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Nuovo parco rottami Arvedi e frastuono, proteste a Cavatigozzi

CREMONA Durante i lavori di sostituzione del forno, l’acciaieria Arvedi ha spostato temporaneamente in un’area di via Acquaviva i rottami che si trovavano nel parco interno ai margini del canale navigabile, incontrando le lamentele dei nuovi vicini. Dapprima un agricoltore ha ottenuto che il traffico di rottami venisse trasferito verso la strada, dopo di che sono partite le segnalazioni di alcuni residenti della zona di via Dossetto e via Bergamaschi di Cavatigozzi, che abitano dall’altra parte della via, a una cinquantina di metri. Sono accorsi due agenti della polizia locale di Cremona, di pattuglia in quel momento, che si sono recati nel nuovo parco rottami assieme a due residenti, per confrontarsi con la dirigente dell’acciaieria Alessandra Barocci. I vigili hanno controllato che l’attività fosse coerente con l’autorizzazione rilasciata dall’amministrazione provinciale in maggio. Alle ore 17 il parco doveva chiudere e così è stato, dopo l’avvio delle ore 8. I lavori potrebbero proseguire, secondo l’autorizzazione, fino al 31 dicembre: l’industria siderurgica però ha annunciato la conclusione fra una quindicina di giorni, per la sera dell’8 agosto.

I rifiuti metallici vengono trasportati dal treno della società Sograf e dai mezzi pesanti, che li rovesciano facendoli cadere dall’alto. Le case della zona Dossetto si trovano al di là degli alberi che le nascondono: non ci sono però barriere fonoassorbenti, come invece ne sono state collocate tra l’industria e il centro abitato di Spinadesco. Le segnalazioni sono arrivate anche al comitato di quartiere e all’Arpa, oltre che al sindaco Gianluca Galimberti, che non ha risposto personalmente. Continua dunque la contraddizione di via Acquaviva, ai cui lati si trovano due diverse zone acustiche, l’una residenziale, con una soglia di 50 decibel, e l’altra industriale, dove l’inquinamento acustico può arrivare invece a 70 decibel. E dire che tre settimane fa la giunta Galimberti ha approvato il piano antirumore previsto dall’Unione europea sin dal 2002, che comporta i primi interventi, ma solo per ridurre il disturbo del traffico.

Forno Arvedi, nonostante tutto la Via non si fa

Lavori in corso all’acciaieria Arvedi

CREMONA La Valutazione d’impatto ambientale sul nuovo forno che l’acciaieria Arvedi intende installare al posto del vecchio, sulla linea 2, è stata esclusa dal settore Ambiente e territorio dell’ente Provincia, con il decreto 429 del 15 luglio. I problemi però non mancano, come il dirigente Roberto Zanoni ha annotato nella premessa. La situazione ambientale è difficile, trattandosi del territorio di Cremona, già da anni area critica per l’inquinamento atmosferico. L’Ats Valpadana, a seguito della conferenza dei servizi del 22 maggio, ha rilevato che allo stato attuale risultano autorizzate circa 250 tonnellate all’anno di polveri pm10. Di conseguenza è “necessario”, come afferma l’autorità sanitaria, “che sia quantomeno evitato qualsiasi aggravio ambientale/sanitario, sia sul lungo che sul breve periodo, pur ribadendo che si ritiene la sostituzione del forno opportuna ai fini della sicurezza” sul lavoro. Non finisce qui, dato che l’Ats prescrive un piano di potenziamento dei sistemi di abbattimento degli odori, da attuare entro il rinnovo dell’autorizzazione dell’acciaieria. Altro obbligo riguarda la riduzione dei rumori. La produzione rimane invariata: 3,6 milioni di tonnellate di acciaio all’anno, evitando l’aumento a 4,2 milioni richiesto dall’industria di via Acquaviva, che da parte propria ha effettuato una rilevante crescita produttiva dagli anni Duemila, quando le tonnellate non arrivavano al milione all’anno. All’aumento si è opposto l’epidemiologo dell’Ats Paolo Ricci. Lo studio dedicato all’incidenza delle malattie e delle morti per tumore nell’area cremonese, però, non è ancora stato completato, dopo i primi inquietanti dati resi noti a Bonemerse tre anni fa. In proposito il consigliere Marco Degli Angeli (M5S) ha presentato un’interrogazione scritta alla Regione, perché intervenga a facilitare la conclusione dello studio, visto il dato elevato di tumori nel Cremonese rispetto alla media regionale. Non è noto in che modo il Comune di Cremona favorisca lo studio, dato che, come ha fatto sapere lo stesso dottor Ricci, non è stato in grado di fornire all’Ats le storie dei soggetti vissuti in città negli anni Ottanta, mentre le aree industriali si ampliano, si richiede una nuova autostrada e le polveri superano sistematicamente le soglie.

