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Seconda ondata di esami e visite a pagamento

CREMONA Dopo i mesi drammatici dell’emergenza pandemica e tanti appelli per rafforzare la medicina territoriale, la sanità cremonese è esattamente al punto di prima, mentre l’ospedale è stato inserito dalla Regione Lombardia nella rete dei 17 centri di cura dei malati più gravi di covid-19. In caso di seconda ondata autunnale, i contagiati cremaschi e lodigiani potranno essere ricoverati a Cremona, dove la direzione di largo Priori prepara i diversi scenari di riferimento e i protocolli adeguati per organizzare le cure e di nuovo rimodulare l’organizzazione dei reparti e degli spazi, se necessario. Sale la preoccupazione tra i cittadini e gli amministratori locali, però, per la difficoltà che potrebbero trovare i pazienti colpiti da altre malattie e bisognosi, ad esempio, di chemioterapia: il rischio è che non sia più possibile per i cremonesi rivolgersi alla sanità pubblica nella loro città. Anzi, ci sono casi di tempi d’attesa che superano gli otto mesi mentre si moltiplicano i casi di persone indirizzate dall’ospedale di Cremona alle strutture private, per esami e visite a pagamento, che si tratti di mammografia, visita oculistica o cardiologica o intervento di chirurgia vascolare, che il paziente sia un bambino o un pensionato oltre gli ottant’anni. Matteo Piloni, dai banchi della minoranza, ha segnalato al consiglio regionale che ci sono migliaia di persone che non riescono a prenotare nelle strutture pubbliche di Cremona, Crema e Casalmaggiore. Intanto dal centrodestra e parte del centrosinistra si propone un nuovo ospedale a Cremona, mentre lo stesso direttore dell’Asst Giuseppe Rossi non ha accettato sinora il confronto chiesto dai sindaci sulla medicina territoriale e la prevenzione. Argomenti che si ripresenteranno nelle prossime riunioni tra sindaci, a partire da fine agosto.

Crema verso la revoca della cittadinanza onoraria di Benito Mussolini

Il sindaco di Crema Stefania Bonaldi ha annunciato con un comunicato, riportato di seguito, l’intenzione di revocare la cittadinanza onoraria data dal consiglio comunale di Crema nel 1924. Occorrerà di conseguenza, precisa Bonaldi, un nuovo voto del consiglio comunale.

Personalmente, credo che dare la cittadinanza di Crema a Mussolini nel 1924 sia stato un modo per acquistare credito presso il dittatore, con l’adulazione. Il riconoscimento della cittadinanza oggi forse è più sentita di ieri. Sarebbe comunque giusto dare la cittadinanza ai figli degli immigrati per toglierla al tiranno. Plaudo quindi al sindaco Stefania Bonaldi.

 

La delibera del 1924 con la quale l’allora consiglio di Crema ha eletto a cittadino
onorario Benito Mussolini è stata una scoperta. È bene premettere questo fatto: non eravamo al corrente di questo documento, così lontano nel tempo. Ora però che lo
sappiamo, non possiamo fare finta di nulla.

Su Mussolini e il fascismo la Storia ha già espresso il suo inappellabile giudizio,
non è a questo compito che possiamo sentirci chiamati. Noi, prima ancora da
cittadini di una democrazia consapevole che in qualità di amministratori, siamo
chiamati ad esercitare nella maniera corretta la memoria, un compito che
richiede un impegno costante perché in caso contrario la Storia si impasta in un
grumo indistinto di avvenimenti, tutti dello stesso tenore e falsamente equivalenti,
la via più diretta per arrivare alla neutralità che, insegnava Elie Wiesel,
“favorisce sempre l’oppressore, non la vittima”.

Per questo motivo personalmente credo che il giudizio della Storia ci chiami ora alla approvazione dei “decreti attuativi”, revocando di conseguenza quella onorificenza.
Ciò detto, la competenza resta del Consiglio Comunale e sarà in tale sede democratica che, insieme a tutti i rappresentanti eletti, formalizzerò la mia posizione, secondo quanto ho espresso e secondo ciò che la mia coscienza e la mia cultura democratica mi suggeriscono.

