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Nuova rete nazionale di comitati ambientalisti

CREMONA Uscire dalle multiutility e restituire ai Comuni la gestione del servizio rifiuti. Nel programma del coordinamento nazionale dei comitati ambientalisti c’è anche questo passo di portata storica, se verrà attuato. Verrebbe infatti invertita la tendenza che ha condotto alla trasformazione delle municipalizzate in multiutility di grandi dimensioni, come A2A e Iren, che oltretutto mirano a continuare il processo di aggregazione, unendosi fra loro oltre che con Hera e Acea. Con Maria Grazia Bonfante, di Salviamo il Paesaggio, nel coordinamento nazionale ci sono i comitati di Reggio Emilia, Jesi in provincia di Ancona e Santo Stefano di Magra in provincia di La Spezia, che si uniscono in un fronte comune contro il “partito unico degli affari”, che sostiene in modo trasversale in tutta Italia impianti come i biodigestori, premiati dai contributi pubblici anche se producono biometano e quindi aumentano l’effetto serra e peggiorano la crisi climatica. La prima azione del coordinamento, formatosi in occasione dell’incontro di Saliceti (La Spezia), sarà quella di chiedere a Bruxelles di intervenire, perché lo Stato italiano continua a versare incentivi ai combustibili fossili e a impianti che dovrebbero esserne privi. Se la gestione dei rifiuti tornasse ad esempio nelle mani del Comune di Cremona, l’effetto potrebbe essere dividere lo smaltimento dalla raccolta, inserendo nel bando di gara il riciclo e togliendo l’incenerimento. Occorre però una stagione di partecipazione, che superi la crisi dei Comuni, spogliati di potere decisionale e di patrimonio, messo in mano a gestori di tipo privato, al punto che si stenta a trovare candidati da mettere in lista alle elezioni amministrative. Il coordinamento nazionale, che sta raccogliendo nuove adesioni, lancerà presto una piattaforma propedeutica, per condividere esperienze e conoscenze.