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Foibe, commemorazione con lo sguardo rivolto alle tragedie del Carso e a Trieste

giorno-del-ricordo-10-02-2017-05

In occasione del “Giorno del Ricordo”, ricorrenza istituita per conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra, cerimonia commemorativa questa mattina al Civico Cimitero. Dapprima Davide Lotufo, allievo della della 2^ B Informatica dell’Istituto di Istruzione Superiore “J. Torriani”, ha letto un brano tratto Primavera a Trieste di Pier Antonio Quarantotti Gambini, testimonianza e diario dei giorni convulsi di fine aprile 1945 nella città giuliana.

A seguire il sindaco Gianluca Galimberti, il Presidente della Provincia Davide Viola ed il Vice Prefetto Aggiunto Beaumont Bortone hanno deposto una corona di alloro al monumento ai Caduti Giuliano Dalmati di tutte le guerre, presenti le autorità militari cittadine ed i rappresentanti delle associazioni combattentistiche, mentre il trombettiere del Complesso Bandistico “Città di Cremona” ha suonato “Il Silenzio”.

Luca Pugnetti, studente della stessa classe del “Torriani”, ha quindi letto una poesia tratta da Il mio Carso di Scipio Slataper. A seguire Elio Chiavuzzo ha portato il saluto di Mario Ive e Laura Calci Chiozzi, rispettivamente Presidente e Vice Presidente della sezione di Cremona dell’Associazione Giuliano Dalmati, impossibilitati a partecipare per motivi di salute, accompagnato dai ringraziamenti a tutti i Cremonesi per l’accoglienza riservata agli esuli giunti nella nostra città.

La cerimonia al Civico Cimitero è proseguita con l’intervento del sindaco Gianluca Galimberti che, prendendo spunto dalla poesia di Scipio Slataper, ha detto, fra l’altro, che amare la propria patria significa essere in relazione con altre patrie, è questo l’unico modo perché altri dividono le frontiere. Indicando poi la bandiera dell’Europa, il Sindaco ha sottolineato che proprio l’Europa è il nostro orizzonte: solo un’Europa coesa può evitare che si ripetano tragedie come quella che si commemora il 10 febbraio di ogni anno.

Infine Ivan Fumagalli, compagno di classe degli altri due studenti, ha letto una poesia da Il Canzoniere di Umberto Saba.

Ferragosto, l’odore proveniva dall’acciaieria Arvedi

La fastidiosa ondata di odore che ha invaso Cremona nei giorni di Ferragosto proveniva dall’acciaieria Arvedi, come ha constatato l’Arpa, che ha riconosciuto la puzza simile a plastica bruciata anche nella propria sede di via S. Maria in Betlem. Non pochi cremonesi, anche nelle sedi comunali, sono stati investiti dall’inquinamento olfattivo ma non hanno riconosciuto la fonte. Il comitato di quartiere di Cavatigozzi ha chiesto ai cittadini di segnalare e chiedere verifiche, senza aspettare che lo facciano gli altri. In questi giorni a Trieste, dove i problemi sono decisamente più pesanti e purtroppo hanno una lunga storia, il sindaco Dipiazza sta combattendo duramente contro la Ferriera di Servola: sarà forse per rivalità verso la presidente della Regione Serracchiani o forse per una scelta radicale. Qui interessa notare che il quieto vivere facendo finta di nulla non è l’unico atteggiamento possibile.

 

 

 

