri di sostanze stupefacenti: 300 grammi di cocaina, 30 di eroina e 100 di hashish. E’ l’operazione Pantera dei carabinieri del nucleo investigativo provinciale, conclusa stamattina, dopo 10 mesi di indagini, per smontare la rete di spaccio che aveva il proprio centro a Soresina, Azzanello e Annicco, ed era diventata un punto di riferimento provinciale. Pantera è il soprannome del capo della rete di spacciatori, marocchino d’origine. I militari dell’Arma hanno monitorato gli assuntori di stupefacenti e gli spacciatori, facendo pedinamenti, filmati e a volte intercettazioni, documentando 15 episodi di spaccio e scoprendo un’organizzazione a più livelli. I gruppi di spacciatori erano due, “Annicco” e “Azzanello”, dai nomi dei due paesi, con a capo un italiano, catturato a Paternò in provincia di Catania, e un marocchino. Uno degli spacciatori era residente nel Centro di identificazione ed espulsione di Torino. Chi intendeva comprare stupefacenti telefonava al cellulare degli spacciatori, che davano appuntamento in luoghi ben noti, dove si praticava usualmente lo spaccio, vicino a locali pubblici oppure a casa propria. I due gruppi erano collegati fra loro: a volte l’uno riforniva di droga l’altro. Altri nove arresti sono stati fatti nel novembre del 2015. L’operazione Pantera è stata coordinata dalla Procura di Cremona, all’inizio dal sostituto procuratore Laura Patelli, poi dal gip Letizia Platé che ha emanato l’ordinanza eseguita stamattina. Alcuni degli arrestati si trovavano già in carcere, altri erano ancora incensurati. Tra gli spacciatori, c’era anche chi si era creato un gruppo di clienti da gestire in proprio, all’interno di una rete diventata complessa e organizzata. Nell’incontro con la stampa di stamattina, presso la caserma Santa Lucia di viale Trento Trieste, il colonnello Cesare Lenti, che ha esposto l’operazione accanto al maggiore Claudio de Leporini, ha dedicato l’operazione al maresciallo della caserma di Soresina Luigi Illustre, scomparso la settimana scorsa.

Prelievi d’acqua dai fiumi in secca

CREMONA Tubi metallici collegati tra loro anche solo con sacchi di plastica e appoggiati a un trattore per prelevare acqua dal fiume Oglio in secca, all’interno del parco regionale sul territorio di Azzanello. Basta una turbina e con un sistema di tubi di 40 centimetri di diametro si possono risucchiare dal fiume anche 300 o 500 litri al secondo, secondo la potenza del motore, per accumulare oro blu al di fuori di ogni controllo e senza spese. E come ha segnalato da tempo il direttore del Consorzio irrigazioni cremonesi Stefano Loffi, non tutti i prelievi sono autorizzati: i controlli solitamente non vengono fatti dalla pubblica amministrazione, tant’è vero che si stimano anche numerosi pozzi abusivi, circa ventimila nella sola provincia di Cremona.

Il caldo scoppiato venerdì, all’inizio dell’estate, ha fatto sì che tutti gli agricoltori iniziassero a prelevare contemporaneamente acqua in gran quantità. Le prese d’acqua del Consorzio di via Battisti si trovano più a Nord, a Torre Pallavicina, ai confini tra i territori di Cremona e Bergamo: chi preleva senza autorizzazione a Sud di Torre danneggia quindi altri coltivatori, a Sud di Cremona, mentre peggiora la situazione del fiume, dell’Oglio come dell’Adda, in notevole difficoltà sin dai primi mesi di quest’anno. La magra dei fiumi fa aumentare in percentuale la presenza delle sostanze inquinanti, creando conseguenze negative per la flora e la fauna. I cambiamenti climatici si notano così anche nel nostro territorio, a causa delle piogge poco frequenti e della corsa all’accaparramento d’acqua, per gli usi più disparati, industriali o civili, anche per produrre energia. Per questo la Regione ha disposto che debbano rimanere nell’Oglio almeno 6 metri cubi al secondo: è il deflusso minimo vitale per impedire la morte del fiume. Ma in assenza di interventi tempestivi di guardie ecologiche volontarie o della polizia provinciale, il far West dell’acqua continua indisturbato. A propria volta il Po a Cremona oggi si trova più di sei metri sotto lo zero idrometrico, quando il primo livello di riferimento indica due metri sopra lo zero.