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La trappola della fedeltà e della fiducia

Nessun riferimento da parte del nuovo comandante provinciale di Piacenza, dal quale dipende la rinnovata “caserma degli orrori” di Piacenza alla segnalazione del maggiore Rocco Papaleo, gesto di eccezionale coraggio, che merita più protezione che elogi momentanei. Si dirà che l’inchiesta è in corso. È vero: il semplice principio di vicinanza alla popolazione, allo scopo di riconquistare fiducia, ribadito stamattina dal colonnello Abrate, poteva essere rafforzato da un riferimento ai valori costituzionali, dal senso etico quindi che segna realmente la parte migliore degli italiani e degli europei, per dare percezione di una svolta, che richiederà tempo, molta onestà intellettuale e una retorica diversa. È pur vero che un corpo militare non si fonde con un corpo civile variegato e democratico nello stile italiano, assai conflittuale, vivace, ironico, carico di vena satirica e polemica. Auspico che i carabinieri riescano a migliorare quello spirito di corpo che si è dimostrato sia una forza che un pericolo grave, e che scelte di fare segnalazioni, come quella del maggiore Papaleo, siano adeguatamente protette in futuro. La politica da parte propria dovrebbe uscire dalla banalità dello schieramento sic et simpliciter con le forze dell’ordine. Fiducia e fedeltà non sono come tali caratteristiche etiche. Ci vorranno cambiamenti culturali: lo spirito femminile, nell’Arma, può essere una risorsa.

“Contano i fatti più che le grandi dichiarazioni d’intenti” ha poi aggiunto il colonnello Paolo Abrate. Dei carabinieri c’è un tale bisogno, in una di cambiamento come questa, che ci si può solo impegnare per una crescita comune.

Il ritorno degli eroi

Non appena è esploso il caso dei carabinieri di Piacenza, il giornale La Provincia di Cremona si è premurato di nominare “eroe” il maggiore Rocco Papaleo. È un giornale-mamma, evidentemente, che sente in dovere di rassicurarci: qui sarebbe “tutto sotto controllo, non abbiate timore: siete in buone mani!” par che dicano. Tanta premura mi preoccupa. Ma vogliono dire “Siete” o “Siamo”?

Il giorno dopo la nomina ad eroe, del maggiore Papaleo il medesimo quotidiano ha scritto in termini diversi, registrando il fatto che risulterebbero delle ambiguità.

C’è da restare sbigottiti. Che idea posso farmi?

Mi è spiaciuto che nel 2000 i carabinieri siano entrati a far parte delle Forze armate: l’ho sempre considerata una svolta negativa, un irrigidimento e una chiusura. La mistica della fedeltà, sulla quale tanto insiste la propaganda, non mi piace: non è una gran virtù la fedeltà, perché genera un eccesso di forza minacciosa, che comprime la libertà.

Intanto la politica insiste sul solito slogan buonista delle mele marce. Sansonetti sul Riformista scriveva ieri che se sono carabinieri sono mele marce ed eccezioni, se sono immigrati invece bisogna capire gli italiani che hanno paura di tutti i migranti. Il cattivo, se ha la pelle nera, non è un’eccezione. E si lascia che il dubbio investa tutti gli immigrati.

Si torna indietro, al 700, quando c’erano ancora tribunali separati per i nobili. Si creano caste, si alzano steccati, si chiede da dove vieni e non che cosa sai fare. E noi in quale casta saremo messi? Ci retrocederanno in serie B, per rassicurarci che niente cambia? Che cosa mi fa pensare, peraltro, di essere in serie A?

Il Riformista ha pubblicato ieri un altro articolo interessante, sul conflitto fra Guardia di Finanza e Carabinieri.

E quei carabinieri sotto accusa (ricordando che prima della sentenza non ci sono colpevoli, neanche se con la pelle nera) sarebbero diventati così cattivi all’improvviso, senza che mai partisse una segnalazione negli anni precedenti?

Prima erano buoni o solamente utili? O che altro? Ce lo spiegheranno con chiarezza: è solo questione di pazienza.

Sentirsi sicuri secondo me, pero, è pericoloso. Non che si debba arrivare all’eccesso della talpa di Kafka, che una volta costruitasi la tana si guarda intorno e all’improvviso si accorge di comportarsi esattamente come la volpe, il suo predatore.

Sarebbe bello poter comprendere i dati di fatto, ammesso di poterli conoscere: delle rassicurazioni e degli eroi invece faccio a meno.

