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Industrie e sicurezza, il M5S chiede aiuto al prefetto

CREMONA Ci sono 13 industrie a rischio di incidente rilevante in provincia di Cremona, di cui tre nella sola città capoluogo. L’ultimo aggiornamento del Piano di protezione civile del Comune di Cremona però risale al 2013, e da allora ci sono stati nuovi insediamenti e ampliamenti industriali. Di conseguenza il M5S chiede in una lettera al prefetto Danilo Gagliardi, firmata da Marco Degli Angeli e Luca Nolli, di adeguare il Piano e far conoscere capillarmente i comportamenti da tenere in caso di incidente nel quartiere di Cavatigozzi o comunque in città. Si trovano infatti nella frazione, vicini l’uno all’altro, gli stoccaggi di gpl Nuovabibes e Liquigas e quello di combustibili Tamoil. C’è poi la Sol, che si trova sotto la soglia che imporrebbe il rispetto della direttiva Seveso ma è registrata in Prefettura per lo stoccaggio e la distribuzione di gas medicali. L’occasione per una svolta all’insegna della trasparenza potrebbe essere data dall’incendio scoppiato giovedì scorso presso l’acciaieria Arvedi. In proposito i due esponenti pentastellati chiedono al prefetto di sollecitare il Comune a convocare l’Osservatorio in modo permanente e con cadenza regolare, riunendo quindi Ats, aziende, enti locali, comitato di quartiere, sindacati, Arpa, vigili del fuoco e ogni ente competente. L’ultima riunione è datata 2018, e da allora i cittadini non hanno più luoghi per visionare gli atti, confrontarsi e avere informative precise. Il disagio dei cittadini di Cavatigozzi traspare dalle parole di Stefania Lampugnani, del comitato di quartiere

Arvedi, dopo la tragedia i sindacati chiedono più sicurezza

CREMONA Marco Balzarini, magazziniere, aveva solo 28 anni quando ieri, poco dopo le 14, ha perso la vita in un terribile incidente sul lavoro, schiacciato da un enorme muletto adibito alla movimentazione dei coils, ovvero i nastri d’acciaio pesanti diverse tonnellate, che si trovano in deposito nell’area nord dell’acciaieria Arvedi, accanto alla zincheria. Il macchinario che l’ha ucciso è una gru, con ruote di grandi dimensioni, che arrivano ad altezza d’uomo e garantiscono una discreta velocità. L’operatore, seduto nell’abitacolo, non può vedere chi si muove nelle prossimità: gli spostamenti del macchinario sono segnalati soltanto da un sensore acustico. L’esame della dinamica è ancora sottoposto agli accertamenti del caso. Da quanto è stato ricostruito sinora, il giovane operaio era dietro il mezzo ed è stato travolto e schiacciato, tanto che il suo corpo è stato individuato dal casco. Forse non ha udito il sensore acustico o per altri motivi non si è spostato in tempo. Verso le 17 di ieri la dirigenza e la proprietà dell’acciaieria hanno incontrato i rappresentanti sindacali e della sicurezza, che hanno chiesto il fermo della produzione per l’intera acciaieria, in segno di lutto. La produzione ricomincerà alle 6 di lunedì 22. Il comunicato dei sindacati rende noto che i rappresentanti dei lavoratori, che pure hanno proclamato uno sciopero di otto ore all’inizio di novembre, avevano chiesto esplicitamente più sicurezza all’interno dell’acciaieria di via Acquaviva. “Per l’ennesima volta – afferma il comunicato diffuso ieri ed esposto in acciaieria – sono stati evidenziati i limiti in materia di sicurezza, ribadendoli anche davanti al presidente. Qualora le problematiche evidenziate non fossero risolte in breve tempo, s’individueranno le iniziative da intraprendere. Si esprime profondo cordoglio alla famiglia dell’amico e collega”. Torna a salire la tensione, dunque, con la minaccia di un nuovo stato d’agitazione. I sindacati avevano proposto anche l’uso di videocamere per la retrovisione degli operatori delle gru, se non la piena automazione del settore, dove gli operai vanno e vengono segnando con un codice i coils da portare in magazzino o in lavorazione. A Pieve Terzagni, frazione di Pescarolo, dove Marco Balzarini viveva con i genitori, è lutto. Amici e parenti stamattina hanno fatto le condoglianze alla famiglia in lacrime. Il funerale sarà celebrato martedì alle 10.30 nella chiesa di Pieve. La salma stamattina si trovava ancora nella camera mortuaria dell’ospedale Maggiore, attesa a casa nel pomeriggio. Il dolore è assai forte, per il carattere generoso, socievole e allegro del giovane Marco, che oggi intendeva festeggiare a Torino, con i familiari, il possibile scudetto della Juventus, e già possedeva i biglietti. Doveva essere, per la famiglia, una giornata di festa.

