Tag: elezioni

Bonaldi, più debole, rischia il ballottaggio

Dopo la renzizzazione, pur contrastata da Stefania Bonaldi in una direzione nazionale, il Pd non è più lo stesso e la sindachessa non potrà più contare sul bonus novità per la prima donna eletta; dovrà anzi dimostrare di aver compiuto le scelte giuste. Il centrodestra si ricompatta, Antonio Agazzi è disponibile a una ricandidatura senza però scalpitare: non si faranno primarie. Rifondazione si autotutela, si sgancia dal Pd e prepara una corsa solitaria, anzi aperta alla massima partecipazione per un progetto di sinistra, sociale e ambientale, che valorizzi il Comune e il ruolo della sfera pubblica dopo un’ondata strabiliante di privatizzazioni. E così il Prc brinda senza Pd, quindi felice. Ma il M5s che fa? Pensa solo a far perdere il Pd, che potrebbe essere sconfitto dal centrodestra al ballottaggio col sostegno grillino? Enrico Duranti, vicino al M5S ma non interno, resta a Sergnano: Crema, al centro di scelte nazionali molto discutibili, potrebbe esprimere uno slancio nuovo, sempre che la competizione elettorale non resti un gioco a tre fra comitati e cittadini che scelgono il meno peggio.

 

CREMA CR Nubi tempestose sul sindaco di Crema Stefania Bonaldi, che in primavera, alle nuove elezioni comunali, dovrà vedersela con una candidatura di centrodestra unitaria, dato che Lega, Forza Italia e la galassia del centrodestra si ricompatta, mentre ieri sera il comitato politico federale di Rifondazione, guidato dal segretario Andrea Serena, ha votato l’addio definitivo al Pd, per iniziare un cammino autonomo verso una lista di sinistra più partecipata possibile. In caso di contrasto estremo, il Pd potrebbe premere per l’uscita anticipata dell’estrema sinistra dalla maggioranza, con i suoi due consiglieri. Stefania Bonaldi nel 2012, all’epoca del governo Monti che aveva causato la divisione tra Lega e Pdl, aveva vinto al primo turno per pochi voti. Quest’anno perde il 5% dei comunisti, che erano stati la seconda lista: la Lega nei sondaggi nazionali è cresciuta, mentre il sindaco, dopo l’opposizione alla linea di Renzi, ha però proseguito sulla linea di privatizzazione dei servizi pubblici, dalla piscina, all’acqua, luce e gas, affidando le politiche ambientali al segretario provinciale del Pd Matteo Piloni, che ha tenuto un profilo moderato, mentre Enrico Duranti, preparato sui dossier nazionali delle politiche ambientali ed energetiche, nella vicina Sergnano, ha posto l’attenzione sulla crisi ambientale del Cremasco. E sull’emergenza delle polveri sottili Crema non appare in prima linea. Sono un’incognita per ora i cinque stelle, che con Alessandro Boldi avevano sfiorato il 10%, e che potrebbero ottenere molto di più, se il radicamento territoriale, ancora debole, intercetterà l’orientamento nazionale degli elettori. Stefania Bonaldi per il Prc è la portatrice delle politiche di un Pd alla deriva verso posizioni neoliberiste e antisociali. Per Serena, a Bonaldi faceva comodo svincolarsi dal renzismo nazionale, anche perché Renzi a Crema non pare maggioritario. La linea di Pisapia poi sembra piacere più al ceto politico, Bonaldi e Franco Bordo compresi, che ai cittadini: il nuovo Ulivo non avrebbe grande attrattiva. Meglio quindi rompere: Rifondazione vuole politiche sociali che a Crema pur tra luci e ombre non sono state in primo piano. La delega alla casa a Mario Lottaroli, per affrontare l’emergenza abitativa, non si è mai concretizzata, anche se il sindaco vanta i risultati ottenuti nel sostegno alle famiglie che rischiano lo sfratto. A gennaio il centrodestra dovrebbe scegliere, stavolta senza primarie, la candidatura. Stefania Bonaldi non è più una novità, mentre le questioni della sicurezza, dell’immigrazione e della manutenzione della città, su cui punterà il centrodestra, potranno avere particolare rilievo.

Provincia al voto senza dibattito, in nome delle infrastrutture

Aggressività conservatrice dell’ente Provincia, che stringe le fila attorno al Pd e al suo dirigente Massimo Placchi (coordinatore funzionale con interim fresco fresco al Patrimonio) e senza alcun dibattito va alle urne per un programma fatto di cantieri edili, manutenzioni di scuole e rinnovate infrastrutture. Fra le scuole, ce n’è una particolare: l’acciaieria Arvedi che necessita di riqualificata viabilità.

CREMONA Le prossime elezioni provinciali, per quanto domenica 6 novembre dalle 8 alle 20 possano votare solo sindaci e consiglieri comunali nella sede di corso Vittorio Emanuele II, preoccupano non pochi ambientalisti sia per il programma della lista che candida Davide Viola del Pd, candidato presidente largamente favorito, che per il ruolo che l’ente sta garantendo con un’impressionante conferma delle scelte strategiche di Massimiliano Salini, centrodestra, oggi europarlamentare. La continuità rispetto agli ultimi due anni è rivendicata dal segretario provinciale Pd Matteo Piloni in una lettera agli iscritti del 18 ottobre, che si richiama all’ex presidente Carlo Vezzini, che però non ha compiuto inversioni di tendenza. A sua volta Davide Viola in una lettera a tutti gli amministratori comunali (cioè gli elettori)…

… sottolinea di essersi occupato soprattutto di seguire gli aspetti economici e finanziari legati al bilancio. Mette i brividi il silenzio sull’ambiente, in un assordante mancanza di dibattito con il centrodestra, che si è spaccato in due liste senza candidato presidente, condannandosi così alla sconfitta: in una lista ci sono gli uomini forti dei partiti storici, come Gianni Rossoni, Paolo Abruzzi e Marcello Ventura, nell’altra i battitori liberi come Alberto Sisti e Giuseppe Lanzanova di Soncino. L’assenza di conflittualità dimostra la convergenza sul programma da realizzare come Provincia o come Area vasta, comunque vada il referendum costituzionale. Infatti il Piano triennale delle opere pubbliche è stato approvato senza discussioni: lavori per 40 milioni, molte le manutenzioni straordinarie degli edifici scolastici, costruzione della nuova sede del liceo classico di Crema in via Piacenza, oltre a una serie di infrastrutture fra le quali dominano il rinnovato ponte sull’Adda per 18 milioni, a completare il raddoppio della Paullese, e strategicamente mezzo milione per il raddoppio della Codognese, a servizio dell’ampliamento dell’area industriale di Cavatigozzi. La spaccatura tra Cremona e Crema si risolve così. L’elenco dei lavori che non è stato possibile finanziare sono rotatorie e tangenziali, a confermare il modello di economia fondata sull’edilizia e l’asfalto. Il dirigente ad interim del settore Patrimonio è Massimo Placchi, coordinatore trasversale dell’ente Provincia, già direttore generale del Comune di Cremona durante l’era Perri. L’ente Provincia stringe le fila, investe sui poteri economici esistenti, autorizzando biogas a raffica per gli agricoltori che se le possono permettere, e preparandosi se possibile a inaugurare il cantiere dell’autostrada per Mantova.