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Deposito rottami in rapida crescita

CREMONA Grande delusione tra i rappresentanti del quartiere di Cavatigozzi, dopo l’incontro di ieri pomeriggio con il Comune negli uffici di via delle Colonnette: l’amministrazione infatti avrebbe dimostrato, da quanto riferiscono gli esponenti del comitato di quartiere, di non essere nemmeno al corrente dei problemi legati al nuovo deposito di rottami dell’acciaieria Arvedi, situato in via Acquaviva, vicino alla Sol, a 50 metri dalle case. I cittadini hanno segnalato sversamenti continui di materiali metallici, cicalini del treno che fischiano continuamente, anche in ore notturne, traffico di tir e lavorazioni dalle 8 alle 17. Al confronto erano presenti due assessori, Rodolfo Bona e Simona Pasquali, oltre ai dirigenti Marco Pagliarini e Mara Pesaro. Per il comitato erano presenti Luciano Ferragni, Luigi Frigoli, Roberto Mariani e Stefania Lampugnani. Il deposito di rottami ha sinora un’autorizzazione temporanea fino al 31 dicembre, concessa dall’ente Provincia, per un’attività che sarebbe stata interrotta l’8 agosto; ma, da quanto è trapelato durante l’incontro, l’acciaieria ha presentato la richiesta di un’autorizzazione unica ambientale, della durata di 15 anni, per estendere il deposito attuale sino ad utilizzare completamente l’area dismessa da anni dall’ex falegnameria, e ora di proprietà. La nuova attività riguarda i rottami di alta qualità, che consentono quindi prestazioni migliori, abbattendo i costi di produzione. Approfittando del momento favorevole del mercato e dell’installazione del nuovo forno, già in febbraio l’acciaieria aveva fatto incetta di questi materiali, con l’effetto di veder arrivare numerosi camion. Era stato occupato completamente il peduncolo, e tanti altri ne giungevano dalla Paullese e dalla tangenziale di Cremona. I due assessori però nulla sapevano del gran traffico di mezzi pesanti su una strada pubblica con profonde buche, e del rumore causato dallo spostamento di rottami, tanto che il comitato di quartiere ha inviato oggi un’email per invitarli a visitare la zona. I due assessori ritenevano che il deposito si trovasse ancora in una zona di via Riglio, più lontana dalle abitazioni di Cavatigozzi.

Le consulenze raddoppiano, paga il privato; altre spese per la liuteria

Gli incarichi esterni sono salvi e liberi dai pericoli dell’austerity europea o anche solo cremonese, anzi quest’anno i colletti bianchi chiamati a soccorso degli uffici comunali fanno segnare un boom. Non c’è taglio che tenga, neanche se lo Stato ogni anno riduce i finanziamenti agli enti locali. Ci penseranno i privati o comunque altri enti pubblici a pagare il conto, e in misura abbondante, fino al 75,5% del costo di specialisti, esperti e professionisti al servizio del Comune di Cremona. Le consulenze aumentano in un anno da 250mila a ben 660mila euro. L’amministrazione continuerà a spendere quest’anno come nel 2015, ma la Fondazione Cariplo provvede con mezzo milione di euro per l’efficientamento dell’illuminazione pubblica. In commissione bilancio l’assessore Maurizio Manzi ha già dato annuncio della decisione presa dalla giunta, che dovrà passare per le forche caudine delle opposizioni nel prossimo consiglio comunale. Lo schermo protettivo, a tutela dell’iniziativa del centrosinistra – che in diversi casi ha dato gli incarichi agli stessi dipendenti comunali – lo danno i lavori per la sicurezza delle scuole d’infanzia, che prevedono l’aggiornamento dei documenti di valutazione del rischio. Il Comune pagherà per questo 13.100 euro. Incombono però anche prestazioni professionali, ad elevato contenuto specialistico, come giurano in municipio, a supporto del progetto Urban Wins Horizon 2020 Waste 2015, per migliorare la gestione dei rifiuti e la raccolta differenziata nel contesto cittadino, in attesa della chiusura dell’inceneritore. Costa consulenze il settore cultura, musei e city branding, con un progetto pilota per la liuteria presso i laboratori di ricerca del Museo del violino, oltre ad altri incarichi per contenuti multimediali 3D e la ricostruzione virtuale della Cremona del Cinquecento. L’insistenza sulla liuteria come motore dello sviluppo della città di Cremona continua e costerà altri 58mila euro, pagati anche da contributi di enti e privati, per un totale di 71mila euro. Il bilancio municipale quindi non viene gravato dal prezzo delle consulenze e non si tradurrà in aumenti di tasse: la spirale della spesa per i colletti bianchi torna però a salire, dopo anni di collaborazione fra Comune e privati, in piena armonia.

Piazza Roma, lotta al degrado

Dosi di hascisc e marijuana nascoste nei punti più inattesi, anche se sotto gli occhi di tutti, nell’incavo della roccia e persino su una ragnatela a pochi centimetri dal suolo, nella grotta delle montagnole di piazza Roma, diventate da tempo uno dei luoghi dello spaccio. Le ha trovate la polizia di Stato che stamattina ha compiuto un’operazione antidroga della Squadra Volante di Cremona, supportato dal reparto prevenzione crimine di Milano e dall’unità cinofila di Bologna. Altre dosi di stupefacenti sono state gettate a terra dai malviventi all’arrivo degli agenti, che le hanno recuperate, e hanno portato in Questura due spacciatori, entrambi immigrati di origine africana. Fermati e perquisiti, i due uomini portavano con sé diverse dosi nei calzini e nei pantaloni. Lamentele e segnalazioni non sono mancate negli ultimi tempi da parte dei cittadini, esasperati dalle condizioni in cui sono precipitati i giardini pubblici. Liberare piazza Roma dal degrado e dalla criminalità e farne è diventato uno degli obiettivi dell’amministrazione cittadina per far rinascere il centro storico, duramente colpito dalla crisi. Nemmeno dieci giorni fa, mercoledì 7, il Comune ha consegnato al comitato di quartiere centro la nuova sede, cioè la “casetta del custode”, che sorge a fianco delle montagnole e di un’area di giochi per bambini, sul lato di via Ingegneri. Nella casetta è stato inoltre aperto lo sportello del vigile di quartiere. L’assessore Rosita Viola ha spiegato che il progetto, che ha preso nome “comunità in movimento”, intende riattivare la cittadinanza e dare un segno di attenzione e presenza da parte del Comune. Due giorni dopo, durante un controllo della polizia locale, una ragazza di 16 anni è stata sorpresa, grazie alla videosorveglianza, a fumare hascich e segnalata alla Prefettura. Ma i controlli si sono intensificati da mesi. Due giorni dopo Ferragosto le guardie ecologiche volontarie hanno segnalato l’abbandono di rifiuti, mentre la polizia di Stato e la Guardia di Finanza hanno pattugliato i giardini, la vicina galleria XXV Aprile. In luglio sono stati i carabinieri ad arrestare uno spacciatore di marijuana in piazza Roma, un immigrato africano sui trent’anni, che aveva cercato di far sparire le dosi ingoiandole. I giardini pubblici risultano particolarmente malconci, come ha sottolineato il presidente del comitato di quartiere Paolo Marcenaro: l’impianto di irrigazione non funziona bene, il verde non è molto curato e i comportamenti non sono appropriati. C’è chi usa le montagnole al posto dei servizi igienici. I giardini sono sottoposti da anni anche a derattizzazione, vista la presenza di topi. Manca insomma una manutenzione costante, anziché semplici interventi saltuari.

16 settembre 2016

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