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Nuove cave per l’economia anni Novanta

CREMONA Le cave di riserva per l’approvvigionamento dei lavori dell’autostrada Cremona-Mantova, e di un tratto di Tibre, sono già inserite nel documento di scoping adottato dall’amministrazione provinciale per la revisione del piano cave. Il documento di scoping offre il quadro di riferimento utile alla Valutazione ambientale strategica, superata la quale l’approvazione finale sarà decisamente agevolata. Mentre impera la campagna elettorale e le amministrazioni locali stanno per rinnovarsi, l’ente Provincia lavora e compie dunque un nuovo passo avanti per favorire il rilancio delle escavazioni di sabbia e ghiaia, più nel Cremonese che nelle altre zone della provincia. Escludere le cave di riserva per la costruzione dell’autostrada sarà quindi quanto mai difficile: ci avevano provato alcuni anni fa, sondando il terreno, alcuni esponenti delle associazioni ambientaliste, che avevano chiesto un parere a Carlo Vezzini, allora presidente della Provincia, senza ottenere prese di posizione. Oggi, dopo lo stop al piano cave dato dalla giustizia amministrativa, che ha escluso gli scavi nel geosito di Pianalto della Melotta, lo stesso Vezzini è presidente di Stradivaria, la controllata di Centro Padane che ha la convenzione regionale per realizzare l’infrastruttura. Già la premessa del documento di scoping ripropone il linguaggio degli anni Novanta, riconoscendo che l’attività estrattiva, malgrado gli effetti ambientali rilevanti, ha un’importanza primaria nell’economia di un paese, favorendo le reti viarie e addirittura “l’aumento dell’occupazione”, un servizio per l’industria e l’attività edilizia. Il consumo di suolo e tutti i problemi ambientali sono in secondo piano. Non per nulla gli obiettivi di sostenibilità vengono considerati tutti quanti compatibili, almeno parzialmente, con la modifica del piano cave, che consiste di 35 ambiti estrattivi di sabbia e ghiaia, uno di torba e ben 8 cave di riserva di sabbia e ghiaia. E’ prevista una nuova cava a Crotta d’Adda, nelle vicinanze dell’Adda, in località depuratore, per 20mila metri cubi all’anno per 10 anni. La cava di riserva 5, fra Gussola e Torricella del Pizzo, prevede oltre 6 milioni e mezzo di metri cubi di sabbia e ghiaia, da utilizzare per la Tibre e in parte minore per la Cremona-Mantova. Si scaverà anche fra Gussola e Martignana Po, per le due autostrade, e a Pessina Cremonese e Cicognolo per la Cremona Mantova.

Piano cave anacronistico

26.10.16

CREMONA La direttiva europea 2008 del ‘98 prevede di raggiungere entro il 2020 un obiettivo del 70% nel recupero di rifiuti da costruzione e demolizione, eppure il piano cave della provincia di Cremona, approvato ieri dal consiglio regionale, presenta ancora numeri impressionanti, malgrado l’orientamento opposto di diversi Paesi europei che hanno optato per la tutela del territorio.

Eppure la legge nazionale, come ha notato Maria Grazia Bonfante di Salviamo il Paesaggio, è ancora un regio decreto del ‘27, e il nuovo piano decennale, che pure ha ridotto gli importi, prevede 4 milioni e 3mila metri cubi di argilla da escavare, oltre a 11 milioni e mezzo di sabbia e ghiaia e un altro milione di metri cubi da cave di recupero. Vanno aggiunti 16 milioni per le opere pubbliche, di cui 9 milioni per la Tibre, 4 milioni e 300mila per l’autostrada Cremona Mantova e 450mila per il raccordo Cremona Castelvetro. In consiglio regionale però la direttiva europea non è considerata, al contrario Carlo Malvezzi del Ncd, paradossalmente, ha sostenuto che è invalso in Lombardia un approccio ideologico ecologista, ostile allo sviluppo liberale, perché non è stato concesso dalla commissione Ambiente alla ditta Danesi di escavare 150mila mc in più nel geosito di Pianalto della Melotta, anche se la ditta era già d’accordo con i sindacati Cgil, Cisl e Uil e i quattro Comuni interessati, fra cui Soncino. Giampietro Maccabiani del M5s ha dichiarato voto contrario, per opposizione anche alle autostrade, per il Pd invece Agostino Alloni si è opposto non al piano cave nel suo complesso, ma all’autorizzazione di scavare argilla a Pianalto, geosito che la direzione regionale del settore agricoltura ha voluto preservare da ogni modifica, anche solo da quelle arrecate da possibili opere di bonifica. Poco prima della scadenza del piano provinciale decennale, due anni fa, la Regione ha introdotto variazioni nelle normative e nella cubatura da scavare, e poi ha approvato rapidamente la variante al piano territoriale provinciale e quindi il piano cave con una riunione di giunta al Pirellone preceduta da due riunioni politiche. Quanto ai pareri contrari espressi nel 2013 dagli uffici regionali, il via libera è stato ottenuto con celerità. Lo stesso Pd, in provincia e in Comune di Cremona, è favorevole all’autostrada per Mantova. Nell’insieme quindi da parte degli ambientalisti le proteste non sono mancate. Giorgio Riboldi, fra gli altri, ha segnalato la mancanza di una vera e propria opposizione all’aggressione all’ambiente e al territorio, che si scatena soprattutto contro il geosito di Pianalto della Melotta.

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