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Cremona Solidale, decine di turnisti fanno causa con Usb contro i riposi negati, Cgil non aderisce

CREMONA Il sindacato di base Usb fa polemica anche tra Capodanno e l’Epifania, sollevando di nuovo la questione dei dipendenti turnisti della casa di riposo Cremona Solidale. Su circa 400 dipendenti, la casa di riposo di via Brescia conta circa 200 ausiliari, in rotazione nei festivi e che avrebbero diritto a un giorno di recupero, per riposarsi dal lavoro nei festivi. I recuperi però non vengono più concessi dal 2010, quando l’ex direttore generale Angelo Gipponi ha iniziato ad emettere ordini di servizio per chiamare al lavoro, sopprimendo così il giorno di recupero in cambio di un’indennità economica. Gli ordini di servizio erano arrivati a un totale di 70 al mese, con un notevole imbarazzo tra i dipendenti. Giuseppe Lupi del sindacato di base ha promosso una causa sostenuta da una parte degli stessi turnisti allo scopo di ottenere giorni di riposo, non compensazioni economiche: il giudice del lavoro però ha dato torto al rappresentante sindacale. La sentenza ha spiegato che quell’indennità copre il disagio, non sostituisce il giorno di riposo dopo il festivo infrasettimanale. Lupi però insiste e presenta ricorso in appello, e lancia un fondo di solidarietà tra lavoratori per pagare le spese legali. I sindacati confederali non hanno mai sorretto l’azione legale dell’Usb, puntando sulla riorganizzazione del lavoro, uno degli obiettivi principali.

L’obiettivo di Giuseppe Lupi però è vincere una battaglia legale che potrebbe essere significativa per tutti i dipendenti turnisti di tutti i settori, dagli ospedali alle fabbriche, nel tentativo di revocare l’eccesso di flessibilità, che nelle case di riposo è assai gravosa, dato che gli ospiti sono totalmente non autosufficienti e necessitano di continue attenzioni e cure. La riorganizzazione del lavoro è una delle aspettative cruciali rivolte da tutti i rappresentanti sindacali di Cremona Solidale al nuovo direttore Emilio Tanzi, successore di Angelo Gipponi. L’ospizio, con i suoi 400 posti letto è spesso al centro delle attenzioni: è di oggi la visita del sindaco Gianluca Galimberti, per gli auguri ai lavoratori e agli anziani ospiti.

Tonnellate di posta in giacenza e rincarano le tariffe

CREMONA La posta in giacenza ha già superato le 15 tonnellate a Cremona: il sistema di recapito a giorni alterni è un fallimento, le tariffe aumentano e l’azienda Poste, come nota il sindacalista della Cisl Pietro Triolo, non vede, non sente e non parla, anche se le proteste dei cittadini, dei sindaci e delle imprese continuano a salire. Alcune lettere inviate dai Comuni in occasione del referendum costituzionale non sono nemmeno arrivate ed è solo uno dei casi. In città le zone di recapito sono 45 ed ogni portalettere lavora in due zone a giorni alterni, tranne il sabato e la domenica, per lo sciopero degli straordinari, che gli addetti per lo stress non riescono più a sopportare. Così è sufficiente un giorno festivo, come l’Immacolata, per far sì che la posta ordinaria salti un turno di consegna, e tardi quindi due giorni in più. Escluse le assicurate e le raccomandate, una lettera ordinaria di una banca o un settimanale quindi può arrivare una o due settimane dopo. A Soresina il giorno del patrono San Siro, venerdì 9, si è aggiunto all’Immacolata, giovedì 8, seguito poi da sabato e domenica: quattro giorni senza posta. Così il ritardo può arrivare a due settimane perché i carichi di lavoro per i portalettere sono quadruplicati, e basta che un collega vada in ferie o in malattie che la consegna diventa un miraggio. E’ stato necessario questo sabato l’aiuto di una ventina di portalettere da fuori provincia, che però, inevitabilmente, non conoscevano la zona. In due su un’auto hanno portato la posta, qualcuno si è perso nel ginepraio di piccoli Comuni, case sparse, cascine e frazioni che costellano il territorio. Forse anche sabato prossimo interverranno portalettere da altre province, perché la vertenza sindacale continua per l’impossibilità dei dipendenti di sostenere il carico di lavoro. Lo sciopero degli straordinari e delle prestazioni aggiuntive, iniziato l’altro ieri, proseguirà fino all’8 gennaio. A Cremona, con le sue 45 zone di recapito e una numerosa popolazione anziana, è in notevole difficoltà, perché deve smistare la corrispondenza di tutto il circondario. Il progetto di consegna a giorni alterni è stato studiato per i piccoli centri a scarsa densità abitativa e scarsa corrispondenza, come ricorda Priolo, tuttavia l’azienda l’ha applicato ai Comuni più grandi e ai capoluoghi di provincia. A Brescia e Varese si presenta lo stesso problema di Cremona, diffuso in tutta la Lombardia. Lunedì 19 le Poste discuteranno della situazione della Lombardia a Roma, con l’Anci e i sindacati, che chiedono una riorganizzazione del lavoro. L’azienda, l’unica col bilancio in attivo in Europa, con azionista principale lo Stato, può permetterselo. Intanto aumentano le tariffe del 10% circa dal 10 gennaio: è la goccia che fa traboccare il vaso per Priolo. La classica raccomandata non oltre i 20 grammi rincara da 4 euro e mezzo a 5. E’ tempo che intervenga l’autorità di controllo, l’Agcom.