Tag: Bordolano

Nuovo falso allarme, 20 minuti di paura a Bordolano

Ieri, 28 aprile 2017

 

BORDOLANO CR Momenti di paura martedì sera, il 25 aprile, alle 19.34, a Bordolano, quando è suonata la sirena d’allarme del cluster A della centrale della Stogit, che gestisce uno stoccaggio da un miliardo e 200mila metri cubi di gas.  Sino a una distanza di centinaia di metri, si è sentito un sibilo forte e prolungato, come una perdita da un tubo ad alta pressione. In apprensione come gli altri abitanti della zona – lo stoccaggio infatti si trova a circa cento metri dalle case – uno dei residenti più prossimi, la consigliera comunale Luisa Pea, due minuti dopo il suono della sirena ha chiamato il sindaco Davide Brena, reperibile come da protocollo in caso di emergenza presso la centrale: ha risposto però la segreteria telefonica. I vigili del fuoco rispondono dal 115 e mettono in comunicazione Luisa Pea con il 112. Alle 19.40 è Ezio Corradi, del coordinamento comitati ambientalisti, che chiama il 112 per avere informazioni: i vigili del fuoco, assieme ai carabinieri, stavano valutando la situazione assieme alla Stogit, che ha dichiarato di non avere operazioni in corso a Bordolano. Dopo il suono della sirena d’allarme, in un’attività industriale a rischio di incidente rilevante, occorre tempo per capire che cosa fare. Al cluster A dello stoccaggio il sindaco arriva alle 19.45, alle 19.56 arriva un’auto della Stogit, che tacita l’allarme, e alle 20.04 i vigili del fuoco in sirena da Cremona. Il sopralluogo ha chiarito che si trattava di un falso allarme, come ha spiegato il sindaco con un avviso pubblicato sul sito del Comune, esprimendo rammarico per il disagio arrecato a tutti quanti. E’ già il secondo falso allarme in un mese: il precedente è suonato il 28 marzo.

Sono le tranquille serate di primavera a Bordolano, come commenta Ezio Corradi, al quale una delle persone che lavorano agli impianti Stogit aveva confidato che i sistemi di sicurezza sarebbero “ridondanti”. Di fatto però il Piano di emergenza esterno non è ancora stato approvato, come in diversi altri stoccaggi in Italia, dove la direttiva europea Seveso è spesso disattesa: la scadenza per la presentazione delle osservazioni, da parte dei cittadini, è il 4 maggio. Sabato 6 maggio, presso il Comune di Crema, è in programma un incontro pubblico dedicato allo stoccaggio di Ripalta Cremasca. Risulta dai dati della Stogit che ogni anno gli impianto rilasciano in atmosfera più di un milione di metri cubi di gas, a causa di perdite. Enrico Duranti, del gruppo No Gasaran, chiede il monitoraggio dell’aria, poiché con il metano si diffondono anche altri gas nocivi alla salute: la presenza di benzene nell’aria, oltre ad altre sostanze, andrebbe verificata.

Bordolano, centrale del gas autorizzata senza il monitoraggio sismico disposto da Regione e ministero; protesta Ezio Corradi

 

Il ministero dello sviluppo economico ha autorizzato la Stogit all’esercizio degli impianti della centrale del gas: il Comune lo ha saputo il 22 dicembre, ma l’ha pubblicato solo il 3 gennaio con una nota sul sito web dell’amministrazione, senza convocare il consiglio comunale. Sono gli impianti della centrale di trattamento e compressione idrocarburi, gli impianti a diretto servizio dei pozzi perforati in cluster A, del sistema antincendi dei tre cabinati turbocompressori e dei pannelli fotovoltaici.

bordolano

E la struttura che dovrebbe pubblicare in continuo i dati del monitoraggio sismico disposti dalla Regione sulla base delle linee guida del ministero dell’ambiente non è affatto nota. Del monitoraggio sismico non si sa ancora nulla, anche se è obbligatorio per legge. Ezio Corradi, del Coordinamento comitati ambientalisti, protesta perché ha chiesto informazioni da tempo al sindaco Davide Brena e non ha ricevuto risposta. Anzi. La versione di Corradi indica una contraddizione: “Abbiamo chiesto al sindaco – sostiene Corradi – a fine dicembre 2016 la documentazione dalla quale risulta che non esiste sismicità indotta da parte dello stoccaggio di Bordolano. Non ho ricevuto alcuna risposta”. Nello stesso periodo il sindaco ha saputo dell’autorizzazione definitiva dal ministero, dopo l’autorizzazione integrata ambientale che l’ente Provincia ha concesso alla Stogit. Giorni drammatici, segnati da altri sismi per motivi naturali nell’Italia centrale “e noi qui ci esponiamo ai rischi senza il monitoraggio previsto dal ministero e dalla Regione: è grave”. Il decreto ministeriale del 15 maggio 2014 n. 14.583 e il provvedimento direttoriale n. 18.804 dell’8 agosto 2013 autorizzano la Stogit a causare sismi fino a una potenza di 3.0. Dei rischi connessi all’attività dello stoccaggio si sa da anni ma non si interviene.

