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Il M5s: “Formigoni, bella vita a spese dei malati”

Roberto Formigoni ha avuto anche la presidenza della commissione agricoltura, con il consenso del Pd: Martina, già consigliere regionale all’opposizione del Celeste, se lo è ritrovato presidente di commissione durante il governo Letta. L’opposizione del centrosinistra a Formigoni non è stata così efficace da determinare una svolta in una Regione segnata dal dominio ciellino, svolta che non c’è stata nemmeno durante la presidenza Maroni. Iolanda Nanni (M5S), al termine del comunicato annuncia che la nuova era della politica lombarda sarà grillina. Da parte mia vorrei sapere quanto sono disposti a subire ancora i lombardi.

 

“Si è squarciato il velo sull’eccellenza della Sanità Lombarda, la condanna a Roberto Formigoni, ex governatore della Lombardia, a 6 anni per corruzione nel caso Maugeri, è la conferma definitiva che in Lombarda chi doveva tutelare i malati ha, in realtà,  speculato sulla loro pelle.
Formigoni faceva la bella vita a spese dei malati e di ‘celeste’ aveva solo il colore delle camicie: milioni di euro sottratti ai lombardi finivano sperperati in regali, vacanze di lusso, cene, crociere in yacht e finanziamenti ai meeting di Cl. Così, per almeno un decennio, si era consolidato un sistema criminoso e clientelistico di potere in Lombardia. Nel frattempo Fondazione Maugeri sprofondava in un disastroso crack che ha portato oggi alla sua trasformazione da Fondazione onlus a società per azioni (che opera per profitto degli azionisti) mettendo a rischio oltre 3 mila posti di lavoro senza un battito di ciglia da parte della Giunta Maroni.
Il nuovo governatore non ha saputo dare quel deciso cambio di passo e necessaria discontinuità sul piano legale all’intero comparto della Sanità lombarda, prova ne sono i processi in corso a carico  dell’ex assessore regionale Mario Mantovani, imputato per abuso d’ufficio e turbativa d’asta in merito al bando sul trasporto dei pazienti dializzati e del presidente della commissione sanità Fabio Rizzi, arrestato nell’ambito dell’inchiesta Smile sullo scandalo delle dentiere.
La presidenza Maroni ha fallito, l’intero centro destra pure e il PD nel ventennio Formigoniano non è stato in grado di fare opposizione e vigilare su questi scandali: solo il Movimento 5 Stelle può ridare dignità e legalità alle Istituzioni”, così Iolanda Nanni, capogruppo del M5S Lombardia.

 

Trasporti, un Ufo chiamato agenzia di bacino

“Una riforma innovativa, vantaggiosa per i cittadini, a costo zero per la Regione, e votata all’unanimità da tutte le forze politiche presenti in Consiglio regionale”, così Roberto Formigoni annunciava la grande innovazione delle agenzie di bacino dei trasporti, cinque in Lombardia al posto dei 22 enti allora esistenti. Era il 27 marzo 2012, quattro anni fa, quando il Celeste sembrava ancora non solo poter resistere ma trasformare la “sua” Lombardia (forse un po’ troppo “sua”, a sentire certe critiche dopo il lungo dominio) in una delle aree più progredite d’Europa. Si dovevano risparmiare 145 milioni di euro, facendo funzionare le cinque agenzie di bacino del trasporto pubblico,  per un servizio che allora costava mille milioni. I bacini sono: Bergamo; Brescia; Como, Lecco, Sondrio e Varese; Cremona e Mantova; Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia; all’interno di queste aree le agenzie dovevano “indire le gare, anche unitarie per ferro e gomma, massimizzare l’integrazione del trasporto pubblico su ambiti vasti in modo da rendere l’uso del mezzo pubblico facile per il cittadino, evitando sovrapposizioni e realizzando un coordinamento unitario tra corse urbane e corse interurbane”. L’allora presidente della Regione sciorinava statistiche impressionanti: “Negli ultimi 8 anni – faceva sapere il comunicato del Pirellone – è cresciuto del 50% il numero degli utenti del trasporto pubblico: dai 430.000 del 2004 ai 670.000 attuali. E per il 2015 è in campo l’obiettivo ambizioso di un ulteriore balzo del 50%, sfondando il tetto del milione di passeggeri al giorno”.

Le cinque agenzie avrebbero dovuto elaborare il piano di bacino, per migliorare l’efficienza del servizio ai passeggeri e indire gare unitarie in ambito sovraprovinciale, sostituendo le Province, per integrare ferrovie e bus, risparmiando grazie alle economie di scala. L’agenzia Cremona Mantova è stata attivata solo quest’anno. C’è stata resistenza da parte degli enti locali, per vari motivi. E’ in gioco un’innovazione di tipo europeo: l’agenzia bandisce la gara, vince il gestore migliore e l’agenzia controlla il rispetto del contratto. Non è andata così. E’ stata fatta una gara unica in provincia di Cremona, con un risparmio di alcune centinaia di migliaia di euro, ma in provincia di Mantova no, perché i virgiliani hanno applicato l’affidamento diretto. Il sistema europeo, cui Formigoni ha dovuto adeguare la Lombardia, prevede una netta differenza tra controllore e controllato.

L’agenzia di bacino si è presentata in Comune a Cremona nel maggio di quest’anno, quando l’assessore Alessia Manfredini ha invitato il direttore Claudio Cerioli. Un avvio d’attività non facile. La gara unica per la provincia di Mantova potrebbe essere indetta nel 2019 e il piano di bacino Cremona-Mantova ancora non c’è. L’innovazione tarda e Dario Balotta, di Legambiente Lombardia, ha di che criticare, perché il coordinamento in realtà “è finto”, ferro e gomma non sono integrati come dovrebbero e il ritardo della piena attivazione delle agenzie è notevole. Di europeo c’è ben poco o nulla: “Le Province non volevano attivare le agenzie e così l’assessore Sorte ha dovuto dare un incentivo, ma siamo lontani dalle autorità di trasporto europee: la legge lombarda ha fortissimi limiti”. C’è un problema: che il potere delle società dei bus è tale che potrebbero vincere le gare dove hanno sempre lavorato, facendo sì che il regime dei controlli sia debole. Il rischio è che “gli amici degli amici” continuino a dominare la scena “aumentando i costi strutturali, perché occorre pagare lo stipendio dei direttori”. Può davvero perdere una società come Arriva? Riuscirà l’agenzia ha imporre la propria autorità di controllo e di pianificazione?

Per Stefano Begotti, consigliere dell’agenzia Cremona Mantova: “I risparmi si vedranno in futuro: è prevista l’integrazione ferro-gomma ma la Regione non ha ancora partecipato ad alcuna riunione”. Da parte degli esponenti del Pd si percepisce l’ottimismo della volontà, per dirla con entusiasmo, ma anche la consapevolezza delle difficoltà. I bus arrivano solo dove conviene, i paesi spesso sono penalizzati, come pure chi ha bisogno del bus nei festivi o in orari serali.

E’ ancora poco conosciuta l’agenzia “per molti è un oggetto misterioso” ammette Begotti. Balotta parla di un “doppione” della Provincia, che “in quattro anni non ha rivoluzionato proprio nulla”. Che però migliori il trasporto pubblico locale dei bus, integrato anche con bici e treno, è obiettivo ampiamente condiviso.