Notti rumorose col treno dell’acciaieria Arvedi

Si vive in funzione del capitale, per il quale le istituzioni democratiche svolgono un efficiente lavoro di servizio. Chi ha motivo per protestare deve adeguare la propria pazienza ai tempi dei detentori del potere e della conversione o riorganizzazione delle attività industriali. Per chi abita a Cavatigozzi, zona di via Dossetto, è così da anni.  

 

 

CREMONA Tremano i vetri delle finestre di notte, al passaggio del treno dell’acciaieria Arvedi nel quartiere Dossetto di Cavatigozzi, che è separato dall’area industriale soltanto grazie a via Acquaviva e alcuni alberi. Si tratta di un’area che non è stata ancora sottoposta a risanamento acustico, diversamente da altre zone di Cavatigozzi, e negli ultimi giorni, come riferiscono diversi residenti, il rumore è aumentato: passano più treni di notte e frenano proprio davanti alle finestre di alcune abitazioni.

Via Bergamaschi e via Dossetto sono esposte a un inquinamento acustico che è stato preso in esame durante l’ultima riunione dell’Osservatorio Arvedi, nella sala del consiglio comunale, mercoledì primo febbraio. L’assessore all’ambiente Alessia Manfredini ha annunciato un protocollo, sul funzionamento del treno, che però non è stato ancora attivato, anzi il macchinista continua ad azionare il cicalino d’allerta, per lui obbligatorio poiché attraversa un percorso parallelo a via Acquaviva, non protetto dal passaggio di pedoni o veicoli. Il binario, come notato da alcuni residenti, viene utilizzato come scambio, non solo per il passaggio dei convogli diretti all’acciaieria. Il treno inoltre sosta a lungo con il motore acceso. Le stesse abitazioni sono inoltre esposte ai rumori del tubificio Arvedi, ma anche di un altoparlante, utilizzato probabilmente da un’altra azienda. Ai gong del tubificio si aggiungono i boati uditi nei giorni scorsi dalla zona dell’acciaieria, dove sono tornate a elevarsi nel cielo alte colonne di fumo. Anche nelle ultime settimane il comitato di quartiere ha inviato segnalazioni all’Arpa, al Comune e a tutte le istituzioni, senza però risultati. L’osservatorio Arvedi ha predisposto diversi monitoraggi. Si è già concluso il piano di controlli sulle sostanze odorigene, affidato al chimico e tossicologo Fabio Denicoli. Dall’indagine è emerso che solo quattro composti chimici su 54 sono risultati presenti in quantità superiore ai valori di soglia olfattiva. Nell’ultima assemblea di quartiere, il presidente Daniele Ardigò ha confrontato il metodo di lavoro attuale dell’Osservatorio Arvedi attuale con il metodo applicato alcuni anni fa, quando i residenti stessi erano commissari dell’Osservatorio così come i funzionari e potevano confrontarsi direttamente chiedendo verifiche e dati. L’amministrazione Galimberti ha invece trasformato l’Osservatorio in commissione comunale, i cui componenti sono esclusivamente i rappresentanti delle istituzioni, mentre i residenti hanno soltanto il ruolo di uditori e non possono fare altro che domande dai banchi del pubblico.

Polveri sottili e aria inquinata a Cavatigozzi come in tutta la pianura padana

Non è vero ovviamente che la qualità dell’aria nel polo industriale di Cavatigozzi è “okay”, come sostiene un’allegra brigata di provocatori intellettuali, perché tutte le centraline dell’Arpa, in Lombardia nei giorni scorsi, Spinadesco compresa, hanno superato la soglia d’allerta delle pm10: in un giorno della settimana scorsa, solo dai 1.200 metri in sù si respirava aria pulita. La zona dell’inceneritore e dell’acciaieria, come di altre fabbriche, non è molto diversa dalle altre, e anche Cavatigozzi non sfugge alla norma: tutta la pianura padana è inquinata e sommersa da una nube di polveri sottili come spiegato nei giorni scorsi. In un contesto simile, una sola fonte d’inquinamento non riesce a creare – guardando i dati delle centraline Arpa – una rilevante particolarità locale in una pianura chiusa dalle montagne e poco ventilata. Piuttosto è vero che la qualità dell’aria nella zona della città di Cremona è peggiore che nel territorio circostante. Occorrono appunto politiche ambientali, altrimenti ogni anno si conteranno i decessi prematuri dando la colpa ora all’uno ora all’altro, secondo convenienza particulare.