Caserma degli orrori, il retroscena della guerra per il potere tra finanza e carabinieri

Piazza Roma, lotta al degrado

Dosi di hascisc e marijuana nascoste nei punti più inattesi, anche se sotto gli occhi di tutti, nell’incavo della roccia e persino su una ragnatela a pochi centimetri dal suolo, nella grotta delle montagnole di piazza Roma, diventate da tempo uno dei luoghi dello spaccio. Le ha trovate la polizia di Stato che stamattina ha compiuto un’operazione antidroga della Squadra Volante di Cremona, supportato dal reparto prevenzione crimine di Milano e dall’unità cinofila di Bologna. Altre dosi di stupefacenti sono state gettate a terra dai malviventi all’arrivo degli agenti, che le hanno recuperate, e hanno portato in Questura due spacciatori, entrambi immigrati di origine africana. Fermati e perquisiti, i due uomini portavano con sé diverse dosi nei calzini e nei pantaloni. Lamentele e segnalazioni non sono mancate negli ultimi tempi da parte dei cittadini, esasperati dalle condizioni in cui sono precipitati i giardini pubblici. Liberare piazza Roma dal degrado e dalla criminalità e farne è diventato uno degli obiettivi dell’amministrazione cittadina per far rinascere il centro storico, duramente colpito dalla crisi. Nemmeno dieci giorni fa, mercoledì 7, il Comune ha consegnato al comitato di quartiere centro la nuova sede, cioè la “casetta del custode”, che sorge a fianco delle montagnole e di un’area di giochi per bambini, sul lato di via Ingegneri. Nella casetta è stato inoltre aperto lo sportello del vigile di quartiere. L’assessore Rosita Viola ha spiegato che il progetto, che ha preso nome “comunità in movimento”, intende riattivare la cittadinanza e dare un segno di attenzione e presenza da parte del Comune. Due giorni dopo, durante un controllo della polizia locale, una ragazza di 16 anni è stata sorpresa, grazie alla videosorveglianza, a fumare hascich e segnalata alla Prefettura. Ma i controlli si sono intensificati da mesi. Due giorni dopo Ferragosto le guardie ecologiche volontarie hanno segnalato l’abbandono di rifiuti, mentre la polizia di Stato e la Guardia di Finanza hanno pattugliato i giardini, la vicina galleria XXV Aprile. In luglio sono stati i carabinieri ad arrestare uno spacciatore di marijuana in piazza Roma, un immigrato africano sui trent’anni, che aveva cercato di far sparire le dosi ingoiandole. I giardini pubblici risultano particolarmente malconci, come ha sottolineato il presidente del comitato di quartiere Paolo Marcenaro: l’impianto di irrigazione non funziona bene, il verde non è molto curato e i comportamenti non sono appropriati. C’è chi usa le montagnole al posto dei servizi igienici. I giardini sono sottoposti da anni anche a derattizzazione, vista la presenza di topi. Manca insomma una manutenzione costante, anziché semplici interventi saltuari.

16 settembre 2016

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Bullismo e sostanze, prima campanella con i carabinieri

 

Contrasto al bullismo, al traffico di sostanze stupefacenti – fenomeno dilagante nelle giovani generazioni – e ai furti di biciclette a danno degli studenti. Per questo stamattina i carabinieri si sono attivati con più pattuglie e carabinieri di quartiere per vigilare tutte le medie superiori, sia all’ingresso che al termine, come già all’inizio degli anni scolastici preccedenti, nel 2014 e nel 2015. img-20160912-wa0009

Durante l’anno i militari, d’accordo con i dirigenti scolastici, torneranno per una serie di controlli a campione con le unità cinofile: la presenza dell’Arma è stata ampiamente apprezzata, considerata la diffusione dell’illegalità.

Il sindaco di Crema, Stefania Bonaldi, nel suo saluto scritto sulla sua pagina Facebook riferisce dell’emozione che lei stessa come mamma ha provato: “Bambine e bambini, ragazze e ragazzi, Buon #primogiorno di #scuola. Mamme e papà godetevi appieno l’emozione di quando li accompagnate per mano fino al portone della scuola. Quei sentimenti quando cresceranno vi mancheranno un sacco! Buon #inizio anche alle prof e ai prof, ovviamente!!!”

In Lombardia è oggi infatti il primo giorno di scuola per gli istituti superiori e la maggior parte delle scuole. Le primarie statali hanno iniziato l’8 settembre.

Interessante il confronto tra Stefania Bonaldi e il primo cittadino di Cremona, Gianluca Galimberti, che parla più da insegnante e da sindaco che da cittadino: “L’inizio del nuovo anno scolastico è inizio di un nuovo periodo vitale per la città. Le scuole sono i luoghi più importanti in cui vive la vita stessa della città e impegno, fatiche e bellezza e responsabilità dell’apprendere e del sapere sono ingredienti che rendono straordinario questo inizio di anno scolastico. Dipende da ognuno di voi studenti, dipende da ognuno di noi, rendere questo anno ricco di significati per la nostra vita e per la vita della città. Grazie a voi studenti, grazie ai maestri e ai professori, pilastri di questa società, e grazie alle vostre famiglie che vi accompagnano in questo percorso di crescita. Buona scuola a tutti!”