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Più videosorveglianza tranne che a Cavatigozzi

 

CREMONA La speranza è trovare una sorpresa sotto la pista ciclabile: la fibra ottica, che ancora esclude la frazione Cavatigozzi, dove infatti non è stato possibile collocare nessuna delle 51 telecamere di videosorveglianza attivate dal Comune in collaborazione con la polizia e i carabinieri lungo un’infrastruttura di 48 chilometri. Se i quartieri hanno bisogno di più sorveglianza, ecco quattro nuove telecamere, ma per il Cascinetto, Maristella, San Felice e via Giordano, non certo nella frazione che confina con Spinadesco, dove pure per giovedì sera il comitato di quartiere ha convocato un’assemblea pubblica sul controllo del vicinato, anche per i cittadini di Picenengo e San Predengo, con la partecipazione della polizia locale. Sarà proprio la linea diretta con la municipale, mediante il vigile di quartiere – naturalmente affidandosi all’Adsl, finché Linea.com non provvederà alla fibra ottica – e la sorveglianza effettuata di persona a dare più tranquillità ai residenti. Fa un effetto singolare quindi la nota diramata dall’assessore Barbara Manfredini, che ricordando come i furti in appartamento abbiano alterato la percezione di sicurezza, sottolinea che l’amministrazione è fortemente impegnata nell’ampliamento della videosorveglianza e che la presenza della fibra ottica è in questo caso “un aspetto indispensabile dal quale non si può prescindere”, tranne che a Cavatigozzi. Cremona comunque, grazie ai cittadini e alle forze dell’ordine, sta attivando gradualmente il controllo del vicinato in tutti i quartieri. Gli occhi aperti dei vicini di casa hanno sventato un furto in questi giorni al Maristella, quartiere già preso di mira dai ladri. Da oggi Maristella, via Maffi, via Giordano e San Felice possono contare su telecamere di tipo “dome” ad altissima definizione, collegate non solo con la centrale operativa di piazza Libertà ma anche con le centrali operative di Carabinieri e Questura, per intervenire in tempi più rapidi in caso di necessità. Cavatigozzi aspetta ma potrà puntare sull’efficacia della teoria delle finestre rotte, diventata famosa ai tempi della tolleranza zero del sindaco di New York Rudolph Giuliani. Una finestra rotta ne genera un’altra, due finestre rotte attirano un ladro. Manutenzione, cura e sorveglianza hanno reso vivibile anche il Bronx prima dell’era di internet. A Cavatigozzi le proteste hanno comunque ottenuto in questi giorni che l’amministrazione rimediasse a una dimenticanza: un marciapiede senza scivolo per disabili.

Ciclabile per Cavatigozzi, resta l’incubo dei reperti archeologici

“Meglio se non si fa nemmeno, a questo punto!” mormoravano i critici cavatigozzesi più sapidi. Invece si fa, anzi, la pista ciclabile Cremona-Cavatigozzi viene raccontata metro per metro dai comunicati dell’amministrazione, che implacabilmente si vendica senz’odio bensì con servizievole spirito. A chi altri può interessare che si collochi un cartello di segnaletica stradale e un senso unico alternato? L’automobilista se ne avvede anche se accaldato e conturbato dall’ozono perennemente poco sotto la soglia d’allerta. Si nota quindi una certa letizia nel comunicare e far sapere quella che appare ormai una kermesse di atti amministrativi.

Solo l’incubo del ritrovamento di reperti archeologici può inquietare l’amministrazione galimbertiana. Era quello uno dei problemi affiorati all’inizio dei lavori.

Il percorso probabilmente è stato deviato e se antichciclabilecavaperrifasanii consoli o manipoli di centurioni non risorgeranno in via Milano il ciclista procederà spedito e sicuro, nell’anno 2018, prima delle elezioni, con le sue due ruote fra Cremona e Cavatigozzi.

La foto non è riferita agli imminenti lavori, che iniziano oggi, bensì allo sfortunato conato dell’amministrazione Perri, nella campagna elettorale 2014, quando il cantiere, dopo il disboscamento iniziale, venne fermato.