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Industrie e sicurezza, il M5S chiede aiuto al prefetto

CREMONA Ci sono 13 industrie a rischio di incidente rilevante in provincia di Cremona, di cui tre nella sola città capoluogo. L’ultimo aggiornamento del Piano di protezione civile del Comune di Cremona però risale al 2013, e da allora ci sono stati nuovi insediamenti e ampliamenti industriali. Di conseguenza il M5S chiede in una lettera al prefetto Danilo Gagliardi, firmata da Marco Degli Angeli e Luca Nolli, di adeguare il Piano e far conoscere capillarmente i comportamenti da tenere in caso di incidente nel quartiere di Cavatigozzi o comunque in città. Si trovano infatti nella frazione, vicini l’uno all’altro, gli stoccaggi di gpl Nuovabibes e Liquigas e quello di combustibili Tamoil. C’è poi la Sol, che si trova sotto la soglia che imporrebbe il rispetto della direttiva Seveso ma è registrata in Prefettura per lo stoccaggio e la distribuzione di gas medicali. L’occasione per una svolta all’insegna della trasparenza potrebbe essere data dall’incendio scoppiato giovedì scorso presso l’acciaieria Arvedi. In proposito i due esponenti pentastellati chiedono al prefetto di sollecitare il Comune a convocare l’Osservatorio in modo permanente e con cadenza regolare, riunendo quindi Ats, aziende, enti locali, comitato di quartiere, sindacati, Arpa, vigili del fuoco e ogni ente competente. L’ultima riunione è datata 2018, e da allora i cittadini non hanno più luoghi per visionare gli atti, confrontarsi e avere informative precise. Il disagio dei cittadini di Cavatigozzi traspare dalle parole di Stefania Lampugnani, del comitato di quartiere

Tamponi a farfalla e cantieri, sanità nella bufera

CREMONA La sanità rimane al centro di un dibattito aperto ma senza soluzioni condivise. La direzione dell’ospedale maggiore ha approvato nuovi interventi di ristrutturazione, nell’ambito del piano regionale di investimenti, proprio durante la discussione politica sulla necessità di un nuovo ospedale. Le ristrutturazioni riguardano l’incremento del livello di sicurezza antincendio, per due milioni e mezzo, e il centro diurno della psichiatria, per un milione e mezzo. In tutto, occorrerebbero 196 milioni e 15 anni per ammodernare il nosocomio, protagonista internazionale della lotta alla pandemia, quando un nuovo edificio costerebbe 250 milioni. La proposta del nuovo ospedale divide sia la politica che i medici. Regna la divisione anche nella discussione sulla pandemia. Non pochi abitanti di Casalmaggiore hanno commentato variamente sul modo in cui ieri sono stati eseguiti i tamponi ieri e mercoledì presso l’oratorio san Leonardo. I cittadini hanno trovato gli avvisi dell’Ats la mattina di mercoledì, in seguito allo sprigionarsi di un nuovo focolaio infettivo sul territorio. Le persone si sono messe in fila, creando un assembramento spontaneo, e al termine alcuni hanno protestato, affermando inoltre di non comprendere perché alcuni hanno ricevuto il prelievo dal naso e altri invece sia dal naso che dalla gola. Il tampone non sarebbe insomma uguale per tutti