Ancora non si sa se la centrale sia entrata in azione, probabilmente no. Di certo non si sa nulla del modo in cui sarà effettuato il monitoraggio sismico.

 

 

Ancora una trivella a Bordolano

 

BORDOLANO CR Nuovo cantiere, altra trivella a Bordolano, dove l’attività della Stogit non si ferma mai, nemmeno nelle festività più solenni, proseguendo 24 ore su 24, con illuminazione a giorno anche nelle ore notturne, senza schermi alle luci rivolte verso la strada provinciale. In una zona golenale del parco dell’Oglio Nord, poco prima del ponte in direzione Bordolano-Quinzano, è corso, da quanto si sa, la chiusura mineraria del pozzo 9 dello stoccaggio di metano, pozzo profondo, ma non tale da disturbare la qualità dell’acqua del fiume Oglio. Lavori che solitamente si compiono estraendo le vecchie tubature, per poi otturare con fanghi o cemento il pozzo, usando anche sostanze chimiche coperte dal segreto industriale. La centrale collegata allo stoccaggio non è ancora entrata in attività, in mancanza del piano di emergenza esterno, malgrado la Stogit abbia già ricevuto l’autorizzazione integrata ambientale: l’industria del gas però continua a espandersi a Bordolano, occupando una vasta porzione territorio, ma senza un effetto occupazionale duraturo. Al termine dei lavori, l’attività funzionerà mediante controllo telematico a distanza, con qualche intervento di una squadra di addetti alla manutenzione. Il paesaggio di Bordolano, dove grandi condutture, trivelle e impianti hanno sostituito l’agricoltura, è ormai uno dei simboli dell’evoluzione dell’economia contemporanea, votata allo sfruttamento intensivo delle risorse naturali. Scarse le informazioni che trapelano dall’amministrazione comunale. La Regione Lombardia, con la delibera di giunta 5328 del 20 giugno scorso, ha escluso la ricerca di idrocarburi dalle aree dei parchi regionali, oltre a disporre la verifica sulla microsismicità, ma il destino di Bordolano sembra già segnato. Stogit ha realizzato quattro nuovi pozzi nel cluster A e cinque nel cluster B e sta chiudendo i vecchi pozzi dell’Eni, che risalgono agli anni Cinquanta.

Sirene a Bordolano, Stogit prova l’allarme

Stridono le sirene della Stogit nella fredda campagna di Bordolano, ma nessun Ulisse si tappa le orecchie, perché l’opportunità è comprenderne il senso di quei suoni. Se mai saranno uditi di nuovo e non per prova, sarà il segno funesto di un incidente rilevante nell’impianto industriale della centrale con annesso stoccaggio di metano. Una volta che un simile incidente si verificasse, bisognerebbe mettersi al sicuro: l’allarme vale infatti anche all’esterno dell’impianto industriale, per tutta la popolazione.

C’è un rischio a Bordolano e gli ambientalisti, come il gruppo di Ezio Corradi e i Notriv, oltre al consigliere comunale Luisa Pea, chiedono che il Comune spieghi direttamente e chiaramente ai cittadini qual è l’impatto e qual è il rischio. Già, tutti hanno capito a Bordolano che cosa significavano quei suoni striduli e penetranti, che attraversavano tutto il territorio comunale, dal centro abitato alla campagna? Avvisi ne sono stati distribuiti dal Comune, su volantini, nella bacheca del municipio, sul totem elettronico vicino alla scuola: il volantino parla di prove del funzionamento delle sirene, poi aggiunge due numeri di telefono cellulare, quelli del sindaco Davide Brena e del responsabile dell’impianto, Angelo Molaschi, per ulteriori spiegazioni, che comunque possono essere completate recandosi in Comune. E’ sufficiente? Per gli ambientalisti, sostenuti anche dal M5S, proprio no. La Stogit ha dato tutti i documenti necessari agli enti locali, che avrebbero accettato troppo serenamente centrale e stoccaggio. Per valorizzare il territorio e l’agricoltura, sua caratteristica principale, sarebbe stato necessario più coraggio: la proprietà strategica sono gli investimenti per il territorio e il lavoro, non per la speculazione sul mercato internazionale del gas. Questa, la posizione critica degli ecologisti non solo cremonesi ma italiani, che si oppongono alla rete nazionale di stoccaggi e metanodotti, che costituistono un solo grande impianto del gas, per così dire, il cui impatto ambientale complessivo però non sarebbe sufficientemente noto ai cittadini e nemmeno sufficientemente valutato dalle autorità. Perché? Tra l’altro, c’è troppo rischio sismico. Nel frattempo, dal 2009, la centrale con annesso stoccaggio è diventata un edificio di grandi dimensioni sorto su terreno agricolo, in parte di proprietà dell’Istituto per il sostentamento del clero della diocesi di Cremona. Una trivella, nell’ex cluster B, è al lavoro per scavare un nuovo pozzo. Bordolano, da paese agricolo,

 

Trivelle scatenate nel Cremonese

Avanzano i lavori per la preparazione della piattaforma e tra pochi giorni entrerà in azione la trivella per la perforazione del nuovo pozzo del gas di Bordolano, l’ottavo, solo una delle iniziative che stanno trasformando il territorio nel cuore del progetto Italia hub internazionale del gas. E dire che in consiglio comunale, la maggioranza del sindaco Davide Brena, ha negato il prossimo scavo.

