Tag: piscina

Piscina in appalto, rischio boicottaggio

CREMONA A prima vista le migliorie della bozza di bando presentate ieri dall’assessore Mauro Platé in commissione sport, in una riunione a porte chiuse, sembrano favorevoli per il Comune e anche per le società sportive, come le canottieri, che dovrebbero avere a disposizione più spazi acqua. In realtà si profila all’orizzonte un’aspra guerra tra canottieri e piscina comunale. Infatti la canottieri Baldesio, d’accordo con altre società, potrebbe riuscire a pagare i costi per la copertura di una sua piscina olimpica, in modo da poterla usare e affittare anche d’inverno.

Con questa soluzione gli atleti delle canottieri non frequenterebbero più la piscina comunale, sottraendo quindi una parte considerevole dell’utenza. Questo significa che, se il bando comunale per l’appalto di 25 anni venisse vinto da Sport Management, che delle canottieri è diretta concorrente sul piano sportivo, allora le canottieri per sopravvivere non si farebbero più vedere in piscina. L’effetto sarebbe un problema economico per il gestore privato, che di conseguenza, secondo le norme del project financing, dovrebbe essere risarcito dal Comune. Per ora si tratta di ipotesi, ma ipotesi di una vera e propria lotta per la sopravvivenza: sabato 25 si riunirà l’associazione delle canottieri, che raggruppa le società sportive non solo rivierasche, per stabilire un programma unitario. Dall’opposizione intanto Marcello Ventura, (dei Fratelli d’Italia) prepara un’interrogazione scritta per avere chiarimenti sulle migliorie del bando presentate ieri. L’assessore Platé infatti ha parlato di una fidejussione per il 30% a carico del Comune, quando per Ventura dovrebbe essere interamente a carico del privato, trattandosi di un appalto. Inoltre il Comune ha proposto 510 ore/corsia di spazi acqua settimanali riservati alle società cremonesi a prezzi estremamente calmierati. Non è chiaro alle opposizioni però chi paghi i prezzi calmierati: di nuovo il Comune? Il timore, in sintesi, è che l’amministrazione si esponga a un appalto troppo oneroso per il bilancio pubblico e troppo vantaggioso per il gestore privato. Nella proposta modificata ieri, riferita sempre alla costruzione del bando, non ai rapporti con Sport management, i lavori a carico del gestore arriveranno a 1 milione e 704mila euro oltre agli oneri finanziari. Il contributo annuale del municipio al privato potrà essere ridotto di 20mila euro, arrivando quindi a 210mila annui per 25 anni, se il volume d’affari raggiungerà una certa quota. E l’opposizione chiederà controlli e verifiche.

http://www.telecolor.net

Piscina, domani riunione a porte chiuse

Seri rischi per le società sportive cremonesi, se la veronese Sport Management si prenderà la gestione della piscina comunale. L’ipotesi è che le gare regionali e nazionali non si facciano più a Cremona, che la società veronese quindi riesca a mettere in difficoltà i suoi avversari sportivi sul piano della forza economica, dominando il campo in casa loro, a Cremona come in altre città. Sport Management potrebbe facilmente sviluppare una politica espansionistica a danno dei cremonesi, per rafforzarsi poi sul piano sportivo, attirando atleti, oltre che sul piano economico, grazie alla gestione di decine di piscine e centri natatori. Dopo Crema, ora è nel mirino Cremona. Non ci sono stati avvicinamenti tra il sindaco e l’assessore Mauro Platè da una parte e le società canottieri dall’altra: domani alle 17.45 in sala Gruppi l’aggiornamento sulla gara per la gestione della piscina comunale sarà discusso in commissione Bilancio, ma a porte chiuse, per evitare che le informazioni favoriscano l’uno o l’altro concorrente alla gara, che non andrà comunque deserta, poiché Sport Management ha già presentato una proposta di project financing.