Il Comune di nuovo indica le fonti d’emissioni inquinanti: i veicoli a benzina e diesel, le caldaie. Quel che manca è una visione critica del sistema economico, basato su industrie che producono veicoli e caldaie e molti altri beni. Nel dopoguerra le fabbriche inquinavano di più, tuttavia gli effetti dello sviluppo economico si vedono adesso; non si vede un’alternativa. Un avvenire di bassi consumi e pellagra non è auspicabile: indietro non si può tornare.

Traspare dalla nota del Comune, se si vuole, un messaggio al gruppo Arvedi: a Cremona non esiste il “clima ostile” di Trieste, segnalato dal gruppo industriale cremonese, che si è dichiarato disposto ad andarsene, dopo aver assunto la proprietà della Ferriera di Servola tramite la società Siderurgica Triestina.

Ecco di seguito il comunicato diramato ieri dall’ufficio stampa del Comune, dove si parla di monitoraggio dell’impatto olfattivo dell’acciaieria e di qualità dell’aria. Ho evidenziato in neretto una frase determinante.

 

Qualità dell’aria del polo industriale di Cavatigozzi, nessuna particolare criticità

E’ quanto emerso dall’indagine presentata nell’ultima riunione dell’Osservatorio Arvedi

Nel corso dell’ultima riunione dell’Osservatorio Arvedi, presieduta dall’assessore all’Ambiente Alessia Manfredini, sono stati presentati i risultati di un’interessante campagna di monitoraggi, iniziata lo scorso mese di ottobre, finalizzata alla verifica della qualità dell’aria nel polo industriale compreso fra i comuni di Cremona (zona Cavatigozzi), Spinadesco e Sesto Cremonese. La ricerca è stata focalizzata sulla identificazione delle sostanze odorigene aero-disperse responsabili di alcuni episodi di “molestia olfattiva” potenzialmente associabili alle attività industriali svolte nel polo industriale.

L’indagine ambientale, che ha coinvolto l’Amministrazione Comunale, la Provincia di Cremona e l’ATS-Val Padana, è stata realizzata grazie al prezioso contributo di ARPA Cremona, supportata dai consulenti tecnici del Gruppo Arvedi (dott. Fabio Denicoli), del Consorzio Agrario Provinciale di Cremona (prof. Marco Trevisan) e dell’Oleificio Zucchi (dott. Maurizio Benzo). I campionamenti ambientali e le successive analisi chimiche-ambientali sono state svolte presso il laboratorio L.A.C. Che opera a Cremona.

Nell’area interessata all’indagine sono state individuate, complessivamente, quindici stazioni di monitoraggio la cui posizione era stata scelta e condivisa con i rappresentanti dei residenti e con i Comitati di quartiere. Come confronto parallelo è stata valutata la qualità dell’aria presso altre tre stazioni di monitoraggio scelte in zone esterne all’area industriale ed individuate rispettivamente ail quartiere Zaist di Cremona e in aree esclusivamente rurali di Spinadesco e di Gerre Borghi. In totale sono state svolte circa mille prove di laboratorio per ricercare oltre cinquanta sostanze chimiche caratterizzate da odori particolarmente sgradevoli o da bassi valori di soglia olfattiva e per questo facilmente percettibili a livello sensoriale.

I risultati ottenuti in questa impegnativa attività analitica hanno confermato i dati già acquisiti in precedenti indagini svolte da ARPA Cremona e da altri importanti centri di ricerca, pur utilizzando modalità di campionamento e di analisi differenti. Non sono emerse particolari criticità relativamente alla qualità dell’aria presente nel polo industriale rispetto a quella presente in ambienti tipicamente rurali o urbani.

