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Ambiente, diffidata la Coim di Offanengo

OFFANENGO (Cremona) La ditta Coim, una delle più importanti del settore chimico in provincia di Cremona, tanto da vantare una presenza di rilievo sui mercati internazionali, ha subito una diffida da parte dell’ente Provincia a rispettare le norme ambientali. L’Arpa, dipartimento di Cremona e Bergamo, ha eseguito un’ispezione straordinaria il 31 maggio di quest’anno presso lo stabilimento di Offanengo, in via Ricengo, a pochi chilometri dalla città di Crema, e ha rilevato alcune inosservanze, indicate in una nota protocollata in Provincia il 6 giugno.

Il decreto di diffida a rispettare le prescrizioni ambientali è dell’11 agosto, firmato dalla dirigente supplente Barbara Pisaroni, che sostituisce in questo periodo Roberto Zanoni. Il 15 giugno la Coim ha inviato una propria nota agli uffici di via Dante a Cremona, dove però la procedura di diffida non si è fermata. Le inosservanze accertate dall’Arpa, che compaiono sul decreto del settore Ambiente, riguardano la “mancanza di un sistema automatico di blocco dell’alimentazione dei rifiuti in caso di anomalie degli strumenti o superamenti dei valori limite di emissione”; la ditta inoltre non ha dato comunicazione agli enti di controllo, come si legge nel decreto 637 di quest’anno, dell’assenza di registrazione dei dati nel sistema di monitoraggio delle emissioni (Sme). I dati mancanti non sono stati sostituiti nemmeno da stime. Il sistema di monitoraggio non è stato sottoposto a manutenzione adeguata, “allo scopo di evitare i numerosi casi di valori fuori controllo degli strumenti”. Il parametro dell’ossigeno, inoltre, non è stato rispettato. L’impianto di trattamento dei rifiuti si sarebbe dunque dovuto bloccare automaticamente, dato che il sistema di monitoraggio delle emissioni non stava funzionando secondo le regole previste dall’autorizzazione integrata ambientale, documento rilasciato dall’ente Provincia che stabilisce quali parametri vanno rispettati. Al contrario il blocco non è stato eseguito. Anche il Comune di Offanengo ha ricevuto per conoscenza il decreto di diffida, rivolto dalla Provincia al rappresentante legale della ditta tenuta a mettersi in regola. La Coim è attiva da più di cinquant’anni ed è stata fondata nel 1962. Come si legge nel sito internet della ditta, l’attività si è specializzata in prodotti di policondensazione e poliaddizione (poliuretani), una produzione che l’ha resa leader per le possibilità applicative. E’ una delle aziende simbolo della nuova chimica, specializzata, altamente tecnologica e votata alle esportazioni. L’anno scorso Coim Usa ha annunciato un aumento di produzione. Recentemente la Coim ha ricevuto il rinnovo dell’autorizzazione integrata ambientale.

Offanengo, gli alberi sono stati tagliati: protesta il Wwf

Che cosa si può provare assistendo al taglio di un albero? Il rumore della motosega evoca un destino implacabile: la procedura non concede incertezze, le piante cadono uno per uno, malgrado il pregio e l’età di oltre mezzo secolo. Nella zona della cascina Portico, non molto più in là di una centralina elettrica a biogas, il Comune però ha avuto un motivo per autorizzare l’eliminazione del filare di alberti che si può vedere nel filmato, ed è la relazione tecnica di un agronomo cremasco. Il vicesindaco Emanuele Cabini lo spiega “senza entrare nel merito delle scelte dell’agricoltore: abbiamo constatato dalla relazione che le piante erano malate e l’amministrazione ha autorizzato”.

Come si fa a mettere in croce un Comune? Il contesto legale e amministrativo consente che una mano azioni la ghigliottina del frondoso filare, l’agronomo certifica e allora scatta la motosega. Ogni singolo taglio di alberi può ben essere giustificato, ma la protesta del Wwf guarda al dato negativo nell’insieme di un territorio in cui gli alberi dovrebbero e potrebbero essere ben più numerosi, eppure li si vede cadere, mentre negli ultimi anni le centraline elettriche a biogas hanno conquistato terreno. E il biogas di solito viene alimentato a mais, mentre l’agricoltore nella zona della cascina Persico ha installato, in un anno siccitoso, un nuovo impianto di irrigazione che richiede spazio… Dunque gli alberi – malati, quindi anche a rischio di crollo – non trovavano più posto nella geopolitica di Offanengo. Il Comune però ha piantumato altrove, nel parco pubblico del Dossello, inserendo alberi adulti.
E’ vero, non si può processare una singola amministrazione locale se queste sono le norme e queste le necessità di un imprenditore agricolo, che deve certo poter irrigare. Ci sono atti amministrativi e scelte possibili, e anche la piantumazione nel parco del Dossello è un dato di fatto. E’ un dolore vedere cadere degli alberi, anzi è un lutto, perché lo sguardo è rivolto alla pianuta padana, e al territorio provinciale, nel suo insieme. Si vorrebbero vedere più alberi, molti di più, boschi e riserve naturali, aree protette e tante imprese che possono fruttare reddito diffuso senza bisogno di tante centraline elettriche a biogas. Il Comune di Offanengo non è un imputato, come non lo è l’agricoltore: l’amministrazione si è dimostrata impeccabile così come il privato imprenditore agricolo. L’unico problema sono gli alberi, malati, e tagliati.