Cremona sporca e violenta, ma non ci sarà più sorveglianza

Che malinconia quei gradini di palazzo comunale dall’intonazione sentimentale del lercio! Si potrebbe sopportare ad interim, se non s’abbinassero aggressioni, atti di violenza e criminalità in centro, e vari episodi d’inciviltà. Giorgio Everet (Forza Italia) ha segnalato un problema sentito, perché la sensazione che Cremona si lasci andare dilaga, fra privatizzazioni e incuria. 

Sembra di sentire una descrizione del modello Roma eppure si tratta di Cremona, che si trova in “pieno stato di abbandono”, in preda a un degrado devastante e a comportamenti ai limiti della barbarie imperante, fra sporcizia disseminata sul suolo pubblico, scritte oscene sui muri, furti e aggressioni, e persino gente che usa i giardini pubblici di piazza Roma al posto dei servizi igienici, e che è pronta persino a usare nello stesso modo i muri delle pubbliche vie. Una latrina, ecco che cos’è il centro storico nelle parole di Giorgio Everet, l’alfiere di Forza Italia che oggi in consiglio comunale ha chiesto di dedicare a ciascun quartiere un vigile fisso, sempre presente, per ridare dignità e decoro al centro cittadino, vista “l’assoluta incapacità del Comune di presidiare piazza Roma”. L’ex casetta del custode, che è diventata da pochi giorni la sede del comitato di quartiere Centro, viene tenuta chiusa a chiave per il timore che entrino ladri o tossicodipendenti, come ha sottolineato Everet, perché di sicurezza non ce n’è. E poi si ritrovano i vigili impegnati a scrivere sui loro blocchetti i dati delle automobili per dare multe ai cittadini, non per farli sentire più protetti. Reazione indignata dai banchi della giunta: il codice della strada va rispettato, il decoro del centro storico non può essere un pretesto per concedere una sfrenata libertà di guida e di parcheggio selvaggio. Barbara Manfredini, l’assessore alla polizia locale, prorompe in un’arringa a difesa dei vigili: parlano i dati annuali, con quelle 7mila pattuglie sul territorio comunale, 26mila richieste di intervento gestite, 51 telecamere di videosorveglianza. E poi? Sembra che ci sia un vigile ovunque: quasi 2000 i contatti con i cittadini nelle periferie, 360 punti di ascolto nei quartieri periferici, 800 controlli nei parchi pubblici, ma anche 450 ore di lezione nelle scuole. E il vigile di quartiere è già dedicato al territorio. Tra vigili urbani e cittadini il legame è stretto, lo dicono molti dati statistici, per Everet però è anche troppo stretto, visti i sei milioni di euro che il Comune ha già messo a bilancio e che la polizia locale deve per forza incassare, con una serie di multe. “Trasferite dalla Provincia degli agenti, non ci si limiti solo a impiegati e segretarie”, Everet incalza. Quello che desidera il consigliere di centrodestra è una maggiore sorveglianza: “Le vostre statistiche vanno divise per le ore di attività ogni giorno nei quartieri. Non ho nulla contro i vigili, ma va criticato il Comune che mette a bilancio tutti quei ricavi da sanzioni”. Quando Cremona tornerà più pulita? La domanda prende forza tra i residenti, stanchi delle biciclette appoggiate ovunque, dei marciapiedi resi scivolosi dalla sporcizia, dall’odore sgradevole che si sente diffuso ovunque. Everet chiede più ore nei quartieri, non per multare ma segnalare, e la richiesta è respinta. Nel frattempo Barbara Manfredini spiega che sono in corso confronti sulle prassi positive dei vigili fra Cremona Lodi Mantova: per quanto si impegnino i vigili, il richiamo sembra rivolgersi a tutti i cittadini.