L’ondata di odori molesti causata dall’acciaieria Arvedi a Ferragosto, nei giorni di lunedì e martedì mattina, è stata sentita anche a Cremona, sospinta dal vento che soffiava da Cavatigozzi verso il centro storico. Gli stessi dipendenti dell’Arpa hanno percepito il fastidioso odore nella loro sede di via Santa Maria in Betlem, prima di recarsi nell’industria di via Acquaviva, a Cavatigozzi, per verificare il fatto e le cause, ma secondo diverse testimonianze l’odore ha colpito anche chi abita dalle parti dell’Esselunga, come in zona Po e piazza Cadorna, sino a via San Rocco, vicino all’inceneritore. Un dipendente comunale, il sindacalista Giorgio Salami, era in bicicletta e ha riconosciuto l’odore già altre volte in centro storico. Ha fatto una segnalazione anche la dirigente dell’Area Vasta Mara Pesaro. In via Bergamo si è pensato che la puzza, simile a plastica bruciata, arrivasse dalla Green Oleo, che invece ha rimediato all’inquinamento olfattivo già tempo fa: i commenti si sono moltiplicati via internet, molti non hanno riconosciuto la causa. Il gruppo ispettivo dell’Arpa ha raccolto informazioni sulla riaccensione degli impianti dopo la pausa estivi: è emerso che il preriscaldo delle siviere del forno 2 è iniziato sin dalle 8 del mattino di Ferragosto ed è proseguito fino a martedì mattina, al momento dell’ispezione. Martedì 16 sono state messe in preriscaldamento anche le siviere del forno 1, con un impatto olfattivo ancora più potente, segnalato dal comitato di quartiere di Cavatigozzi e percepito anche dai cittadini di Cremona. Nella notte fra lunedì e martedì c’è stato un problema di alte temperature al sistema di trattamento dei fumi, che dovevano essere convogliati al camino E11. Per chiarire l’accaduto, il gruppo ispettivo dell’Arpa ha acquisito copia della carta dei controlli e del registro di conduzione del reparto di preriscaldo siviere dell’acciaieria. La versione dell’azienda è che il sistema di abbattimento dei fumi è stato temporaneamente meno efficiente e che il problema è stato rapidamente risolto. Il comitato di quartiere stamattina ha invitato i residenti e segnalare i disagi tempestivamente, chiamando innanzitutto la polizia locale del Comune. L’Arpa poi, sulla base dei dati della centralina, ha constatato che il vento ha soffiato da Spinadesco a Cavatigozzi a Cremona fra le sette e le nove della sera di martedì 16: poi le masse d’aria sono ristagnate sulla città che ha così conosciuto l’amara esperienza dell’inquinamento olfattivo patita più volte dagli abitanti di Cavatigozzi e Spinadesco.

http://www.telecolor.net

19 agosto 2016

 

Quando il sindaco non si fida dell’Arpa

Succede fragorosamente a Trieste, non a Cremona, dove il sindaco Galimberti ha programmaticamente stabilito che la sintesi fra ambiente, lavoro e sicurezza si “deve” trovare, e quel “deve” pare granitico. A Cremona prevale un dover essere virtuoso – almeno da quel che sembra, dopo tante dichiarazioni, incontri pubblici, problemi e risposte istituzionali – una necessità di principio che come prevedibile cozza contro la realtà spigolosa e ribelle alla messa in forma. L’acciaieria non diventa fattore di un calcolo matematico che deve dare il risultato previsto, pur adeguandosi alle prescrizioni ricevute dalla Provincia, che detiene ancora il potere decisionale. I Comuni si esprimono nelle conferenze dei servizi provinciali, ma nemmeno si può insistere nel paragone sistematico fra Cremona e Trieste, dove il sindaco Roberto Dipiazza ha scelto di non affidarsi più all’Arpa, per iniziare semmai a eseguire controlli sulla Ferriera di Servola mediante centraline municipali (forse una sola mobile).

http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2016/08/09/news/ferriera-il-sindaco-sfida-l-arpa-saro-io-a-monitorare-servola-1.13938936

Dipiazza definisce la Ferriera di Servola “un cancro al centro della città” e non si fida dell’Arpa perché la società proprietaria della Ferriera (la Siderurgica Triestina, del gruppo Arvedi) sarebbe “controllore e controllato”. L’impatto della Ferriera è particolarmente pesante da molti anni, soprattutto per la presenza di una cokeria: la proprietà arvediana, ancora recente, ha promesso di rispettare l’ambiente ma il nuovo sindaco, insoddisfatto dei risultati, si scontra sia con l’Arpa che con la Ferriera e già annuncia di poter definire una data di chiusura definitiva dell’area a caldo.