Questa conclusione conferma, se ancora ve ne fosse bisogno, che la qualità dell’aria cittadina è principalmente legata alle sfavorevoli condizioni meteo-climatiche che caratterizzano l’intera nostra area geografica (mancanza di ventilazione, elevati tenori di umidità, scarsità di precipitazioni meteoriche, ecc.). Un contributo altrettanto importante all’inquinamento atmosferico cittadino è dato dalle attività antropiche urbane e rurali (traffico veicolare, riscaldamento domestico, ecc.), mentre può essere considerato marginale quello direttamente associabile alle vere e proprie attività industriali svolte nel territorio.

L’acciaieria Arvedi, con gli enti locali, rifà la viabilità e la mobilità: più traffico pesante e meno emissioni (con spesa pubblica)

Obiettivi contrapposti perseguiti dagli enti locali, in attesa di un chiarimento che, già chiesto dal Comitato di quartiere di Cavatigozzi, sinora non è mai arrivato. I documenti presentati dall’acciaieria annunciano un aumento di traffico pesante, ma non eccessivo, che pare  più pronunciato nei documenti dell’ente Provincia, finalizzati a ottenere il contributo regionale per la riqualificazione della ex statale Codognese. La Regione ha dato un contributo di due milioni a fondo perduto all’acciaieria Arvedi per gli investimenti nella produzione di acciai al silicio. Con l’attivazione del nuovo forno, dovrebbe aumentare la produttività.

 

 

CREMONA Una nota dell’amministrazione comunale, diffusa stamattina, parla di “notizie positive” per la viabilità di Cavatigozzi, anche se fra i cittadini e anche nel comitato di quartiere non è mancata la preoccupazione per l’aumento del traffico dei mezzi pesanti, connesso al potenziamento dell’attività dell’acciaieria Arvedi che mette in funzione un nuovo forno. Il Comune di Cremona e l’amministrazione provinciale hanno presentato un progetto per le nuove infrastrutture alla Regione Lombardia, che ha dato il via libera. Il progetto preliminare è stato approvato nell’aprile scorso, e prevede la riqualificazione della rotatoria di via Acquaviva, di fronte all’industria siderurgica, nell’ambito del potenziamento dell’ex Codognese. La spesa è di 500mila euro. Da parte degli abitanti, però, era arrivata una richiesta nei mesi scorsi: quanto crescerà il traffico pesante, che l’ente Provincia ha previsto in aumento consistente? La decisione in ogni caso è già stata presa: gli uffici comunali e provinciali sono al lavoro per predisporre i progetti definitivi ed esecutivi. Anche la mobilità sostenibile sarà potenziata: il Comune ha chiesto al ministero dell’ambiente di finanziare il progetto per gli spostamenti casa lavoro che coinvolge i dipendenti e l’acciaieria Arvedi. E’ un progetto assai articolato, che vede collaborare Cremona e altri otto Comuni, compreso Spinadesco, 14 soggetti privati e il Politecnico di Milano. Assieme all’acciaieria di via Acquaviva si realizzerà una ciclabile fra Spinadesco e l’industria siderurgica, con un collegamento all’altra ciclabile Cremona-Cavatigozzi, il cui secondo e ultimo lotto è stato aggiudicato pochi giorni fa alla ditta Antonutti di Lonato, per 236mila euro, prima nella gara su 17 ditte. Km, dopo un’indagine tra i 1.500 dipendenti dell’acciaieria, che è cofinanziatrice e partner, ha proposto al ministero di creare un servizio sperimentale, per un anno, da effettuarsi con bus a emissioni zero, compatibili con gli orari di lavoro dei dipendenti. Il legame fra pubblica amministrazione, a vari livelli, e società Arvedi, rimane molto stretto.  Nello stesso tempo, quindi, i Comuni di Cremona e Spinadesco si impegnano nella riduzione di gas climalteranti e tuttavia prevedono un aumento del traffico di mezzi pesanti e di trasporti eccezionali connesso all’attività dell’acciaieria. L’ente Provincia ha previsto molto più traffico sul peduncolo: il comitato di quartiere di Cavatigozzi ha chiesto al Comune di Cremona precisazioni, senza ottenerle. Infatti i documenti ambientali sono rassicuranti, ma i documenti dell’ente Provincia, volti a chiedere finanziamenti alla Regione per la viabilità, parlano di un boom di traffico pesante.