 

CREMONA Il progetto della società Sport Management è stato modificato: l’assessore Mauro Platé comunicherà gli aggiornamenti a porte chiuse, in modo del tutto riservato ai consiglieri comunali, chiamati a esprimere un parere. Sport Management ha presentato l’anno scorso una proposta di project financing, garantendosi così un diritto di prelazione in vista della gara che l’amministrazione sta per bandire, e il centrosinistra non ha fatto alcun passo indietro, anche se il bando sta per uscire in ritardo rispetto alle previsioni. Le società canottieri, che rappresentano 3.200 atleti, assieme a Federnuoto avevano chiesto all’assessore Mauro Platé di ripensarci, rivedendo un percorso amministrativo a loro giudizio troppo incanalato sin dall’inizio verso una sola possibilità di scelta. Sarebbe stato quindi impossibile per il Comune decidere tra diverse alternative, ad esempio valutando un diverso accordo con il gestore attuale, la Federnuoto, e confermare l’affidamento diretto revocando la gara pubblica. Ma la richiesta della società locali è proprio quella di non essere abbandonate alla dura concorrenza di una grande società come Sport Management, che gestisce decine di piscine in tutta Italia e dispone di risorse economiche molto superiori. Il rapporto con le società canottieri e i centri sportivi è stato sostenuto dalle minoranze, ma anche il centrosinistra ha lasciato trapelare non poca amarezza. Di fatto non c’è stato un progetto pronto, l’anno scorso, per garantire una serie di costosi lavori di manutenzione dell’impianto costruito nel ‘72, se non quello di Sport Management, ancora l’unico in grado di evitare un grave stato di degrado degli impianti del comparto degli impianti sportivi rivieraschi. Ancora non è chiaro se ci saranno accordi con le società locali che garantiscano la convivenza reciproca e non facciano dello sport un Far West in cui sopravviverà solo il più forte. Sonore critiche sono state rivolte al progetto di project financing, che prevede ben 25 anni di gestione e un versamento di 230mila euro l’anno dal Comune al gestore privato, che in 25 anni sarà tenuto a invstire in tutto 29 milioni, con un mutuo garantito dal Comune al tasso del 6%. Solo un milione e mezzo circa sarà destinato all’impiantistica.

 

 

 

 

Piscina, gara a febbraio: avanti ma con amarezza

CREMONA La gara per la gestione della piscina si farà, probabilmente a febbraio: il centrosinistra non arretra ma esprime in diversi interventi la propria amarezza per il mancato accordo con le società canottieri per una ristrutturazione dell’impianto e un’eventuale gestione tutta cremonese, concordata con la Federnuoto e la società cittadine, com’è apparso chiaro ieri durante la commissione Vigilanza.

Per centrodestra e 5 stelle la doverosa intesa non è stata mai tentata, per il centrosinistra non c’erano le condizioni economiche; di fatto il Comune, ha ribadito l’assessore Platè come il sindaco Galimberti, non ha due milioni di euro per fare investimenti e migliorare le strutture del comparto al Po e la piscina costruita nel ‘72, per concederla in affidamento. Ci sarebbe stata la possibilità di avviare una procedura esplorativa più aperta, secondo la Federnuoto, con il coinvolgimento sin dall’inizio delle società sportive. Il presidente lombardo Danilo Vucenovich e l’avvocata Amabile hanno sostenuto di avere un ruolo istituzionale, anche se non pubblico, quindi adeguato a un affidamento diretto, e respinto le critiche del Comune alla gestione. Anzi Vucenovich ha polemizzato con Platè chiedendogli se avesse voluto commissariare la piscina proponendo il comitato per lo sviluppo del nuoto in città. Per Federico Fasani, nuovo centrodestra, la delibera di giunta che ha approvato il project financing ha introdotto un percorso troppo vincolante. Platè ha spiegato che c’è almeno la garanzia che la gara non vada deserta, e che saranno fatti lavori di manutenzione necessari a evitare le conseguenze peggiori, come la chiusura. Per ragioni economiche nessuno può pagare un piano di lavori così impegnativo nel comparto al Po: l’avvento di un forte soggetto privato può invece riuscirci. Sport Management per il Comune è una possibilità, non un pericolo. Il sindaco conta in ogni caso di trovare nuove alleanze con le canottieri, che d’altra parte con i loro 3.200 atleti, 800 tesserati ciascuna, sono una realtà che inorgoglisce la stessa amministrazione. Marco Montagni, per conto delle canottieri, ha riproposto l’affidamento diretto, nell’estrema speranza che il Comune cambi idea e ha lamentato che è tutta questione di soldi. Platè ha rigettato tutte le critiche, come negli ultimi mesi, e ribadito che la piscina è troppo poco frequentata, che il peso dei soci delle canottieri è forse tra il 10 e il 15% degli accessi annui, non il 70%, anche se il dato non è calcolato precisamente. Il bando poi non può escludere un gestore di gare agonistiche: sarebbe irregolare. La piscina non è così appetibile, dato che serve manutenzione e funziona soprattutto d’inverno. Nessuno, ha sottolineato il sindaco, ha sostenuto che l’iter sia stato illegittimo: è stata la terza riunione sull’argomento, troppe per parlare di scarsa trasparenza.

