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Fiume Oglio, un salto, cinque progetti di centrale e un ricorso al Tar

Robecco d’oglio cr Ennesimo ricorso al Tar contro l’amministrazione provinciale, che con una delibera del presidente Davide Viola ha deciso ieri di costituirsi in giudizio. La notifica è arrivata un mese fa, il 12 ottobre, da parte della ditta Pontevico Hidro, che dai giudici amministrativi di Brescia si aspetta l’annullamento del giudizio negativo di compatibilità ambientale espresso in conferenza dei servizi il 29 marzo da parte della Provincia di Brescia. Il ricorso è arrivato in corso Vittorio Emanuele II perché l’iter è iniziato proprio a Cremona. In discussione c’è uno dei cinque progetti concorrenti di impianti idroelettrici sul medesimo salto del fiume Oglio, al confine tra le due province, divenuto particolarmente appetibile.

La Pontevico Hidro ha fatto richiesta su territorio bresciano, ma quattro dei cinque progetti riguardavano la sponda di Robecco e quindi tutti gli iter autorizzativi sono iniziati in corso Vittorio Emanuele II. E’ ormai una lunga storia, poiché  la prima seduta della conferenza dei servizi risale a sei anni fa, il 15 settembre 2011. Il presidente Davide Viola chiarisce che gli uffici cremonesi hanno trasmesso la relazione tecnica finale il 24 giugno 2013, dunque entro la scadenza prevista: l’ente Provincia di conseguenza, dopo una verifica, ritiene necessario tutelare la piena legittimità del proprio operato. Non mancata in questi anni, a proposito dello sfruttamento idroelettrico dei fiumi della provincia di Cremona, l’Adda in particolare, la critica delle associazioni ambientaliste per l’impatto complessivo dei piccoli impianti. Anche l’Oglio, per quanto sia in secca quest’anno, si trova però nel mirino delle imprese che investono sulle energie rinnovabili.

Continua la malaSorte di Trenord: ritardi fantozziani anche oggi sulla Cremona Brescia


CREMONA Ieri soppressioni e ritardi in serie sulla Cremona Brescia, l’altro ieri ancora locomotive con motore diesel in circolazione e tre carrozze, di cui due senza aria condizionata. Le proteste fioccano da Cremona come dagli altri territori lombardi, con mail in serie da studenti e lavoratori, che formano ormai una trentina di comitati di pendolari, eppure in consiglio regionale il continuo confronto fra l’opposizione del pd e l’assessore Alessandro Sorte sta prendendo un binario morto. Lo sostiene numeri alla mano Dario Balotta di Legambiente Lombardia: infatti l’assessore Sorte, pressato dalle proteste, ha annunciato in consiglio regionale l’altro ieri investimenti da 29 milioni di euro quest’anno e da 125 milioni per l’anno prossimo, tutti destinati all’acquisto di nuovi treni. In realtà però un treno nuovo tipo Vivalto, come quelli messi in circolazione da Trenord, costa circa otto milioni o più, dunque con i 154 milioni investiti dalla Regione si potranno acquistare forse 19 convogli su una rete di 1.900 chilometri, molto meno dei 109 treni nuovi promessi. Quel che serve, insiste Balotta, è un piano, un’organizzazione più efficiente. Occorre che Milano si paragoni alla zona di Monaco di Baviera, che è omogenea per numero di abitanti (due milioni e mezzo), non al Sud d’Italia come fa Sorte, quando vanta i numeri del trasporto ferroviario in Lombardia rispetto alle altre Regioni. Nella zona di Monaco ogni giorno viaggiano un milione e 800mila pendolari, nell’area milanese solo 750mila. Il Pd da parte propria, intervenuto nel question time con Jacopo Scandella, presenti Agostino Alloni e Alessia Manfredini, lamenta il fatto che il 17 febbraio di quest’anno Alessandro Sorte ha annunciato un piano straordinario di 109 treni di cui però non c’è alcuna traccia: al Pirellone Sorte ha risposto soltanto “Stiamo lavorando”. E non risulta alcun cronoprogramma né nulla di certo. Intanto sulla Cremona Brescia, una delle linee più disastrate, alle 16.45 è stato annunciato un ritardo fino a mezz’ora anche oggi a causa di un guasto sulla linea elettrica nella stazione di San Zeno Folzano. Ieri 39 minuti di ritardo sul Cremona Brescia delle 15.24, a causa dell’improvvisa sostituzione di un convoglio. E il Brescia Cremona delle 14.40 di ieri è stato invece cancellato a causa di un inconveniente tecnico. 

