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Arvedi, infortunio sul lavoro: muore un operaio di 28 anni

CREMONA Un operaio di 28 anni, Marco Balzarini di Pescarolo, è morto oggi all’interno dell’acciaieria Arvedi, attorno alle 14.15, a causa di un infortunio sul lavoro. Secondo le primissime informazioni l’uomo è deceduto sul colpo in seguito all’urto di un muletto, dal quale è stato schiacciato. Si trattava di uno dei macchinari utilizzati per spostare i coils, nastri d’acciaio del peso di diverse tonnellate. Sono accorsi i vigili del fuoco, la polizia di Stato, i vigili urbani, i carabinieri, i soccorritori del 118 e l’Ats. Ai primi di novembre i sindacati confederali avevano proclamato sciopero di otto ore all’acciaieria: tra le rivendicazioni, c’era la richiesta di una maggiore sicurezza sul lavoro, per rivedere alcuni protocolli. Altra richiesta quella di sopperire alla carenza di personale. Allo sciopero sono poi seguiti altri incontri con i rappresentanti dell’acciaieria. Nel 2014 presso il gruppo Arvedi era deceduto per un altro tragico infortunio un caporeparto. Ne era seguita una mobilitazione, nella speranza di garantire processi lavorativi che assicurassero maggiore protezione ai dipendenti.

Soresina, operazione al Niguarda dopo l’infortunio sul lavoro. Il ferito, autonomo sui 70 anni, è stato ricoverato in prognosi riservata

Dopo l’infortunio sul lavoro di venerdì 2, l’ambulanza, da quanto viene riferito, usciva senza sirene dalla Latteria Soresina, per dirigersi verso l’azienda ospedaliera di Crema. Non sono intervenuti i carabinieri per i rilievi: i fatti sono stati poi circondati da versioni differenti. L’infortunato è comunque il titolare della ditta Lanzi di Trigolo e ha un’età meritevole di una vita da pensionato, sui settant’anni o poco più. Dalla Latteria è uscito in ambulanza per il trasporto al Maggiore di Crema, dov’è stato ricoverato in prognosi riservata: sarà trasferito al Niguarda di Milano e operato a fine settimana. E’ caduto smontando un soppalco all’interno del magazzino scorte del latte Uht, nello stabilimento della Latteria di via Landriani. La responsabilità della sicurezza è della stessa ditta Lanzi, carpenterie metalliche, che ha una lunga storia. E’ attiva infatti da mezzo secolo, e come tante altre piccole imprese ha conosciuto anni buoni, dagli anni Sessanta in poi. La ditta ha dato occupazione anche a sette o otto persone nel corso dei decenni, per ridurre il personale al minimo in questi anni. E’ nota a Trigolo la figura del titolare, un coriaceo autonomo che non s’è proprio fermato neanche per l’età e come da ragazzo è andato a lavorare ogni giorno, in circolazione col furgoncino della ditta, che ha resistito alla crisi soprattutto grazie ai lavori richiesti dalla Latteria in questi decenni. All’infortunio si potrebbe essere sommato (la dinamica non è chiara) un malore, dato che si parla di emorragia interna e di due fratture, al bacino e al femore. Le condizioni di salute, per quel che se ne sa, starebbero migliorando.

La caduta però non è da altezza elevata: si parla di circa un metro, è una caduta da una scala. Come mai allora una doppia frattura? E perché un signore sui settant’anni è andato a lavorare ed è salito su una scala? La Latteria, che non ha responsabilità sulla sicurezza in questo caso, ha eseguito una verifica interna e i vertici hanno comunicato che le procedure seguite sono state corrette. Resta il dramma di un altro grave infortunio, ancora: sulle cause le domande superano le risposte.

Infortunio sul lavoro alla Latteria Soresina, carpentiere di una ditta esterna all’ospedale

SORESINA CR Altro infortunio sul lavoro alla Latteria Soresina, venerdì scorso, dove un carpentiere di una ditta esterna, vicino all’età della pensione, è caduto da un sottotetto, durante il rifacimento di un  magazzino, subendo la frattura del bacino: urgente il ricovero all’ospedale Maggiore di Cremona, per i controlli del caso e un intervento chirurgico. Si tratta di una piccola ditta di Trigolo, la carpenteria Lanzi, che riceve incarichi da circa vent’anni dall’industria lattiero-casearia di Soresina. E’ stata la stessa ditta Lanzi a occuparsi direttamente delle procedure per il rispetto della sicurezza nel cantiere, che nei giorni successivi è stato transennato. I vertici aziendali della Latteria di via Landriani hanno fatto sapere di aver compiuto una verifica interna sul rispetto delle norme. L’incidente è stato causato, dunque, da una drammatica fatalità, e apre molte domande tra i lavoratori, che si chiedono ad esempio perché gli incidenti succedono con questa frequenza, mentre non si ha notizia di infortuni in industrie dove l’attività è più pericolosa, come nel settore siderurgico. Due gli infortuni mortali nello stabilimento soresinese: uno quest’anno, vittima Babic Alagan, bosniaco di 55 anni, dipendente di un’altra ditta di Trigolo. Ha perso la vita urtato fatalmente da una ruspa durante la costruzione del nuovo reparto del burro. Mauro Mainardi è deceduto nel 2011, dipendente della Latteria, per una tragica fatalità.  Un operaio rumeno, Constantin, dipendente di una ditta esterna del Lodigiano, con sede anche a Cremona, è caduto da un tetto battendo la testa: è finito in coma farmacologico ed è stato salvato dall’azienda ospedaliera di Brescia. Oggi è invalido al 100% e non può più lavorare. Da quanto si sa è tornato a vivere in Romania. La Latteria Soresina conferma che è in corso un processo per accertare le responsabilità sull’accaduto.