Disservizi in periferia, stipendi alla giunta

CREMONA Anno nuovo vita vecchia, con questioni che si trascinano da anni, come le lamentele dei quartieri periferici, a partire dalla frazione Cavatigozzi. Il cosiddetto semaforo intelligente è andato in tilt da alcuni giorni, mentre nella zona dell’oratorio l’illuminazione pubblica è impazzita: era sempre accesa a San Silvestro, per poi spegnersi del tutto in black-out la notte scorsa, come se si fossero scaricate le pile.

Il comitato di quartiere presieduto da Daniele Ardigò ha segnalato venerdì il problema e ancora attende una risposta. Di notte il semaforo non ha funzionato: la strada e fortunatamente illuminata dai lampioni. In centro storico invece la luce del sole ha illuminato impietosamente lo stato di degrado del centro storico, segnalato da tempo dai cittadini. Una macchina pulitrice infatti stamattina è stata messa in azione per ripulire i muri esterni della scuola Capra Plasio, sporca e imbrattata dalle scritte, che tuttavia ancora popolano i muri della via Plasio e di altre strade del centro. In altri casi, come in via Aselli, il Comune si è avvalso dell’aiuto degli alpini, mentre per togliere diversi quintali di mozziconi di sigarette dalle strade e dai marciapiedi l’aiuto è arrivato da alcune scolaresche. Un residente di via Platina, stanco delle cattive sorprese trovate sull’uscio di casa, stamattina ha esposto un cartello per invitare il proprietario di un cane incontinente a recarsi nelle aree per cani. Cattivi comportamenti a iosa, come di chi lascia bottiglie vuote sui davanzali delle finestre, ma c’è chi si preoccupa anche per le crepe dell’intonaco, ad esempio dell’ex genio civile, vicino al tribunale. Il decoro del centro storico e la manutenzione della città è diventata molto complicata, e sono argomento di proteste e segnalazioni. Ci sono persone senza tetto che di notte, in via Sacchi, dormono nel giardino della scuola o nel giardino posteriore alla chiesa, trasformato in una piccola discarica dai passanti, malgrado l’impegno del sacerdote nel tener pulito. Piccole e grandi questioni che tormentano i cremonesi, come la serie nera di negozi chiusi in corso Garibaldi, ancora non terminata. Il 2017 si apre anche con l’incarico professionale a Giada Bruschi presso l’Informagiovani, con nuove iniziative per fronteggiare l’emergenza della disoccupazione giovanile. Il servizio si sposterà all’interno di palazzo Affaitati, che verrà prossimamente restaurato con una spesa di 800mila euro. Un’altra certezza, comunque, riguarda le indennità di funzione, cioè gli stipendi, del sindaco e della giunta: confermate e messe al sicuro con il primo atto del nuovo anno, per 315mila lordi annui, invariati da due anni e mezzo. Già stanziati anche i soldi dei gettoni di presenza dei consiglieri e del presidente del consiglio comunale: 120mila euro l’anno, secondo il numero di riunioni.

Acciaieria Arvedi, ancora boati

 

CREMONA Botti e petardi vietati a Cremona dal 29 dicembre 2016 al 3 gennaio 2017, ma i boati dell’acciaieria Arvedi sono continuati. L’ordinanza del sindaco Gianluca Galimberti, che protegge tutti i luoghi pubblici o privati in cui si svolgono manifestazioni ed entro un raggio di 200 metri da ospedali, case di cura, comunità e ricoveri di animali, ha avuto subito un tono sarcastico per alcuni abitanti di Cavatigozzi, che hanno visto la notizia proprio mentre udivano i rumori e i boati del complesso siderurgico. Tutti sono protetti dai rumori sul territorio comunale tranne gli abitanti della frazione dove l’area industriale continua ad espandersi. Stamattina il Comune ha poi fatto sapere con una nota, nello stesso giorno in cui è stata annunciata l’inaugurazione della Salerno-Reggio Calabria, che la gara d’appalto per la realizzazione del secondo lotto della ciclabile per Cavatigozzi è già stata avviata, e che i lavori termineranno definitivamente l’anno prossimo, dopo decenni di richieste giustificate dall’intenso traffico, che negli ultimi anni ha causato diversi incidenti, anche mortali, a danno di ciclisti e motociclisti. Il primo lotto di 860 metri è concluso e sarà percorribile a giorni, il secondo lotto porterà la pista alla lunghezza definitiva di 1.600 metri, dalla ditta Corazzi a Cremona fino alla palestra di Cavatigozzi. Gli espropri dei terreni hanno seguito la via della cessione bonaria al Comune, che canta vittoria, come se la convivenza tra l’area industriale e il paese un tempo agricolo fosse semplice. L’email inviata da un abitante ieri all’ufficio ecologia del Comune segnala invece che dalle 18 alle 22 s’è sentito il “solito fastidioso rumore di fondo” intervallato da boati o scrosci, forse di rottami in caduta, che proveniva dalla direzione di Spinadesco, la stessa dell’acciaieria Arvedi. Stamattina alle 6 sveglia con i rumori dell’industria, e ieri sera anche dalla parte del tubificio, vicino al porto canale, il rumore ha scosso la serata di alcuni residenti del quartiere Dossetto. Sono partite telefonate al numero verde dell’Arpa. La preoccupazione degli abitanti più esposti è che le festività, come già a Ferragosto, siano segnate dal rumore.