Brescia, malore di un pendolare sul treno stipato

Malore stamattina sul treno Cremona-Brescia delle 7.22: una persona all’arrivo a Brescia si è sentita male ed è stata fatta sedere accanto ai binari, poi si è ripresa senza chiamare il 118. La carrozza era stipata, e sin dalla partenza, come altre volte è successo. Per evitare ulteriori disagi, i viaggiatori – che da tempo si scambiano avvisi e informazioni su un gruppo whatsapp – hanno avvisato i compagni di viaggio di non salire alle fermate successive, perché non ci sarebbe stato posto. Era infatti un treno monocarrozza del 1977: il riscaldamento e la compresenza di troppe persone all’interno del treno ha creato disagio. Trenord, saputo del disagio, ha avvisato che sarebbe stato effettuato anche un servizio autobus sul percorso Cremona-Brescia. Chi però aveva bisogno di arrivare in tempo alle 8.20 a Brescia, per motivi di  studio o di lavoro, non è salito sul bus e ha preferito il viaggio in automobile. Il monocarrozza era diesel: la linea Cremona-Brescia è ancora penalizzata dall’uso di vecchi treni con sistemi di alimentazione inquinanti, ancora in circolazione malgrado le lamentele, con scarsa efficacia su Trenord, sia dei passeggeri, che dei cittadini che degli enti locali.

Treni, ritardi causati dall’alta velocità

CREMONA Un guasto al telecomando degli scambi ha mandato in tilt gli apparati elettrici della stazione di Treviglio, e così, per l’ennesima volta da quarant’anni la linea ferroviaria Cremona Treviglio è stata teatro di una serie di ritardi, che si sommano a quelli delle altre linee ferroviarie della provincia di Cremona, dove i passeggeri sono stati di nuovo penalizzati dalle prime corse di stamattina sino al tardo pomeriggio.

Il Cremona Treviglio delle 6.54 ha subito 28 minuti di ritardo, il Cremona Brescia delle 6.22 si è fatto attendere per 13 minuti, il Codogno Cremona delle 8.08 non è nemmeno partito, mentre chi voleva viaggiare da Cremona verso Brescia  o Mantova, oppure è partito da Piadena verso la città del Torrazzo, ha dovuto pazientare per oltre 10 minuti in più rispetto al previsto. Il guasto di Treviglio però è legato all’introduzione dell’alta velocità che risale al 12 dicembre e dovrebbe essere essere integrata con i treni regionali, e dipende quindi da una cattiva programmazione, segnalata da Dario Balotta di Legambiente Lombardia, perché “il nuovo sistema non è stato sufficientemente testato” e quindi stavolta la responsabilità dei ritardi, che si sono ripercossi anche su altre linee, verso Rovato e Chiari, è di Rfi. Gli apparati dovrebbe rimanere in ottimo stato di manutenzione. Oltretutto la disabilitazione della stazione di Treviglio, dov’è rimasto un solo dipendente, crea ulteriori difficoltà, perché in caso di guasto la riparazione inizia anch’essa in ritardo. Il funzionamento delle linee e degli scambi è stato automatizzato e telecomandato, diventando paradossalmente lento. Sono stati risparmiati dei costi sul personale, con un chiaro vantaggio economico, ma i ritardi sulla Cremona Treviglio continuano con una frequenza che ricorda gli anni Settanta e che non trova ancora soluzioni durature nemmeno grazie alle più moderne tecnologie.

Guasto a Olmeneta, catena di ritardi nel giorno d’esordio delle guardie armate

 