Altre critiche da Platè alla gestione della piscina

CREMONA Stroncata, affossata, distrutta: la Federnuoto esce a pezzi dalla risposta data stamattina dall’assessore Mauro Platè all’interrogazione scritta di Enrico Bonali, consigliere della lista civica Energia civile. Critiche tali che fanno pensare che non ci siano più alternative alla selezione pubblica per una nuova gestione, che vede favorita la società Sport management.

I corsi di un anno fa della Federnuoto da 55 euro l’ora anziché 8,50 più Iva, come stabilito dal Comune sono solo una delle “incongruenze” che l’assessore nota rispetto alla convenzione tra la Federazione e il municipio. Platé lamenta una gestione finita fuori controllo. Ogni anno il gestore fornisce rendiconto e dettaglio dei consumi, tuttavia nel 2014 i dati ricevuti dal Comune non erano sufficienti per assicurare una gestione corretta, quindi dagli uffici è partita una richiesta di integrare la documentazione. La Federnuoto ha risposto mediante il proprio avvocato nel marzo 2015, per affermare che il Comune non ha diritto a entrare nel dettaglio dei costi di gestione e che non è necessaria altra documentazione che il rendiconto annuale. Il bilancio del 2015 è stato consegnato al Comune solo il 31 maggio, quattro mesi dopo la richiesta. L’amministrazione voleva conoscere i dettagli delle spese ad esempio per azioni finalizzate al risparmio energetico e per uniformare i contratti del servizio pulizie a quelli del settore. Ma la Federnuoto ha rifiutato esplicitamente di dare report trimestrali al Comune e di costituire il Comitato per gli sport natatori, allo scopo di promuovere la pratica del nuoto sin dall’età scolare. Rapporti difficili dunque: la Federnuoto avrebbe sostenuto che le lamentele degli utenti arrivavano solo tramite il Comune mentre la piscina era in regola con le norme igienico-sanitarie. Il 7 maggio in piscina si sarebbe poi tenuto un evento privato, il rinfresco di un matrimonio, che la Federnuoto invece definisce ritrovo fra collaboratori. Quindi gli uffici comunali valutano i modi più idonei per salvaguardare gli interessi dell’ente locale, come fa sapere l’assessore, ma sembra chiaro che la selezione pubblica si farà e che Sport Management non abbia rivali: soggetto troppo ricco e potente per non annientare le società canottieri cremonesi. Se il Comune ribadisce che saranno tutelati i legittimi interessi di tutti i soggetti, la paura delle società locali è grande, anche perché da luglio la Federnuoto ha cambiato direttore e la piscina municipale di Cremona è gestita diversamente. Un cambiamento su cui l’assessore però non si è ancora pronunciato.

Lettera di Platé alle società di nuoto: il project financing è ecumenico!

Alla cortese attenzione

ASD Canottieri Baldesio

ASD Canottieri Flora

ASD Canottieri Bissolati

ASD Delfini Cremona Onlus

ASD Stradivari Nuoto

 

 

Oggetto: Lettera aperta in merito alla futura gestione della piscina comunale di Cremona

 

Gent.mi,

Vi ringrazio per la vostra lettera che può costituire un contributo prezioso al dibattito che si sta affrontando in sede comunale ed un utile strumento per informare e sensibilizzare i consiglieri che, nel prossimo futuro, avranno più occasioni per confrontarsi sul tema dell’impianto natatorio della nostra città.

