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Sindacato di base in Comune: basta subappalti

16.1.2017

 

CREMONA Troppi subappalti a Cremona si sono conclusi col fallimento della società mentre i dipendenti hanno dovuto far causa per sperare di ricevere gli stipendi. Stamattina Fulvio Di Giorgio, del sindacato di base Si.bas, ha incontrato assieme a due delegati della stessa organizzazione la vicesindaco Maura Ruggeri per chiedere una svolta: il rischio, per il Comune, è di finire in tribunale con Linea Gestioni, perché il sindacato vuole giustizia. Sinora tre dei 22 lavoratori della Femar ambiente, impegnati nella raccolta differenziata in subappalto con Linea Gestioni, sono stati assunti in Linea, altri tre sono entrati in un’altra cooperativa e 16 attendono risposte: uno di loro non riceve lo stipendio da luglio, un altro da ottobre, altri venti sono senza paga da novembre.

Hanno raccolto i rifiuti anche usando mezzi di trasporto non in regola e pagando il pieno al distributore di tasca propria. A queste condizioni vincere l’appalto costa poco ma i costi li pagano i dipendenti del subappaltista. Sono persone impegnate da oltre 10 anni nella raccolta differenziata e non sono ancora state messe in regola. Ci sono stati problemi in questi anni con la cooperativa Luna e con la Pulicoop a Cremona, ma i casi sono tanti, Di Giorgio ha fatto vertenze anche a Piacenza. A Modena l’87% delle imprese controllate non sono risultate in regola con i contratti, molti i casi anche al mercato ortofrutticolo di Milano. La vicesindaco Maura Ruggeri si è mostrata disponibile a intervenire subito per sanare l’irregolarità e verificare i presupposti legali di surroga degli stipendi arretrati: paghi insomma Linea Gestioni altrimenti sarà il Comune a ricevere una richiesta. La normativa nazionale è troppo punitiva per i lavoratori, costretti di solito a chiedere gli stipendi a società già fallite, facendo cause di recupero. Pesante poi la critica del sindacato di base ai confederali che hanno firmato troppi accordi con riduzione dei salari minimi e delle tutele contrattuali. Basta subappalti allora, secondo il sindacato di base: che sia l’appaltista a garantire il servizio, anche assumendo con uso della flessibilità esistente sul mercato del lavoro. La richiesta di Fulvio Di Giorgio si richiama inevitabilmente al Patto etico per la legalità nel lavoro, firmato nel 2015 dal sindaco Gianluca Galimberti per garantire il rispetto dei contratti.

Meno rifiuti, più povertà

 

CREMONA Dieci anni di cura dimagrante per i bidoni delle immondizie, che fra 2006 e 2015 a Cremona pesano quasi un quintale in meno pro capite, scesi da 618 a 522 kg annui, secondo i dati Arpa riproposti dalla Coldiretti Lombardia per la settimana europea della riduzione dei rifiuti, iniziata ieri. Incide pesantemente il calo dei consumi, ma occorre tener conto anche della tendenza culturale alla sobrietà e della dematerializzazione dei testi, per effetto di internet.