“Invece di fare la bonifica, togliamo la discarica dalla mappa”

SERGNANO CR Incredibile vicenda della discarica Piacentini di Sergnano, che ancora una volta compare e scompare dai documenti ufficiali ora della Regione, ora della Provincia se non dell’Unione europea, per rimanere però drammaticamente al suo posto, da mezzo secolo in riva al Serio e in zona golenale, ma clamorosamente esclusa dal Progetto di piano per la valutazione e la gestione del rischio di alluvioni. Una direttiva europea vieta esplicitamente che le discariche possano trovarsi in zone alluvionabili: dovrebbero essere bonificate, invece nulla cambia, a Sergnano come a Rivolta d’Adda, dove la discarica Zita si trova a propria volta sulla sponda del fiume, anch’essa da mezzo secolo. A Sergnano la Regione ha disegnato una zona a rischio di alluvione: il precedente è del 1979, quando l’acqua aveva in parte sommerso il centro abitato, arrivando sin quasi alla statale. Nemmeno lo stoccaggio di gas dovrebbe trovarsi in un’area così delicata, oltretutto nel parco regionale del Serio, eppure non cambia mai nulla. Il progetto di piano regionale sul rischio di alluvioni non è stato nemmeno consegnato dal Comune a tutti i consiglieri comunali: Enrico Duranti rileva che la direttiva europea 2007/60/CE prevede esplicitamente anche l’informazione e la consultazione del pubblico, procedura disattesa ancora una volta. E così si profila il rischio di un’altra infrazione europea.

 

L’ammasso di rifiuti che prende il nome del fu proprietario Piacentini, cui sono subentrati gli eredi, ha contenuto anche rifiuti tossici, non solo urbani, quindi andrebbe messa in sicurezza per evitare che le sostanze accumulatesi in tanti anni si sversino nel fiume. Nella stessa zona esistono altre discariche chiuse, come l’ex cava Alberti, nelle prossimità della Palata Menasciutto, e un’altra ancora, a Crema in zona Santa Maria. Pende l’ipotesi più sciagurata: in caso di alluvione e di dispersione dei rifiuti nel fiume Serio chi paga, se la Regione non riconosce nemmeno il rischio? Quando si tratta di ambiente e di partecipazione, nota Enrico Duranti, i documenti spesso restano nei cassetti e il pubblico non può intervenire nemmeno se le direttive europee lo prevedono, come anche la direttiva Seveso, e i diritti riconosciuti per legge vengono di fatto cancellati con un colpo di spugna. Se la discarica è un problema, la si cancella dalle mappe, ma la bonifica non si fa.

Depuratore guasto, Duranti: “Il sindaco mente”

Il sindaco Gianluigi Bernardi ha mentito: questo l’attacco del consigliere comunale d’opposizione Enrico Duranti, che ha scelto di procedere per vie legali, per un chiarimento su un guasto del depuratore di Sergnano, l’inquinamento conseguente e la risposta del sindaco a un’interrogazione dello stesso consigliere, considerata deludente e coscientemente fuorviante.

