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Seconda ondata di esami e visite a pagamento

CREMONA Dopo i mesi drammatici dell’emergenza pandemica e tanti appelli per rafforzare la medicina territoriale, la sanità cremonese è esattamente al punto di prima, mentre l’ospedale è stato inserito dalla Regione Lombardia nella rete dei 17 centri di cura dei malati più gravi di covid-19. In caso di seconda ondata autunnale, i contagiati cremaschi e lodigiani potranno essere ricoverati a Cremona, dove la direzione di largo Priori prepara i diversi scenari di riferimento e i protocolli adeguati per organizzare le cure e di nuovo rimodulare l’organizzazione dei reparti e degli spazi, se necessario. Sale la preoccupazione tra i cittadini e gli amministratori locali, però, per la difficoltà che potrebbero trovare i pazienti colpiti da altre malattie e bisognosi, ad esempio, di chemioterapia: il rischio è che non sia più possibile per i cremonesi rivolgersi alla sanità pubblica nella loro città. Anzi, ci sono casi di tempi d’attesa che superano gli otto mesi mentre si moltiplicano i casi di persone indirizzate dall’ospedale di Cremona alle strutture private, per esami e visite a pagamento, che si tratti di mammografia, visita oculistica o cardiologica o intervento di chirurgia vascolare, che il paziente sia un bambino o un pensionato oltre gli ottant’anni. Matteo Piloni, dai banchi della minoranza, ha segnalato al consiglio regionale che ci sono migliaia di persone che non riescono a prenotare nelle strutture pubbliche di Cremona, Crema e Casalmaggiore. Intanto dal centrodestra e parte del centrosinistra si propone un nuovo ospedale a Cremona, mentre lo stesso direttore dell’Asst Giuseppe Rossi non ha accettato sinora il confronto chiesto dai sindaci sulla medicina territoriale e la prevenzione. Argomenti che si ripresenteranno nelle prossime riunioni tra sindaci, a partire da fine agosto.

Scuole, spada di Damocle su Piloni se non passa l’accordo Crema-Cremona

15.10.16

CREMONA Tensione massima nel Pd e in Provincia, con una spada di Damocle sulla testa del segretario provinciale Matteo Piloni, accusato dai cremonesi di fare il Ponzio Pilato – assessore di Crema la mattina e segretario provinciale super partes la sera. L’accordo sul dimensionamento scolastico dovrebbe essere raggiunto finalmente lunedì pomeriggio dopo un incontro in Provincia del comitato per il riordino. Da quanto è filtrato, Crema avrà un proprio istituto agromeccanico, grazie all’alleanza tra l’istituto professionale Marazzi di Crema e l’Apc di Cremona. In questo modo Crema potrà sviluppare le sperimentazioni sull’uso dei droni e della meccatronica in agricoltura, d’accordo con una università. Cremona otterrà l’autonomia dell’Ipiall Stradivari, che entrando nel polo delle arti, grazie alla fusione con il liceo artistico Munari, staccato da Crema, eviterà sia accorpamenti contraddittori sia un’indipendenza precaria. La stessa Regione Lombardia ha premuto per una soluzione positiva per la scuola di liuteria. L’istituto Stanga, questa la scelta principale, rimarrà provinciale, a scavalco nei due ambiti scolastici cremonese e cremasco: le sedi staccate di Pandino e di Crema dipenderanno ancora da Cremona. Senza accordo il rischio è che il prossimo anno scolastico 2017-18 inizi nel caos, poiché la decisione spetta al consiglio provinciale, che ha una maggioranza cremonese e può imporre decisioni inaccettabili all’altro lato della Provincia, dello stesso prevalente colore politico, di centrosinistra. Crema, in particolare il sindaco Stefania Bonaldi, come anche Gianni Rossoni, primo cittadino di Offanengo, si sono battuti sinora per ottenere lo spacchettamento dello Stanga. Manca il sì definitivo dei cremaschi. Mercoledì in commissione comunale Scuola, a Cremona, dovrebbe approdare l’accordo raggiunto in Provincia lunedì, salvo sorprese.

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