 

Acciaieria Arvedi, segnalati odori, rumori e nuovi mucchi di rifiuti

 

 

CREMONA Crescono ancora le montagnole di scorie dell’acciaieria Arvedi, notate dai passanti in via Riglio, lungo la ciclopedonale. Sono rifiuti d’acciaieria che possono essere trattati e riutilizzati come sottoprodotti entro un anno, e che trascorsi 12 mesi vanno portati in discarica. Appare poi una nuova collinetta di polvere chiara più fine, diversa dalle scorie scure, della quale però poco si sa. Altre scorie sono accumulate vicino alla sponda del canale navigabile, vicino a un corso d’acqua. Le attività del complesso siderurgico di Cavatigozzi sono spesso al centro dell’attenzione dei residenti per l’impatto ambientale e il bisogno di informazioni. Per questo il Comune ha organizzato l’Osservatorio Arvedi, che sarà convocato in dicembre, in una data ancora da decidere. Si potrà quindi riparlare delle segnalazioni, che sono continuate, come nell’ultimo fine settimana, per una notte difficile a Spinadesco. Le segnalazioni parlano anche di impatto olfattivo, come una decina di giorni fa: “Odore acre e pungente che irrita la gola, non si capisce bene se sia odore proveniente da un processo di fonderia o da esalazioni di prodotti chimici” sostiene un’email inviata una decina di giorni fa da un cittadino di Spinadesco all’assessore Alessia Manfredini e all’Osservatorio Arvedi. “Non è la prima volta che accade ma oggi è particolarmente persistente” ha aggiunto il cittadino, che ha chiesto attenzione con urgenza. Il giorno dopo un’altra segnalazione è partita dalla frazione di Cremona Cavatigozzi, indirizzata al comitato di quartiere, per avvisare del rumore del tubificio e del treno, sia di primo mattino, attorno alle 7, che nel pomeriggio. E ci sono vibrazioni provocate dal treno anche all’ora di cena. L’area del tubificio è stata esclusa dal piano di risanamento acustico, che comprende la sola area Nord del complesso siderurgico, dunque fra Spinadesco e Cavatigozzi, mentre il tubificio e il quartiere Dossetto di Cavatigozzi si trovano lontano un chilometro. L’indirizzo email al quale vengono inviate le segnalazioni è accessibile a tutti gli organi di controllo, l’Arpa, per i fenomeni acustici e gli odori, che varie volte hanno compiuto sopralluoghi assieme alla polizia locale di Cremona per controllare lo stato dei fatti. Il piano di risanamento acustico, prescritto dall’ente Provincia, si concluso quest’anno: è prevista una verifica, rinviata di sei mesi, e quindi ormai prossima. Da parte sua il comitato di quartiere di Cavatigozzi sta raccogliendo altre segnalazioni, ciascuna delle quali viene sottoposta a verifica dalle istituzioni.