CREMONA E’ stato forse il gelo della notte, attorno agli zero gradi, a ghiacciare il meccanismo del cambio a Olmeneta e così una catena di ritardi ha rallentato stamattina il viaggio dei pendolari verso Brescia e Milano. Chi è salito sul Cremona Brescia delle 8.22 ha atteso a lungo prima di conoscere la propria sorte: ben 42 minuti di ritardo alla partenza, mentre il Cremona Treviglio delle 7.43 aveva già fatto di peggio, risultando cancellato, mentre il Treviglio Cremona delle 9.07, alzata bandiera bianca, è stato sostituito da un bus. Chi arrivava fuori tempo massimo alla stazione ha twittato ironicamente “grazie Trenord che mi aspetti quando tardo io” ma nessun passeggero si è salvato. Oggi è stato il giorno dell’esordio delle guardie giurate sul Bergamo Milano: nel pomeriggio sono stati trovati 570 passeggeri senza biglietto, ma la società ferroviaria partecipata dal Pirellone è stata bersagliata di critiche per tutta la mattina e il pomeriggio. Il Mantova Piadena delle 8.26 è stato soppresso, come il Piadena Cremona delle 10.40. Uno studente, in un momento di rassegnazione, ha scritto su internet “quando tua mamma è più in ritardo di Trenord non rimane speranza alcuna”. Destino segnato stamattina per chi è salito sul Brescia Cremona delle 9.38, che ha iniziato a muoversi sui binari ben 45 minuti dopo il previsto, mentre altoparlanti e siti internet rilanciavano il triste avviso: “Mezz’ora di ritardo” sia verso Brescia che verso Milano, dove non è mancata, in più, la fermata fuori programma prima di Lambrate, anticamera imprevista segnalata da un passeggero. Oltre al disagio dei viaggi con i bagni chiusi, negli ultimi giorni, studenti e lavoratori si sono ritrovati in piedi su convogli strapieni, dove arrivati a Lodi, da Mantova e Cremona, non si trovava più posto. Alcuni viaggiatori hanno notato che l’ultima carrozza spesso si riempie di passeggeri senza biglietto. Attorno alle 9, attese di mezz’ora anche sulla Bergamo e Brescia e sulla Bergamo Porta Garibaldi. Dopo le 10, il guasto che ha bloccato il cambio tra Olmeneta e Cremona è stato riparato e gli orari hanno iniziato a normalizzarsi verso mezzogiorno, il Treviglio Cremona delle 10.07 è partito 18 minuti dopo e ha perso altri 7 minuti lungo il percorso. Dopo il guasto di Olmeneta gli orari sono andati in tilt per il guasto tra Malpensa e Fermo-Lonate. Tempi lunghi, infine, al termine di una mattinata da incubo, anche per il Cremona Brescia delle 11.22, con 20 minuti di attesa, e il Cremona Mantova delle 11.37, con 15 minuti più del previsto.

Torrente Calchere sconvolto dall’inquinamento, interviene la Forestale

calchereDue ore d’inferno per il torrente Calchere, stravolto da uno sversamento di rifiuti. Legambiente Basso Sebino ha chiamato la polizia forestale di Pisogne, subito intervenuta dato che quella di Iseo era impegnata, per constatare l’ennesimo episodio di reato ambientale. Il torrente Calchere, che sfocia nel lido di Sulzano (Brescia) ha già da tempo attratto l’attenzione della Goletta dei laghi di Legambiente, in occasione del monitoraggio del lago d’Iseo, per le condizioni in cui spesso si trova.

 

 

Trenord, Cremona-Brescia in tilt

Le consolidate strategie che accompagnano l’organizzazione degli eventi hanno colpito ancora i pendolari delle ferrovie, ieri e oggi in particolare la Cremona Brescia, diventata un inferno. L’anno scorso in occasione dell’Expo, come ricorda Dario Balotta di Legambiente Lombardia, erano stati cancellati ben 300 treni al giorno, per favore l’afflusso all’esposizione mondiale di Milano. I passeggeri non sono mancati, chi aveva già comprato l’abbonamento per altre destinazioni però si è ritrovato senza treno. In queste settimane Trenord ha ripetuto lo schema dell’anno scorso, concentrando le risorse pubbliche per portare viaggiatori sul Lago d’Iseo, a vedere la passerella di Christo. Sono stati ben 84 i treni tolti dalle linee dei pendolari e inviati verso l’avvenimento spettacolare dell’estate. Il risultato che il grande evento atteso ogni giorno dai pendolari, cioè la puntualità e la comodità, non si è verificato per niente. Ieri è bastato un guasto alla linea elettrica fra le stazioni di Bagnolo Mella e Manerbio che per lasciare a piedi i passeggeri della linea Cremona Brescia. Il treno che ieri doveva partire all’una e 22 del pomeriggio da Cremona è stato semplicemente cancellato, così come i due convogli da Brescia a Cremona dell’una e 38 e delle 15 e 38. Il primo segno di vita è stato dato dopo le quattro, quando le carrozze si sono mosse, con ritardi tuttavia dai 36 ai 40 minuti. Un giorno di passione, ieri, ma stamattina la giornata dei pendolari cremonesi e bresciani è iniziata subito male, con un guasto a uno scambio nella stazione di Olmeneta, dove si incrociano le corse con la linea Cremona Treviglio. Lo scambio è tornato a funzionare regolarmente dopo circa un’ora. E i minuti di ritardo sono stati già venti alle otto del mattino, sempre in entrambi i sensi di marcia, poiché il binario verso Brescia è unico. Ventotto minuti persi, ancora una volta, per chi si era messo in viaggio da Cremona verso Milano Porta Garibaldi di prima mattina, alle 5.28. Della promessa della Regione Lomabrdia della totale elettrificazione della linea Cremona Brescia finora quel che si è visto sono convogli a motore diesel e una serie di ritardi che sembra non finire mai.

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