Ciò che non è diminuito in modo sensibile e corrispondente del 10% è la tassa locale, in proposito anzi Lucia Lanfredi dei 5 stelle preme per l’applicazione della tariffa puntuale, in modo che si paghi secondo quanto si consuma e con addebito personale. Arrivano segnalazioni dalle periferie e dal centro storico, infatti, di una raccolta differenziata condotta in modo scorretto da una parte di alcuni abitanti, con l’effetto di liti tra vicini di pianerottolo a causa del rischio di multe anche di 500 euro date dai vigili all’intero condominio, dove c’è chi paga sempre, anche per gli insolventi. I grandi obiettivi della politica europea per l’incremento della differenziata, che a Cremona è salita in dieci anni dal 40 al 57% e quest’anno è arrivata al 70%, si scontrano dunque con una parte di cittadini che in città la differenziata proprio non la fa, e riempie i primi bidoni che trova con l’indifferenziata, anche solo per evitare il disagio dell’orario di ritiro e l’esposizione di mucchi di immondizia lungo i marciapiedi davanti a casa. Il Comune dunque va in pressing nelle scuole, per diffondere senso civico, e sensibilizza i cittadini: già 1.529 abitanti conferiscono i rifiuti organici domestici e ritirano compost per orti e giardini, come fa sapere l’assessore Alessia Manfredini. La crisi economica e il calo dei consumi però restano tabù per l’amministrazione, mentre i servizi sociali provvedono a erogare farmaci a chi non può permetterseli, aiuti economici di vario genere e ultimamente altri tre funerali di povertà a spese del municipio, dato che una parte della popolazione non ha i soldi neanche per pagarsi le esequie. Dunque il fatto che Cremona superi la media regionale, nel calo dei rifiuti, è positivo per l’ambiente, mentre la connessione tra politiche ambientali ed economia è ancora lontana. La strategia del settore ambiente intanto entra nei dettagli, ad esempio, con le campagne contro l’abbandono dei mozziconi sui marciapiedi e lo spreco alimentare. La Coldiretti da parte sua sottolinea il riciclo dei materiali in agricoltura – carta, imballaggi, manichette di plastica per l’irrigazione – ma quanto allo spreco alimentare si accompagna ad altri fenomeni come il consumo degli alimenti dopo la data di scadenza, per risparmiare, o la riduzione della spesa.

Multa fino a 500 euro a chi non fa la differenziata

C’è una Cremona profonda, radicata nel centro storico e in alcune delle vie principali, come Corso Vittorio Emanuele II, che non accetta la raccolta differenziata e insiste nelle pratiche meno virtuose, come l’abbandono selvaggio dei rifiuti, usando i cestini del centro come cassonetti. Nello stesso tempo il porta a porta ha fatto salire la percentuale dal 50 al 70 e la città è diventata più sporca.

Alcuni uniscono tutti i tipi di rifiuti nei sacchi che portano in uno dei contenitori della zona di palazzo Cittanova o in altri punti, altri espongono in anticipo di 24 ore sul marciapiede sacchetti e contenitori, che in alcuni casi, svuotati da Linea Gestioni, vengono poi riempiti dai passanti con bottiglie di plastica, mozziconi, biglietti di parcometri, carta e persino pannoloni. Chi sarà multato in questi casi? Il disagio della differenziata in centro così si somma alla carenza di cestini e all’abbondanza di comportamenti negativi. Chi preleva lattine e bottiglie dai distributori automatici lascia spesso i vuoti sui davanzali delle finestre o nelle fioriere, dove a volte le cartacce soffocano i fiori. “Perché devo impegnarmi tanto nella differenziata se poi sui marciapiedi si trova di tutto?” E’ una delle lamentele più diffuse. A un anno dall’estensione del porta a porta a tutto il territorio cittadino, il Comune gongola per il risultato del 70% e inizia ad applicare i primi bollini gialli e rossi, veri e propri avvisi che saranno seguiti dalle multe, salatissime, fino a 500 euro, a chi non fa la differenziata come si deve. Si replica a Cremona il sistema americano di sanzioni pesanti per cambiare le abitudini dei cittadini. I controlli saranno intensificati e da ottobre i sacchetti composti in modo irregolare oppure esposti troppo presto non saranno ritirati. D’altro lato al Comune e a Linea Gestioni sono arrivate lamentele: per l’umido sono stati chiesti tre passaggi alla settimana. Da parte propria il Comune ricorda, avendo notato che i rifiuti ingombranti a volte sono buttati sui prati, nelle zone periferiche, come a Cavatigozzi, che è possibile il ritiro a domicilio o al centro di San Rocco. Gli altri tipi di rifiuti possono essere conferiti al centro di raccolta di via dell’Annona