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Grandine e blackout a Soresina

Grandine furiosa cantine allagate, vento gelido forte da far sbattere finestre e porte, blackout dalle 7.30 almeno ad ora, 8.20. Sui tetti delle case si è steso il manto bianco della grandine mentre l’allagamento sale. È una tempesta improvvisa quella che si è abbattuta su Soresina e parte della Lombardia: “Bomba d’acqua su Milano” titolano i giornali. L’allerta lanciata dalla Protezione civile e dai Comuni ha avuto riscontro localmente, dopo una giornata molto afosa e calda. A Casalmaggiore nuvole nere ma niente maltempo, vento nel Cremonese

Generoso regalo di Beppe Sala all’Astaldi per la M5

Quanti soldi ATM è ancora disposta a spendere, magari tagliando  corse e servizi,  per non perdere la gara che si terrà tra un anno? Togliere dalle casse comunali 69 milioni per evitare  un competitor in casa ad ATM per la futura gara milanese per il trasporto locale è un costo eccessivo e dimostra la debolezza competitiva di ATM. La baruffa tra FS e ATM (Comune di Milano) evidenzia le caratteristiche sbagliate del Project financing adottato per realizzare la M5. Secondo la prassi internazionale il capo progetto e mandatario, Astaldi, doveva accollarsi per almeno 10 anni  il rischio di eventuali errori nella costruzione dell’opera. Astaldi  invece ha avuto  la possibilità di sfilarsi dall’azionariato dopo due anni. beppe-sala-1
L’ente pubblico , il Comune di Milano,  si è così fatto carico di tutti i rischi.
 Per il costo miliardario dell’opera si è ricorso ad  un finto Project . Con l’acquisto del 36,7%,  per un non trascurabile prezzo di 69 milioni di euro (140 miliardi di vecchie lire), perdono entrambi i contendenti, ATM e FS.  Toglieranno le castagne dal fuoco ad Astaldi, che si sarebbe dovuta accollare tutti i rischi, compreso quello  dell’usura degli 800 metri di curva in galleria tra le stazioni di Zara e di Garibaldi visto che, sulla linea,sono già stati effettuati diversi e costosi interventi di manutenzione. 
 Le FS o l’ ATM, cioè lo Stato o il Comune, acquistando la partecipazione  dalla Società Concessionaria, si accollano tutto il rischio dell’opera, come  se l’avessero realizzata con un appalto tradizionale. In tal modo è venuta  meno la ragione principale per il ricorso al Project, minimizzare le risorse pubbliche impegnate e non far ricadere totalmente l’investimento sulla spesa pubblica. 
 
Dario Balotta responsabile trasporti Legambiente lombardia