Come voi sottolineate la struttura presente a Cremona rappresenta un patrimonio per la città da valorizzare proprio in considerazione del ruolo strategico e del potenziale attrattivo che potrebbe avere. Come mi è capitato di evidenziare più volte negli incontri avuti con voi nei mesi scorsi, questo patrimonio, senza interventi straordinari, rischia di andare perso e l’area andare incontro ad un degrado, mentre dovrebbe essere rilanciata. Non è difficile immaginare che, senza un’azione di riqualificazione e senza un’attenta manutenzione, nel giro di pochi anni la piscina convertibile e gli spogliatoi ad essa annessi seguano le sorti della vasca da 25mt e che anche la piscina da 50mt diventi sempre meno fruibile da parte del pubblico. Già ora il calo dei fruitori dell’impianto è sintomo di questa situazione e rappresenta un campanello d’allarme per una struttura principalmente al servizio dello sport. Tra il 2011 ed il 2014 la frequenza del pubblico per il nuoto libero è calata del 30% (si tratta di circa 15000 ingressi in meno): tale dato fa capire come sia necessario un intervento in modo che l’impianto torni ad essere veramente un luogo funzionale per lo svolgimento di un servizio pubblico, nonché un bene per tutta la città.

 

I punti che sottoponete all’attenzione del Consiglio Comunale mi spingono a fare alcuni chiarimenti e meritano di essere integrati con fatti che riepilogo:

  • In una nota del 23 dicembre 2015 il presidente della FIN regionale chiede che un’eventuale ulteriore convenzione con il Comune di Cremona per la gestione degli impianti natatori abbia i seguenti contenuti essenziali: durata ventennale, impegno formale da parte del Comune a corrispondere 220.000 euro annui, intervento per il risparmio energetico per un importo complessivo di 750.000 euro. L’investimento, secondo la nota, lo si sarebbe dovuto realizzato con la devoluzione di 250.000,00 euro da parte del Comune e con l’anticipazione, da parte della Federazione, di 500.000,00 euro. L’eventuale risparmio energetico cosi ottenuto sarebbe stato principalmente a vantaggio dell’ente gestore, al quale vengono fatturate le utenze, mentre non avrebbe risolto le problematiche strutturali. Mi sembra utile ricordare che questa proposta, pur non configurandosi come project finanncing, ma come affidamento diretto, rappresenta un utile metro di paragone.
  • Questa proposta, sottolineo, era stata preceduta da una nota dell’avvocato della Federazione dove si esprimeva “l’assoluta indisponibilità a valutare ed accettare” le modifiche che il Comune intendeva apportare alla convenzione allora in atto e che avrebbero consentito di poter acquisire, trimestralmente, un dettagliato rendiconto relativo alla gestione dell’impianto (spese per  il personale, per forniture di materiali, attività di manutenzione, pulizia e  altri servizi oltre ai costi energetici, nonché ai ricavi derivanti da  ingressi e utilizzo degli impianti legato ad altre forme di servizio). Per facilitare l’attività richiesta, il Comune aveva anche valutato la possibilità di mettere a disposizione un dipendente da affiancare al personale amministrativo-contabile della Federazione, così da agevolare l’attività  di controllo tanto spesso richiesta proprio dalle società del nuoto.
  • Nella stessa nota venivano dichiarate inaccettabili anche le azioni volte alla promozione di un Comitato per gli Sport Natatori che, secondo le indicazioni date delle società del nuoto, avrebbe dovuto portare ad una maggiore condivisione delle strategie gestionali dell’impianto e delle azioni di sensibilizzazione. Le società del nuoto cremonesi avevano manifestato al momento qualche perplessità ad assumersi la responsabilità della gestione.
  • Nei primi mesi del 2016 l’Amministrazione Comunale è venuta a conoscenza dell’applicazione di una tariffa da parte della FIN alle società di nuoto molto superiore a quanto stabilito nella convenzione con il Comune. Le richieste di chiarimento, che miravano a difendere l’interesse delle società e del Comune, non hanno sortito sino ad ora l’esito auspicato.
  • Nello stesso periodo si è riscontrato un uso degli spazi dati in concessione alla Federazione per finalità non pertinenti agli accordi sottoscritti, elemento su cui l’Amministrazione non ha avuto ancora risposte esaurienti da parte della Federazione.