La provincia di Cremona è nel mirino, vista l’imminenza della nuova perforazione a Soncino per la ricerca di idrocarburi, e anche l’impatto ambientale sul Cremasco, soprattutto sulla zona dello stoccaggio di gas di Sergnano, che potrà essere causato da un’ulteriore novità: un impianto geotermico fra il parco del Serio e il santuario di Caravaggio. A undici Comuni della bassa Bergamasca, infatti, fra cui Caravaggio e Treviglio, è infatti pervenuta la richiesta di autorizzazione della società Geothermal di Firenze. La Geothermal ha infatti presentato al ministero per lo sviluppo economico il progetto di un nuovo impianto geotermico, che intende sfruttare l’elevata temperatura del sottosuolo per iniettare acqua in profondità, farla risalire e quindi utilizzare il calore a scopo industriale, ad esempio per attività come il teleriscaldamento. Il consigliere comunale pentastellato Giovanni Castelli ha chiesto di vedere i documenti, in modo da fermare l’iter autorizzativo, che poteva essere automatico, e altre richieste d’accesso agli atti sono state presentate in altri Comuni, come da parte di Emanuele Calvi a Caravaggio, come in Regione. Saranno quindi presentate osservazioni al progetto, dato che c’è una sorgente sismogenica, la Itc002, che percorre il territorio, lambendo Bordolano, Sergnano e la bassa Bergamasca. L’immissione fra estrazione di acqua  ad alta temperatura – questo è il timore degli ecologisti – potrebbe anticipare un movimento tellurico. I gruppi ambientalisti stanno dunque riunendo le forze: domenica mattina a Soncino si terrà un presidio davanti al Comune, contro la perforazione che sarà compiuta vicino a un Sito naturalistico di interesse comunitario. Un attivismo che preoccupa non poco, visto che in questi giorni, come ha notato il consigliere comunale Enrico Duranti, di Sergnano, circolano pericolose notizie sull’origine naturale dei terremoti, quando al contrario il rischio sismico è indotto anche dalle attività umane, come riconosciuto dal ministero dell’Ambiente.

Bordolano, le trivelle sono tornate

 

 

Nuova trivellazione da agosto a Bordolano, dove i lavori sono ripresi per creare un’area destinata all’uso di esplosivi. L’obiettivo è perforare il terreno, a forza di detonazioni sotterranee, e creare l’ottavo pozzo dello stoccaggio di gas della Stogit, già autorizzato come work over, cioè come opera di manutenzione, quando invece l’intervento secondo Ezio Corradi del Coordinamento dei comitati ambientalisti Lombardia è programmato da anni e quindi dovrebbe essere sottoposto a Valutazione d’impatto ambientale. Nulla da fare invece: malgrado l’esistenza di una centrale di pompaggio connessa a stoccaggio e pozzi, con tanto di monitoraggio sismico prescritto dalla Regione, è sufficiente richiedere alle autorità un intervento di manutenzione per far ripartire la trivella ai margini del Parco Oglio Nord. Infatti lo stesso Corradi ha presentato tre anni fa denuncia ai carabinieri per l’inizio di lavori che non sarebbero stati autorizzati: un presunto abuso edilizio, quindi. Quel primo manufatto è stato poi completato con la costruzione di una nuova strada di servizio alla centrale: i Tir e i camion che sono stati visti transitare stamattina a Bordolano, però, non passano per la strada prescritta dalle istituzioni, bensì per la stretta Via delle campagne, strada che collega Bordolano a Castelvisconti, passando davanti al santuario della Madonna della Neve, dove la visibilità, quando le piante di mais sono alte, è zero e la prudenza consiglia di rallentare o fermarsi. I pericoli per la viabilità erano stati previsti dall’ente Provincia, che aveva infatti obbligato la Stogit a servirsi di una strada interna da costruire per l’occasione. La Stogit ha avvisato le istituzioni dell’inizio dei lavori nell’area dell’ex cluster B, ma non sono stati notati controlli da parte di Comune e Provincia, che non hanno ricevuto la stessa lettera inviata alla Prefettura e ai Vigili del fuoco. Così, invece dei furgoni con portata massima di tre quintali e mezzo, la via delle Campagne è battuta da Tir che trasportano carichi ben più rilevanti.

I cittadini non sono stati informati dagli enti locali di questo ulteriore rischio. La protesta ambientalista, da parte del comitato provinciale, che in primavera hanno sostenuto il referendum, continua anche perché la valutazione dell’impatto non ha riguardato l’insieme dello stoccaggio e degli stoccaggi e metanodotti della provincia di Cremona e del Nord Italia con tutte le opere connesse, che da quanto si vede continuano ad aumentare.