I fatti risalgono al periodo tra marzo e aprile di quest’anno, quando numerosi cittadini si lamentano per gli aspri odori emessi dal depuratore di Sergnano. Negli stessi giorni, le acque della riserva naturale Palata del Menasciutto vengono inondate da schiume insolitamente resistenti, come avessero contenuto sostanze chimiche. I solleciti rivolti al Comune non ricevono risposta, quindi Duranti fa una segnalazione ai carabinieri per le schiume e un’interrogazione al sindaco sulla situazione del depuratore. Contemporaneamente anche a Pianengo viene chiesto da alcuni abitanti un intervento, viste le schiume all’interno della riserva naturale. Le analisi vengono consegnate da un cittadino a Enrico Duranti, che poi, confrontando le relazioni dell’Arpa e di Padania Acque con la risposta del sindaco Gianluigi Bernardi, trae una conclusione: il sindaco non dice la verità. Precisamente il sindaco sostiene che l’8 aprile il responsabile dell’ufficio tecnico gli ha riferito di aver verificato il normale funzionamento del depuratore, che ha richiesto alcuni miglioramenti. Inoltre Bernardi riferisce che in seguito a ulteriori controlli di Padania Acque e dell’Arpa sono state rilevate alcune difformità. Duranti rileva alcune contraddizioni. Dopo aver constatato il “normale funzionamento” dell’impianto, lo stesso sindaco riferisce che sono stati eseguiti prelievi e controlli. Poi il sopralluogo e la relazione dell’Arpa, conseguenti all’esposto presentato ai Carabinieri dallo stesso Duranti, mettono in chiaro che le acque sono state inquinate. L’Arpa ha riscontrato un guasto al circuito di riciclo dei fanghi biologici, che ha peggiorato la qualità dello scarico che viene immesso nel fiume Serio. Vengono quindi prelevati campioni d’acqua e fatto un monitoraggio, da cui risulta, in tre casi, che alcune soglie vengono superate negativamente. Il depuratore di Sergnano era guasto dal 3 marzo ed è circolata acqua inquinata. I campioni d’acque reflue prelevati vicino ad alcuni allevamenti non rientravano nei parametri previsti per l’ossigeno, l’ammoniaca e il fosforo totale. Già il 3 marzo veniva segnalato lo scarico anomalo. Duranti conclude che il sindaco “sapeva tutto e ha taciuto. Per lui, come sempre, tutto è normale. Per noi del Movimento 3.0 non è nulla normale”. Da parte propria Padania Acque rimedia realizzando il collettore fognario Sergnano-Pianengo, che sostituisce il vecchio depuratore.

Bullismo e sostanze, prima campanella con i carabinieri

 

Contrasto al bullismo, al traffico di sostanze stupefacenti – fenomeno dilagante nelle giovani generazioni – e ai furti di biciclette a danno degli studenti. Per questo stamattina i carabinieri si sono attivati con più pattuglie e carabinieri di quartiere per vigilare tutte le medie superiori, sia all’ingresso che al termine, come già all’inizio degli anni scolastici preccedenti, nel 2014 e nel 2015. img-20160912-wa0009

Durante l’anno i militari, d’accordo con i dirigenti scolastici, torneranno per una serie di controlli a campione con le unità cinofile: la presenza dell’Arma è stata ampiamente apprezzata, considerata la diffusione dell’illegalità.

Il sindaco di Crema, Stefania Bonaldi, nel suo saluto scritto sulla sua pagina Facebook riferisce dell’emozione che lei stessa come mamma ha provato: “Bambine e bambini, ragazze e ragazzi, Buon #primogiorno di #scuola. Mamme e papà godetevi appieno l’emozione di quando li accompagnate per mano fino al portone della scuola. Quei sentimenti quando cresceranno vi mancheranno un sacco! Buon #inizio anche alle prof e ai prof, ovviamente!!!”

In Lombardia è oggi infatti il primo giorno di scuola per gli istituti superiori e la maggior parte delle scuole. Le primarie statali hanno iniziato l’8 settembre.

Interessante il confronto tra Stefania Bonaldi e il primo cittadino di Cremona, Gianluca Galimberti, che parla più da insegnante e da sindaco che da cittadino: “L’inizio del nuovo anno scolastico è inizio di un nuovo periodo vitale per la città. Le scuole sono i luoghi più importanti in cui vive la vita stessa della città e impegno, fatiche e bellezza e responsabilità dell’apprendere e del sapere sono ingredienti che rendono straordinario questo inizio di anno scolastico. Dipende da ognuno di voi studenti, dipende da ognuno di noi, rendere questo anno ricco di significati per la nostra vita e per la vita della città. Grazie a voi studenti, grazie ai maestri e ai professori, pilastri di questa società, e grazie alle vostre famiglie che vi accompagnano in questo percorso di crescita. Buona scuola a tutti!”