 

Tali elementi, unitamente alle considerazioni che ho più volte condiviso con voi sulla gestione degli anni passati, hanno portato la Giunta comunale ad esprimersi positivamente sull’ipotesi di selezione pubblica, elemento già ampiamente dalla scorsa primavera. Solo successivamente è stata presentata la proposta da parte di Sport Management che avete avuto modo di analizzare dopo l’approvazione della delibera di fattibilità.

Mi preme sottolineare che la Giunta non ha mai chiesto o promosso alcun project financing, in quanto il compito propulsivo è stato lasciato alla imprenditorialità dei soggetti. Tale procedura prevede, dopo la dichiarazione di fattibilità e dopo eventuali migliorie da apportare al progetto, una selezione pubblica aperta a tutti.

Come è noto, lo ribadisco ulteriormente, al momento la Giunta comunale si è solo espressa sulla fattibilità del progetto, ritenendo che tale proposta possa elevare lo standard del servizio, valorizzare l’area, riqualificare il comparto e restituire alla cittadinanza uno spazio ora abbandonato e degradato, aprendo in questo modo un’ulteriore fase volta per migliorare le condizioni economiche e gestionali che porteranno alla pubblicazione del bando.

Prima della dichiarazione di fattibilità si sono tenute due sedute della competente commissione consiliare, precedute da incontri avvenuti con ognuno di voi singolarmente in primavera e poi da una riunione a luglio con tutte le società che rappresentate. In questa occasione ho raccolto le perplessità rispetto all’affidamento della piscina che ho fedelmente riportato alla Giunta e ad alcuni consiglieri comunali che ne hanno tenuto conto per chiedere ulteriori miglioramenti alla proposta presentata. Ricordo inoltre di avere parlato dell’imminente confronto con i consiglieri nella commissione comunale preposta.

Vorrei evidenziare che nel project financing sono presenti elementi di garanzia per le società del nuoto con sede legale a Cremona sia per quanto riguarda gli spazi acqua sia per quanto riguarda il loro costo, elementi che eventualmente potrebbero essere ulteriormente migliorati. La proposta oraria inserita nel project è comparabile al planning del 2015.

Ritengo doveroso sottolineare che non è automatico che l’ente gestore, pur avendone la possibilità, svolga attività agonistica. Nel caso questo avvenisse potrebbe arricchirsi il panorama sportivo cremonese.

Sottolineo, infine, che nel project financing presentato sono previste manifestazione di carattere regionale e nazionale oltre ad alcune giornate a disposizione, gratuitamente, contrariamente a quanto avviene ora, per eventi sportivi promossi dal Comune.

 

Il rilancio del comparto della piscina comunale è un’opportunità per Cremona e per tutti i  cittadini di avere uno spazio per la salute, il benessere e lo sport per 365 giorni l’anno in una zona che, insieme alle Colonie Padane e al campeggio, in poco tempo sarà interamente riqualificata. La piscina ha bisogno, per i cittadini e per lo sport cremonese, di importanti migliorie gestionali e di importanti interventi. Non possiamo permetterci un ulteriore degrado dell’impianto e dell’area: sarebbe un danno per la pubblica fruizione. Questa scelta apre la possibilità di realizzare un progetto che va a vantaggio di tutti. Da qui l’invito a lavorare con noi in un percorso che può essere di ulteriore miglioramento, all’interno di un confronto costruttivo.

 

Rimanendo come sempre disponibile ad incontrarvi presto anche nel caso fossero necessari ulteriori chiarimenti, vi saluto cordialmente

 

Mauro Platè

Assessore allo Sport

Del Comune di Cremona