Terzo ponte sul Po per portare traffico a Cremona e Cavatigozzi

CREMONA A poco più di una settimana dal referendum costituzionale, il Patto per la Lombardia sottoscritto dal premier Matteo Renzi e il presidente regionale Roberto Maroni promette ben 10 miliardi e 700 milioni per le infrastrutture, l’ambiente e lo sviluppo, compresi gli investimenti di 6 milioni di euro per il raddoppio della linea ferroviaria Mantova-Cremona-Codogno – atteso da anni per migliorare l’efficienza dei trasporti, dopo tanti ritardi e disservizi – e, molto più consistenti, il nuovo raccordo Castelvetro-Cremona con l’A21, di cui fa parte il terzo ponte sul Po, opera invece aspramente criticata dagli ambientalisti, anche perché passerebbe vicino alle industrie dell’area di Cavatigozzi, a rischio di incidente rilevante. Una clausola del Patto poi spiega che si tratta in ogni caso di risorse già assegnate, dalla Regione e dal governo, oltre che dall’Unione europea: l’accordo dovrebbe accelerare l’inizio dei lavori. Il sindaco Gianluca Galimberti mercoledì 30 parteciperà a un incontro fra i sindaci dei capoluoghi lombardi, a Bergamo, per chiarire quali saranno i tempi. La Lombardia, secondo il Patto, merita investimenti perché sta trainando una ripresa economica ancora limitata e presenta previsioni sopra la media nazionale. Le opere previsti privilegiano il trasporto pubblico locale e il potenziamento e la messa in sicurezza delle linee ferroviarie, per i 700mila pendolari lombardi. Di promesse però Cesare Vacchelli, dell’associazione No autostrade Sì ferrovie, è stanco: infatti ha chiesto le dimissioni del ministro Graziano Delrio, che inizialmente aveva programmato la “cura del ferro” per l’Italia e poi ha acconsentito a un nuovo lotto dell’autostrada Tirreno-Brennero, tutto emiliano, ai confini con la provincia di Cremona. E il ministro ha anche annunciato la continuazione dell’opera nel Cremonese. Per Vacchelli il serio rischio è che si facciano solo le opere stradali e non quelle ferroviarie, visti i precedenti. La presidente della commissione ambiente e viabilità del Comune di Cremona Francesca Pontiggia è soddisfatta che finalmente si parli di inizio dei lavori.  Il terzo ponte, lungo il raccordo per l’A21, si collegherà alla riqualificazione della Codognese che s’innesta lungo la via Milano, a servizio dell’area industriale di Cavatigozzi e Spinadesco, che si sta di nuovo ampliando. La Regione aveva già previsto 250 milioni per il terzo ponte e il raccordo. La pista ciclabile Cremona Cavatigozzi è stata realizzata dal Comune di Cremona anche in vista del raddoppio del traffico dei veicoli sulla Codognese, per la quale ha investito a sua volta l’amministrazione provinciale. La patto per la Lombardia comprende anche la ciclovia Vento, che unirà Torino e Venezia.

Segnalati odori irritanti nella zona dell’acciaieria Arvedi – e rumore del tubificio e del treno

“Odore acre e pungentee che irrita la gola, non si capisce bene se sia odore proveniente da un processo di fonderia o da esalazioni di prodotti chimici” è la segnalazione inviata da un cittadino di Spinadesco all’Osservatorio Arvedi organizzato dal Comune di Cremona, con la partecipazione della Provincia – che ha competenza decisionale – e degli organi di controllo. “Non è la prima volta che accade ma pggi è particolarmente persistente” ha aggiunto il cittadino, che nell’email si è rivolto all’assessore all’ambiente Alessia Manfredini, pregando di rivolgere attenzione con urgenza. Ieri sera un’altra segnalazione è partita dalla frazione di Cremona Cavatigozzi, indirizzata al comitato di quartiere, per avvisare ancora del rumore del tubificio e del treno, sia di primo mattino, attorno alle 7, che nel pomeriggio. Non mancano vibrazioni provocate dal treno anche all’ora di cena. L’area del tubificio è stata esclusa dal piano di risanamento acustico, che comprende la sola area Nord del complesso siderurgico, dunque fra Spinadesco e Cavatigozzi, mentre il tubificio e il quatiere Dossetto di Cavatigozzi si trovano lontano un chilometro. L’indirizzo email al quale vengono inviate le segnalazioni è accessibile a tutti gli organi di controllo, l’Arpa per i fenomeni acustici e gli odori, che varie volte hanno compiuto sopralluoghi assieme alla polizia locale di Cremona. Il piano di risanamento acustico, prescritto dall’ente Provincia, si concluso quest’anno: è prevista una verifica, rinviata di sei mesi, e quindi ormai incombente. Da parte sua il comitato di quartiere di Cavatigozzi sta raccogliendo altre segnalazioni, ciascuna delle quali viene verificata dalle istituzioni, che hanno istituito un filo diretto con il complesso siderurgico cremonese.

Il video si riferisce a più di due anni fa.