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Lo stoccaggio conviene meno: il Comune di Sergnano non incassa più 170mila euro di contributi

SERGNANO  CR Lo stoccaggio di metano conviene meno di prima al Comune di Sergnano. Nel bilancio previsionale 2017 il contributo della Stogit di 85mila euro annui non c’è più e anche i 95mila di Imu sono cancellati. Nell’assestamento di bilancio sono stati tolti quindi 170mila euro su un totale di tre milioni e seicentomila, che il Comune intendeva usare per accendere un prestito, che comunque a quanto pare sarà attivato lo stesso per coprire investimenti e spese. La causa del mancato introito pubblico è una delibera dell’Autorità dell’energia e del gas, che ha ricalcolato alcuni fattori, ma a sentire il consigliere del movimento 3.0 Enrico Duranti occorrono spiegazioni dalla giunta di centrodestra su questo e su altri argomenti. Innanzitutto è stata registrata la deformazione della superficie del suolo, sottoposto a impercettibili innalzamenti e depressioni per l’immissione e l’emissione di grandi quantità di gas. Da un documento tecnico presentato dalla Stogit, risulta una variazione di 25 millimetri dall’ottobre 2009 all’aprile 2010 all’interno dell’area del giacimento collegata all’attività di stoccaggio, ed è sempre la Stogit a sostenerlo. E dire che il rischio per i muri portanti si presenta dai 25 ai 50 millimetri: oggi allora c’è un reale pericolo e fino a che punto? Di qui la richiesta del consigliere al sindaco Gianluigi Bernardi di formare un tavolo per il monitoraggio, come previsto dal ministero e dalla Regione, e proporre alla società del gruppo Eni di assicurarsi. La legislazione italiana non lo prevede, diversamente da altri Paesi esteri, quindi c’è il pericolo che in caso di danni paghi solo la pubblica amministrazione. Il consiglio comunale di domani sera promette scintille perché si discuterà anche dell’affidamento delle attività ludiche e sportive all’oratorio, uno degli argomenti più sensibili. Nodi al pettine anche per la questione del depuratore. Tra marzo e aprile gli abitanti si sono lamentati per l’odore insopportabile che proveniva dall’impianto, proprio mentre schiume insolite invadevano la vicina riserva naturale del Menasciutto. Quali siano state però le cause degli scarichi anomali constatati dall’Arpa non si sa ancora: sono state compiute delle analisi ma la responsabilità non è nota. Padania Acque comunque realizza il nuove collettore fognario Sergnano-Pianengo.

 

 

Depuratore guasto, Duranti: “Il sindaco mente”

Il sindaco Gianluigi Bernardi ha mentito: questo l’attacco del consigliere comunale d’opposizione Enrico Duranti, che ha scelto di procedere per vie legali, per un chiarimento su un guasto del depuratore di Sergnano, l’inquinamento conseguente e la risposta del sindaco a un’interrogazione dello stesso consigliere, considerata deludente e coscientemente fuorviante.

I fatti risalgono al periodo tra marzo e aprile di quest’anno, quando numerosi cittadini si lamentano per gli aspri odori emessi dal depuratore di Sergnano. Negli stessi giorni, le acque della riserva naturale Palata del Menasciutto vengono inondate da schiume insolitamente resistenti, come avessero contenuto sostanze chimiche. I solleciti rivolti al Comune non ricevono risposta, quindi Duranti fa una segnalazione ai carabinieri per le schiume e un’interrogazione al sindaco sulla situazione del depuratore. Contemporaneamente anche a Pianengo viene chiesto da alcuni abitanti un intervento, viste le schiume all’interno della riserva naturale. Le analisi vengono consegnate da un cittadino a Enrico Duranti, che poi, confrontando le relazioni dell’Arpa e di Padania Acque con la risposta del sindaco Gianluigi Bernardi, trae una conclusione: il sindaco non dice la verità. Precisamente il sindaco sostiene che l’8 aprile il responsabile dell’ufficio tecnico gli ha riferito di aver verificato il normale funzionamento del depuratore, che ha richiesto alcuni miglioramenti. Inoltre Bernardi riferisce che in seguito a ulteriori controlli di Padania Acque e dell’Arpa sono state rilevate alcune difformità. Duranti rileva alcune contraddizioni. Dopo aver constatato il “normale funzionamento” dell’impianto, lo stesso sindaco riferisce che sono stati eseguiti prelievi e controlli. Poi il sopralluogo e la relazione dell’Arpa, conseguenti all’esposto presentato ai Carabinieri dallo stesso Duranti, mettono in chiaro che le acque sono state inquinate. L’Arpa ha riscontrato un guasto al circuito di riciclo dei fanghi biologici, che ha peggiorato la qualità dello scarico che viene immesso nel fiume Serio. Vengono quindi prelevati campioni d’acqua e fatto un monitoraggio, da cui risulta, in tre casi, che alcune soglie vengono superate negativamente. Il depuratore di Sergnano era guasto dal 3 marzo ed è circolata acqua inquinata. I campioni d’acque reflue prelevati vicino ad alcuni allevamenti non rientravano nei parametri previsti per l’ossigeno, l’ammoniaca e il fosforo totale. Già il 3 marzo veniva segnalato lo scarico anomalo. Duranti conclude che il sindaco “sapeva tutto e ha taciuto. Per lui, come sempre, tutto è normale. Per noi del Movimento 3.0 non è nulla normale”. Da parte propria Padania Acque rimedia realizzando il collettore fognario Sergnano-Pianengo, che sostituisce il vecchio depuratore.