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Nuovo parco rottami Arvedi e frastuono, proteste a Cavatigozzi

CREMONA Durante i lavori di sostituzione del forno, l’acciaieria Arvedi ha spostato temporaneamente in un’area di via Acquaviva i rottami che si trovavano nel parco interno ai margini del canale navigabile, incontrando le lamentele dei nuovi vicini. Dapprima un agricoltore ha ottenuto che il traffico di rottami venisse trasferito verso la strada, dopo di che sono partite le segnalazioni di alcuni residenti della zona di via Dossetto e via Bergamaschi di Cavatigozzi, che abitano dall’altra parte della via, a una cinquantina di metri. Sono accorsi due agenti della polizia locale di Cremona, di pattuglia in quel momento, che si sono recati nel nuovo parco rottami assieme a due residenti, per confrontarsi con la dirigente dell’acciaieria Alessandra Barocci. I vigili hanno controllato che l’attività fosse coerente con l’autorizzazione rilasciata dall’amministrazione provinciale in maggio. Alle ore 17 il parco doveva chiudere e così è stato, dopo l’avvio delle ore 8. I lavori potrebbero proseguire, secondo l’autorizzazione, fino al 31 dicembre: l’industria siderurgica però ha annunciato la conclusione fra una quindicina di giorni, per la sera dell’8 agosto.

I rifiuti metallici vengono trasportati dal treno della società Sograf e dai mezzi pesanti, che li rovesciano facendoli cadere dall’alto. Le case della zona Dossetto si trovano al di là degli alberi che le nascondono: non ci sono però barriere fonoassorbenti, come invece ne sono state collocate tra l’industria e il centro abitato di Spinadesco. Le segnalazioni sono arrivate anche al comitato di quartiere e all’Arpa, oltre che al sindaco Gianluca Galimberti, che non ha risposto personalmente. Continua dunque la contraddizione di via Acquaviva, ai cui lati si trovano due diverse zone acustiche, l’una residenziale, con una soglia di 50 decibel, e l’altra industriale, dove l’inquinamento acustico può arrivare invece a 70 decibel. E dire che tre settimane fa la giunta Galimberti ha approvato il piano antirumore previsto dall’Unione europea sin dal 2002, che comporta i primi interventi, ma solo per ridurre il disturbo del traffico.

Multa fino a 500 euro a chi non fa la differenziata

C’è una Cremona profonda, radicata nel centro storico e in alcune delle vie principali, come Corso Vittorio Emanuele II, che non accetta la raccolta differenziata e insiste nelle pratiche meno virtuose, come l’abbandono selvaggio dei rifiuti, usando i cestini del centro come cassonetti. Nello stesso tempo il porta a porta ha fatto salire la percentuale dal 50 al 70 e la città è diventata più sporca.

Alcuni uniscono tutti i tipi di rifiuti nei sacchi che portano in uno dei contenitori della zona di palazzo Cittanova o in altri punti, altri espongono in anticipo di 24 ore sul marciapiede sacchetti e contenitori, che in alcuni casi, svuotati da Linea Gestioni, vengono poi riempiti dai passanti con bottiglie di plastica, mozziconi, biglietti di parcometri, carta e persino pannoloni. Chi sarà multato in questi casi? Il disagio della differenziata in centro così si somma alla carenza di cestini e all’abbondanza di comportamenti negativi. Chi preleva lattine e bottiglie dai distributori automatici lascia spesso i vuoti sui davanzali delle finestre o nelle fioriere, dove a volte le cartacce soffocano i fiori. “Perché devo impegnarmi tanto nella differenziata se poi sui marciapiedi si trova di tutto?” E’ una delle lamentele più diffuse. A un anno dall’estensione del porta a porta a tutto il territorio cittadino, il Comune gongola per il risultato del 70% e inizia ad applicare i primi bollini gialli e rossi, veri e propri avvisi che saranno seguiti dalle multe, salatissime, fino a 500 euro, a chi non fa la differenziata come si deve. Si replica a Cremona il sistema americano di sanzioni pesanti per cambiare le abitudini dei cittadini. I controlli saranno intensificati e da ottobre i sacchetti composti in modo irregolare oppure esposti troppo presto non saranno ritirati. D’altro lato al Comune e a Linea Gestioni sono arrivate lamentele: per l’umido sono stati chiesti tre passaggi alla settimana. Da parte propria il Comune ricorda, avendo notato che i rifiuti ingombranti a volte sono buttati sui prati, nelle zone periferiche, come a Cavatigozzi, che è possibile il ritiro a domicilio o al centro di San Rocco. Gli altri tipi di rifiuti possono essere conferiti al centro di raccolta di via dell’Annona